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Sul sentiero - Parte quarta
L'Umanità verso l'Uno

Anonimo - novembre 2010
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Iniziazione e discepolato secondo l’insegnamento del maestro tibetano

 

Il progressivo allineamento dell’anima

 

L’evoluzione procede per successive fusioni, o unificazioni: l’entità, uscita dal regno animale, si  individualizza e, attraverso un lungo lavoro alchemico di trasformazione e sublimazione delle energie dei tre corpi, si allinea all’Ego; infine, con successivi graduali espansioni di coscienza,  si unisce alla Monade.

Ogni passaggio è determinato dalla volontà di sacrificare l’inferiore al superiore, di bruciare con il Fuoco ciò che impedisce l’Unione; con l’allineamento della personalità all’anima, i tre corpi (fisico, emotivo e mentale) si unificano, operando all’unisono sotto il comando del Sé superiore; analoga situazione si verifica nei livelli più alti, nei quali si verificano unificazioni maggiori:

 

L’intero processo ha quindi lo scopo di rendere l’uomo coscientemente uno:

 

Primo: con se stesso e con gli altri uomini incarnati insieme a lui.
Secondo: con il Sé superiore e perciò con tutti i sé.
Terzo: con lo Spirito o “Padre celeste” e perciò con tutte le Monadi.
Quarto: con il Logos: il Tre nell’Uno e L’Uno nei Tre.
(Alice A. Bailey,  Il Discepolato nella Nuova Era, cap. II, 19)

 

L’aspirante alla Luce inizia il sentiero della Prova lavorando al trasferimento delle energie dai centri inferiori a quelli superiori; vigila attentamente sui propri pensieri, parole e azioni, divenendo sempre più demiurgo di sé, al fine di poter diventare tempio vivente, idoneo a far nascere e poi a custodire il Cristo interiore.

Egli sa che tutto ciò che è presente nella sua vita ha origine dal pensiero, e ne valuta continuamente la qualità e la forza creatrice, che tenta di indirizzare a costruzioni rivolte a manifestare il Bello e il Vero sul pianeta.

 

Tiene presente il noto assioma:

 

Semina un pensiero e raccoglierai un’azione;
semina un’azione e raccoglierai un’abitudine;
semina un’abitudine e raccoglierai un carattere;
semina un carattere e raccoglierai un destino.

 

Egli prende contatto con le proprie manchevolezze: la propria ipocrisia, la propria viltà, il proprio egoismo, il proprio orgoglio  gli si parano davanti ed egli ne coglie tutta la forza distruttiva e l’effetto involutivo; sa che fino a che non avrà creato l’ “uomo nuovo” non potrà vedere la “gloria del Signore”. Diventa vibrante al grido di dolore dell’umanità e desidera ardentemente servire; sa che il suo servizio sarà tanto più esteso ed efficace quanto più egli raffinerà e dominerà i suoi corpi, così da diventare canale di forze superiori e strumento di redenzione.

L’allievo apprende gli insegnamenti di saggezza sotto la guida di un discepolo e avanza gradualmente nella conoscenza nell’Aula dell’Apprendimento; quando ha dimostrato di  superare le prove, può accedere all’Aula della Saggezza:

 

Il Sentiero della prova precede il Sentiero dell’iniziazione e segna il periodo della vita di un uomo in cui egli si schiera nettamente dal lato delle forze evolutive e si dedica alla formazione del proprio carattere. Egli “si prende in mano”, coltiva le qualità che gli mancano e pone ogni cura nel cercare di dominare la personalità. Costruisce il corpo causale con intento deliberato, colmando ogni lacuna che possa esistere, e cercando di renderlo un ricettacolo idoneo al principio cristico.

… Prima iniziazione significa semplicemente “inizio”. Retto vivere, retto pensare e retta condotta sono stati in qualche misura costruiti in una forma che noi chiamiamo carattere, e che ora deve essere vivificata ed “abitata interiormente”. (Alice A. Bailey,  Il Discepolato nella Nuova Era, cap. VII, 63)

 

Al principiante si insegna a disciplinare il carattere e a comprendere il macrocosmo attraverso l’osservazione di se stesso, il microcosmo, secondo il detto esoterico Come in alto così in basso, come dentro così fuori; egli ricerca pertanto, conoscendo il proprio piccolo universo e applicando procedimenti di analogia, il significato delle leggi che regolano l’evoluzione dell’uomo e del cosmo.

L’allievo studia poi i  tre regni della natura e impara ad applicare le conoscenze acquisite in tutti i regni; si impadronisce degli strumenti necessari per procurarsi ogni tipo di conoscenza.

Infine, quando egli ha sviluppato elevate capacità intuitive, viene istruito ad elaborare sintesi sempre più perfette relative all’unità interna dei sistemi.

I discepoli più avanzati devono dimostrare di:

 

- aver compreso il senso della fratellanza universale, dell’unità umana e della cittadinanza mondiale;
- aver dominato la propria emotività ed essere polarizzati sul piano mentale, dal quale è possibile agire con discernimento;
- aver interiorizzato  il significato della legge dei giusti rapporti tra individui e gruppi umani;
- saper vivere in comunità, ispirate a tali principi, che saranno avanguardie delle prime  colonie della Nuova Era (sesta razza).

 

I Maestri dosano con saggezza l’uso della propria energia e pertanto non istruiscono aspiranti che non abbiano le doti prescritte e non siano ancora in grado di applicare conoscenze e insegnamenti che vengono loro elargiti; gli Istruttori  identificano gli allievi “pronti” dalla maggiore  luce che essi emanano a causa della radiosità dei loro corpi, ottenuta con un lungo lavoro di purificazione interiore. Gli allievi vengono affidati ad istruttori diversi a seconda del loro livello evolutivo: discepoli più anziani ricevono istruzioni direttamente dai Maestri, mentre allievi di grado inferiore sono seguiti da discepoli, responsabili del loro avanzamento.

Non bastano bontà ed altruismo, comunemente intese, per accedere all’iniziazione:

 

Ognuna delle iniziazioni maggiori non è che la sintesi di quelle minori, e solo chi cerca di espandere sempre più la propria coscienza nelle esperienze della vita quotidiana, può sperare di raggiungere quegli stadi finali che sono il culmine dei molti precedenti. Si rinunci all’idea che basta essere “molto buoni e altruisti” per trovarsi improvvisamente un giorno al cospetto del Grande Signore. In tal modo si antepone l’effetto alla causa. Bontà e altruismo nascono dalla comprensione e dal servizio, e la santità del carattere è il frutto delle espansioni di coscienza che l’uomo attua entro se stesso con strenuo sforzo. Perciò, è qui ed ora che l’uomo può prepararsi per l’iniziazione, non attardandosi sull’aspetto cerimoniale, come molti fanno nelle loro affrettate anticipazioni, ma lavorando sistematicamente e tenacemente al costante sviluppo del corpo mentale, seguendo l’arduo processo per dominare il corpo astrale affinché sia messo in grado di rispondere a tre vibrazioni:

- quella dell’Ego

- quella del Maestro

- quella dei fratelli, ovunque si trovino.

Egli diviene sensibile alla voce del Sé superiore esaurendo così del karma sotto la guida intelligente dell’Ego. Per suo tramite diviene cosciente della vibrazione emanante dal Maestro; impara a sentirla sempre meglio e a rispondervi in modo sempre più completo; infine diventa più sensibile alle gioie, ai dolori, alle preoccupazioni di coloro che avvicina quotidianamente; li fa propri, ma le sue capacità non ne vengono menomate. (Alice A. Bailey,  Il Discepolato nella Nuova Era, cap. IX, 93)

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