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Sul sentiero - Parte quinta
Il pensiero che ordina

Anonimo - aprile 2014
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Penso, dunque sono

In questa visione è evidente l’importanza del Pensiero, da cui tutto ha origine. Psicologi occidentali, saggi orientali, pensatori di ogni tradizione culturale , e sempre più spesso, anche medici e terapisti, affermano – con termini e modalità differenti a seconda delle culture e dei campi del sapere – che l’uomo e il suo percorso sulla Terra sono determinati dalla qualità del pensiero.
Siamo dunque il nostro pensiero?
E’ esperienza di tutti che il pensiero, se pur così impercettibile, labile e sfuggente, è l’elemento più potente delle nostre vite; se impariamo a comprenderne le caratteristiche e le potenzialità potremo farne un alleato per favorire il nostro ben- essere e l’armonia nel mondo.
Il dominio della mente determina la coscienza con cui si svolgono le azioni e la loro efficacia nel mondo; il pensiero appare pertanto collegato, a nostro parere, a qualità e attitudini che riguardano qualsiasi atto svolto con consapevolezza, buona disposizione d’animo e fermezza di proposito (stabilità).

Se vorremo ottenere risultati appaganti, in qualsiasi tipo di esperienza, i primi requisiti che dovremo ricercare sono pertanto quelli che si riferiscono alla presenza, alla vigilanza e all’attenzione, cioè all’essere in quel luogo e in quel momento pienamente, con la totalità di noi stessi.
Da questa considerazione deriva l’esigenza di sviluppare la capacità della concentrazione, cioè di orientare il pensiero in una sola direzione, senza permettere alcuna distrazione all’automatismo e all’inerzia della mente.
I saggi orientali affermano che la mente dell’uomo comune somiglia ad una scimmia impazzita che salta da un ramo all’altro dell’albero; affinché il pensiero diventi armonico, potente e capace di creare è necessario che essa diventi tranquilla come un lago in cui possano specchiarsi i monti.
Possiamo immaginare la riflessione come un faro che volge i suoi fasci di luce su dato punto; allo stesso modo le nostre azioni hanno  incisività ed  efficacia, e riescono a sprigionare “luce”, se rivolgiamo ad ogni compito del nostro quotidiano, anche banale, tutte le nostre facoltà coscienti.
Questo tipo di attenzione, necessario per ogni opera utile e creativa, può essere sviluppato con l’esercizio costante - la disciplina - fino a diventare un’abitudine ovvia e necessaria. Si potrà sperimentare, così, la sensazione di dominare i propri pensieri, invece che esserne dominati e di indirizzare secondo la propria volontà capacità ed energie tali da poter raggiungere obiettivi prima ritenuti troppo distanti o elevati.
L’osservazione è scarsamente curata da noi ragazzi, e anche da molti adulti; eppure anch’essa è alla base di tante realizzazioni. L’artista, lo scrittore, il creativo attingono dall’osservazione della realtà elementi di verità e di bellezza che sfuggono a molti; l’interesse e la cura dei particolari che mettiamo nei nostri rapporti con gli altri arricchisce la nostra esperienza.
Dall’attenzione focalizzata e dall’osservazione si ricavano una percezione  di maggiore potere sulla proprie vicende personali, un’accresciuta autostima e un più profondo “senso” della Vita.
Ci si assume una più estesa e sentita responsabilità dei propri pensieri, poiché si comprende più chiaramente che da essi originano le azioni. L’essere responsabili non viene ora tanto sentito nell’accezione comune e profana di “portare un peso” ma è inteso sempre più spesso nell’originario senso etimologico di “essere abili alla risposta” nei confronti di noi stessi e del gruppo umano di cui sentiamo e vogliamo far parte.
Con la nostra immaginazione – che non è vano fantasticare ma è la capacità di vedere nella mente il futuro da realizzare – “faremo le prove” con la mente di ciò che vogliamo ottenere, sentendoci più preparati per il momento in cui le nostre visioni si attueranno.
Si consolida una visione più fiduciosa dell’avvenire, che appare invitante perchè ricco di promesse realizzabili e di obiettivi raggiungibili attraverso la padronanza dei propri sempre più idonei strumenti mentali.
Ma, soprattutto, ne nasce un’ espansione di coscienza che rende tutto intorno a noi più significativo e degno di essere attraversato , poiché si rivelano lo spessore interno ed il messaggio di ogni vicenda; il loro nuovo significato e il loro più alto valore possono ora entrare a far parte - e a buon diritto poiché assimilati ed interiorizzati - del “sedimento” della nostra esperienza di vita.
Potremo giungere, così, attraverso la costante pratica dell’attenzione, dell’osservazione, della vigilanza, della concentrazione, della meditazione – e soprattutto dell’immaginazione creativa - all’intuizione; coglieremo prontamente con l’intelletto, senza bisogno di ragionamenti e prove, vedremo, sapremo e faremo con immediatezza e contemporaneità, poiché il nostro percorso apparirà inequivocabilmente chiaro davanti a noi.

