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Sul sentiero - Parte quarta
L'Umanità verso l'Uno

Anonimo - novembre 2010
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Verso la  “religione dell’umanità

 

L’esoterismo e il “Dio unico

 

Da sempre, e in ogni luogo, uomini avanzati hanno ricercato il “Sentiero” che potesse condurli dal regno umano, di cui avvertivano dolorosamente la finitezza e la disarmonia, al regno dell’anima, ove poter esplicare le qualità della propria natura di Luce, sentita come più “Reale”.

Tale “Sentiero” è, nella sostanza, unico, e conduce all’unico Dio.

Afferma Cicerone:

 

Atene ha prodotto molte invenzioni eccellenti e le ha applicate nella vita dell’uomo ma la cosa più preziosa che ci ha dato sono quei “misteri” per mezzo dei quali siamo liberati da una vita irrazionale e selvaggia e siamo proiettati nella consapevolezza della nostra vera natura umana. Questi misteri sono a ragione chiamati “iniziazioni” perché sono realmente l’inizio di una vita di chiarezza e di virtù.

 

Tutte le tradizioni conoscono e descrivono il gioco della Grazia nella apparente varietà dei Sentieri.

Negli Shiva Mahimnah Stotram, Pushpandanta, il signore dei Gandharva, i musici celesti, afferma:

 

Differenti sentieri verso la realizzazione sono descritti nei tre Veda, nel Sankya, nello Yoga, nelle dottrine. La gente segue sentieri diversi, diretti o contorti, considerandoli i soli o i più appropriati al loro temperamento, ma tutti i sentieri conducono a Te, come tutti i fiumi confluiscono nello stesso oceano”. (cit. in Cesare Boni “Dove va l’anima dopo la morte?).

 

Dio è stato poeticamente e misticamente descritto come il Sommo Drammaturgo del dramma dell’esistenza, il Divino Danzatore della danza della Vita, il Grande Tessitore dell’ordito dell’essere, il Giardiniere dell’Universo, il Grande architetto del Tutto, il Mago e il Cerimoniere dell’Ordine universale, il Re spirituale che governa l’evoluzione, Energia infinita autogenerata; ed infine, Creatore, Conservatore e Trasformatore  della Manifestazione. L’adorazione della Sorgente onnipermeante è stata ed è Religione; riverire tale Sorgente, venerare la Vita onnipresente in tutte le sue esplicazioni e conformarsi alle Leggi della Manifestazione può essere considerata pratica religiosa.

Nei nostri tempi gli influssi delle nuove energie spirituali,  derivanti  dalla più avanzata coscienza dell’umanità, manifestano una sempre più evidente consapevolezza dell’unità del Divino al di là delle varie forme, culti e denominazioni.

A chi le accosta senza pregiudizi confessionali tutte le religioni svelano di essere originate dallo stesso impulso all’Assoluto, dalla stessa aspirazione al Bene, dalla stessa ricerca della Mente, dallo stesso grido del Cuore:

 

La religione del futuro non sarà una religione in senso stretto del termine, dovrà imparare a lasciar andare la religione. Il Maestro Eckhart nel quattordicesimo secolo disse: “Prego Dio di liberarmi da Dio”. Per riscoprire la spiritualità, che è il cuore autentico di ogni religione vera e fiorente, dobbiamo liberarci dalla religione. Sembra un paradosso. (M. Fox, La spiritualità ecologica e la Creazione, in Terra, Anima e Società, vol. II)

 

La consapevolezza di una spiritualità ampia e a-confessionale, se coltivata da anime mature, porterà l’umanità a vivere su di una spirale più alta il processo evolutivo.

Ad essa si ispireranno le nuove Comunità e i nuovi Gruppi umani; auspichiamo che essi  interiorizzino e pratichino la “Religione unica dell’Umanità”, e che ad essa affianchino  un’Etica illuminata, che sostenga la genesi di una più alta Coscienza, finalizzata all’Evoluzione e all’Unità:

 

E’ incredibile come gli uomini facciano fatica a liberarsi da pregiudizi, falsi moralismi, diatribe religiose, odi. E’ come se continuamente ascoltassero una voce maligna che li allontana dal proprio bene. L’armonia è nel tutto, ma per arrivarci occorre un salto di coscienza. (Giordano Bruno, La causa principio e uno)

 

E’ necessario anche che l'esoterismo, termine così spesso banalizzato e male inteso,  diventi "vita e sangue" sfuggendo alla duplice trappola:

 

- narcisistici ripiegamenti sul proprio esclusivo e privilegiato "sentire";

- chiusura in sterili intellettualismi.

 

Emile Poulat, storico e sociologo francese del Novecento, accenna con umorismo alle sue infinite ramificazioni, spesso dovute a separazionismi e protagonismi, originati dall’ego:

 

L’esoterismo è una di quelle parole-autobus che veicolano nozioni di diversa origine e di diversa destinazione. Per giunta, i passeggeri non si guardano durante il tragitto.

 

L'esoterismo è stato definito la scienza e l’anima di tutte le cose; Helena Petrovna Blavatsky lo definiva “lo studio della Mente divina della Natura”; in tempi più recenti, Elemire Zolla ha affermato che esso è celato nei laboratori della più avanzata ricerca scientifica.

Esso s-vela (“toglie il velo”) il mondo delle energie che determinano gli eventi dei livelli esteriori di vita; il compito dell’esoterista è quello di imparare a riconoscere queste energie, di discernere tra i vari tipi di forze e di addestrarsi a correlare ciò che si vede e si sperimenta con ciò che è invisibile e condizionante. Sullo studio dell’esoterismo si fonda “il filo d’oro” della Saggezza antica, la continuità dell’insegnamento spirituale essenziale che si espande lungo le età e oltre le  differenze di culti e culture.

L’esoterismo, pertanto, è "comprendere le cose interiori", il nucleo nascosto di ciò che è manifesto, e quindi anche di fedi, riti e credenze.

Questo procedimento, se condotto in umiltà e a contatto col Cuore, conduce a:

  • riconoscere l’unica discendenza e l’unico destino divino di tutti gli uomini;

  • comprendere la necessità mettersi al servizio dei Fratelli e della più grande Vita in cui - tutti - abbiamo la nostra esistenza.

Prepariamo le nostre menti e i nostri cuori a cambiamenti profondi.

Che possiamo essere degni di cooperare con il Piano divino per l’Umanità, che ci sarà svelato in proporzione della nostra umiltà, della nostra perseveranza e del nostro Amore.

 

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