 

“Penso positivo”?

Si parla tanto oggi di “pensiero positivo” anche talvolta in modo superficiale e affrettato; ci viene presentato come una “magia” per attirare la buona sorte, come un talismano per una vita “facilitata” e di successo da un punto di vista relazionale e lavorativo; nel complesso, come un “atteggiamento scaramantico” che, comunque, aiuterebbe a vivere meglio.
Ma cosa c’è di vero, se c’è, nella credenza che la nostra vita sarà più ricca e piena se susciteremo fede e speranza in noi e negli altri in ogni occasione, anche difficile, della nostra esistenza?
Pensiero positivo significa, in poche parole, credere che “l’energia fluisce dove va l’attenzione” e che , pertanto, evidenziare le note armoniche e i colori luminosi della vita e dei nostri simili favorisca lo sviluppo del potenziale e della forza creativa di ciascuno.
Calandoci nel vivo dell’esperienza quotidiana, si chiarisce qui cos’è che distingue, a nostro parere, il “Pensatore negativo” (PN) - che coincide spesso, purtroppo, con il pensatore comune - dal “Pensatore positivo” (PP).

 

Pensatore Negativo - Distingue le situazioni della vita in “portatrici di infelicità ” e “portatrici di felicità”, causa di malessere e di benessere e, perciò, da evitare o da ricercare.
Pensatore Positivo - Considera ogni situazione come un’occasione per apprendere, per accrescere la propria conoscenza e la propria saggezza.

 

PN - Tende a non vivere a fondo le situazioni dolorose, desidera solo che passino al più presto; non ne cerca il messaggio.
PP - Ricerca continuamente il significato più profondo delle esperienze, allargando perennemente la propria consapevolezza e, pertanto, la propria visione del mondo.

 

PN - Si chiude nel dolore, nell’indifferenza e nel rancore se non ottiene dal mondo ciò che crede “gli spetti”, considerandosi una “vittima della vita”.
PP - Sa cogliere anche nell’insuccesso la lezione dell’esperienza, preparando nello stesso tempo gli strumenti per le proprie realizzazioni.

 

PN - Si avvilisce e rinuncia, o si oppone violentemente alle circostanze avverse con rabbia e/o competitività.
PP - Lotta con determinazione e coraggio senza perdere le fiducia in se stesso e senza perdere di vista l’unità con gli altri.

 

PN – A causa della sua sofferenza rende difficile la vita ad amici e  familiari, perdendo spesso anche il senso dell’humour.
PP – Anche nel dolore avverte la sensazione gioiosa, più nascosta, di appartenere al grande Progetto della vita e cerca di utilizzare nelle relazioni con gli altri l’essenza che ha saputo trarre dalle esperienze personali.

 

PN - E’ cinico rispetto ai grandi ideali e sospettoso nei confronti di gesti di gratuità e di altruismo.
PP - Crede che nell’uomo , nonostante le apparenze , vi è molta bontà e che spetta a ciascuno di noi evocarla; la vede spesso intorno a sè e ne gioisce.

 

PN - Crede che il “dare” sia una rinuncia e una perdita per il sé separato e tende ad accumulare cose, tempo ed energie, cedendoli con difficoltà.
PP – Crede che dare ed avere siano spesso sinonimi e che chi dà automaticamente riceve.

 

PN - Prima di ogni esperienza pensa a ciò che potrebbe accadergli di sgradevole e in tal modo “prepara” il campo a tensioni e stati di disagio che potrebbero pregiudicare il successo.
PP – Visualizza se stesso in uno stato di fiducia e di benessere e la situazione come già risolta nel migliore dei modi.

 

PN – Sottovaluta e sopravvaluta alternativamente se stesso, senza conoscere realmente le sue capacità e possibilità che, pertanto, trova difficile utilizzare.
PP – Ha una sana e realistica concezione di sé, delle proprie qualità e riesce spesso ad applicarle a compiti concreti.

 

PN - Rimane attaccato alle ideologie ed ai “valori” del passato per abitudine e per timore dell’avvenire , che gli appare torbido e pericoloso.
PP - Crede nel progresso e nell’evoluzione perenne di pensieri e ideali che porteranno allo sviluppo sempre maggiore dell’uomo e delle sue capacità di ben operare.

 

PN – Si irrita per fatti minuti, sopravvalutandone l’importanza, perdendo di vista l’essenziale e rendendo spesso difficili situazioni relazionali familiari e di lavoro.
PP - Nel lavoro e nelle relazioni “pensa in grande”, tenendo presenti gli ideali e gli obiettivi primari e trascurando particolari di poco conto.

 

PN – Critica e giudica impietosamente gli altri, sentendosi diverso e migliore, senza risalire alle cause dei comportamenti.
PP – Osserva gli altri con amorevolezza, condannando le azioni e non chi le compie e ricercando le motivazioni più profonde dei comportamenti.

 

PN – Teme la diversità ed il cambiamento poiché richiedono il distacco dalle abitudini e il coraggio di abbattere i pregiudizi.
PP – Crede fermamente che la diversità è ricchezza e che le  situazioni  nuove possono essere vissute come opportunità per sperimentare la vita da un nuovo “punto di vista”.

 

PN - Si sente povero, insignificante ed isolato nell’Universo.
PP – Sente di appartenere ad un Tutto in cui vuole fare gioiosamente la sua parte.

 

Hanno detto del pensiero…

  • “Tu diventerai quello che pensi” (Sivananda Saraswati)

  • “Il pensiero domina la materia” (Sivananda Saraswati)

  • Penso, quindi sono” (Cartesio)

  • “Tutto è mente” (Saggezza antica)

  • “L’energia fluisce dove va l’attenzione” (Saggezza antica)

  • “Quando voglio pensare a cose gradevoli, chiudo le porte della mia mente che rivelano tutte le cose più spiacevoli della vita e apro le porte che lasciano passare i pensieri piacevoli. Se desidero dormire, chiudo tutte le porte della mente” (Napoleone)

  • “Se vuoi compiere cose grandi, pensa in grande” (B. Pascal)

  • “La mente abituata alla concentrazione conserva sempre una certa positività e non si adatta facilmente ad ospiti non richiesti” (A. Besant)

  • “Ben dici, o principe, che la mente è inquieta ed è, come i venti, difficile da frenare. Però, col costante esercizio, con la disciplina e con la cura essa può ben essere dominata” (Bhagavad Gita).

  • “L’energia segue il pensiero” (Saggezza antica)

  • “La  mente  precede  le  cose,  le  domina  e  le  crea”  (inizio  del Dhammapada).

  • “La mente è il risultato del pensiero nel tempo. Essa diventa ciò che pensa e può creare qualsiasi cosa, qualsiasi illusione” (Saggezza antica)

  • “La mente controllata è principio di gioia” (Dhammapada)

  • “Agitata e ondeggiante è la mente, difficile da proteggere, difficile da controllare: il saggio la dirige come l’arciere la freccia” ( Dhammapada)

  • “Come un uomo pensa nel suo cuore così egli è” (Saggezza antica)

  • “Pensare è il più difficile dei lavori” (Socrate)

  • “Semina un pensiero e raccoglierai un’azione; semina un’azione e raccoglierai un’abitudine; semina un’abitudine e raccoglierai un carattere; semina un carattere e raccoglierai un destino”. (W. M. Thackeray)

Le parole della mente – Le parole del cuore

Saper pensare e saper amare sono le arti umane per eccellenza,      da apprendere a beneficio di noi stessi e degli altri.
Si riportano qui le etimologie di alcuni termini molto usati che hanno a che fare con la mente e con il cuore; l’etimologia contiene “l’essenza” delle parole, il loro senso originario, e perciò  più vero e profondo.
Così ripensati, questi termini acquistano il sapore di una scoperta e si arricchiscono di nuovi e più ampi e pregnanti significati, poiché se ne coglie l’immediata applicazione alla vita.

 

Le parole della mente

 

attenzione: dal latino ad-tendere, tendere a un oggetto
capire:  dal latino capire, essere contenuto nella mente
comprendere:  dal latino cum, con e prehendere, prendere: afferrare e includere nella mente
concentrazione: dal latino cum e centrum: mirare al centro dell’oggetto
consapevolezza: dal latino  cum-sapere, conoscere, sapere di sé
considerare:  dal latino con-siderare, osservare gli astri; esaminare attentamente

coscienza: da con-scire, sapere; percezione di sé e delle proprie idee
disciplina: dal latino discere,imparare una regola
energia:  dal greco en, dentro, e ergon, lavoro, forza: forza dentro immaginazione: dal latino imaginatio, immaginare, creare immagini nella mente impegno: darsi in pegno, dedicarsi totalmente ad  un’opera
intuizione:  da in-tueri, guardare dentro, vedere il senso profondo
meditazione:  dal latino meditatio, pensare con intensità, diventare medium, mezzo, tra sé e le idee
osservazione: dal latino ob-servare, guardare verso un oggetto pensare: dal latino pensare, pesare con cura, esaminare con la mente ponderare: dal latino ponderare, pesare; considerare con attenzione presenza: da prae-esse, essere davanti, vivere il momento
proposito: dal latino pro-ponere, porre davanti alla mente
ragionare:da ratio, conto, calcolo: l’atto di considerare con la logica
rammentare:dalla particella latina -re, di nuovo, e mentem, mente: riportare alla mente
responsabilità:   dal   latino   respondere,   rispondere:  essere   abili   alla   risposta, all’esecuzione di un compito
riflessione:dal latino reflectere, rivolgere: rivolgere la mente, rispecchiare l’oggetto nella mente
sapere:  dal latino sapere, avere sapore, essere savio: conoscere con saggezza
stabilità:dal latino stabilitas:la capacità di essere fermi nella mente
studio: dal latino studium, cura, applicazione amorevole: applicazione della mente unita al diletto
valutare: dal latino valutare: determinare il pezzo, il valore
vigilanza: dal latino vigilantia,vigilanza: essere svegli, pronti nella mente.

 

Le parole del cuore

 

accordarsi: dal latino ad e cor genitivo  cordis: armonizzare i cuori
affetto: dal latino affectus, participio passato di afficere, toccare, commuovere lo spirito
concordia:dal latino cum, con e corgenitivo cordis, cuore: insieme nel cuore condividere: dal latino cum, con e dividere: usufruire di qualcosa con qualcuno conversare:        dal latino cum, con e versari, aggirarsi: frequentare qualcuno, trovarsi insieme abitualmente
colloquiare: dal latino cum e loqui, parlare: parlare insieme

empatia: dal greco en, dentro, e pathos, sentimento, passione: entrare nel sentire dell’altro
simpatia:dal greco sin, insieme, e pathos, sentimento, passione: avere un sentimento in comune
oblato: dal latino ecclesiastico oblatu(m) participio passato del verbo offerre (da ob, avanti e ferre, portare, portare avanti): offerto (a Dio)
passione: dal greco  pathos, forte sentimento dell’animo
ricordare:dalla particella latina -re, di nuovo, e cor,  genitivo  cordis,  cuore: riportare al cuore
telepatia:dal greco tele, da lontano e pathos, sentimento, passione unanime: dal latino unum e animu(m): con un solo animo unificare: dal latino unum, uno, e facere, fare: rendere uno.

 

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