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Sul sentiero - Parte quinta
Il pensiero che ordina

Anonimo - aprile 2014
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Il Pensiero si apre alla Visione: dalla “libertà” all’Obbedienza

In questa Visione del destino più alto dell’uomo, le interpretazioni di alcuni concetti quali libertà, spontaneità, obbedienza, pace, tanto usati nostri tempi, appaiono, in una visione elevata dell’esistenza, disenergizzati, desacralizzati e “ridotti a misura dell’ego”.
La libertà è spesso per il profano (pro-fanum, che sta fuori del tempio) la gratificazione quanto più ampia possibile dell’ego; si dice, con un’espressione che sembra ispirata alla virtù civica della tolleranza, “La nostra libertà finisce dove comincia quella dell’altro”.
La spontaneità, è intesa come espressione di sé immediata e re-attiva, spesso priva di riflessioni e valutazioni relative al rispetto del contesto, alla sensibilità dell'altro, alla saggezza e all’etica, al rispetto di modelli e valori. Se ne è perso il senso originario opposto, contenuto nell’etimologia: sponte, volontariamente.
Il con-formismo riproduce invece i valori, ma solo quelli comportamentistici e consoni al tempo, privo di riferimenti all’Etica perenne; si ferma alla loro espressione più esteriore e a volte gretta, snervandoli della loro originaria forza vitale.
In realtà, la libertà, e molti altri termini “astratti” come verità, onore, dignità, si ampliano e si nobilitano ad ogni voluta della spirale evolutiva; potremmo dire che sono come “contenitori vuoti” in cui ognuno mette quello che, conseguentemente alla sua personale rielaborazione, gli sembra il valore più alto nella tappa evolutiva in cui si trova.
Per l’uomo sul Sentiero, la Libertà è l’adesione volontaria e lieta alla parte che può intravedere del Piano divino. Tale visione diventa sempre più elevata man mano che egli sacri-fica il suo piccolo sé per realizzare quanto ha intravisto.
In sostanza, la sua piccola libertà diventa mezzo di manifestazione sulla Terra della Volontà e del Proposito divini, acquistandone, ovviamente, in ricchezza e dignità.
Il concetto di “libertà” è meglio compreso se collegato a quello di Gerarchia.
L’uomo è un microcosmo immerso in un macrocosmo creatore e vivificatore, variamente definito: Cosmo, Natura, Causa Prima, Grande Architetto, Forza suprema, Energia, ecc. In tale macrocosmo, cui noi tutti apparteniamo, percorriamo un cammino a spirale nel corso del quale riviviamo più e più volte esperienze “dello stesso genere” (affetti, dolori, lutti, successi, separazioni, gioie, ecc.) ad un livello sempre più complesso e avanzato; in tal modo raffiniamo e miglioriamo gradualmente le “qualità” della nostra essenza, che portiamo con noi nelle successive incarnazioni.
Il macrocosmo è a sua volta inserito in un organismo ancora più grande, che è il corpo di un Grande Uomo celeste, e così via, in piani di esistenza che ancora non conosciamo. Le entità e gli agglomerati di sostanza sono interdipendenti e gerarchicamente ordinati: il maggiore com-prende (tiene con sé) e sos-tiene (sub tenere, tenere da sotto) lo sviluppo del minore. La Legge della Gerarchia, che si manifesta nell’intero Universo, indica a ciascuno il proprio ruolo e la propria specifica “meta evolutiva” successiva, liberamente perseguibile.
Per l'in-dividuo (entità non divisa) risvegliato, lo svolgimento del suo personale “progetto di vita” coincide con la sua “libertà”. Egli sa che all’ uomo dotato di consapevolezza e capacità di amare è affidato un grande, arduo ma meraviglioso Lavoro: sostenere, con l’energia della Mente e del Cuore, il percorso evolutivo del Pianeta; per far ciò è necessario l’“ascolto”:

 

Parlami dal profondo, mio Dio.
Le orecchie dei tuoi servitori stanno ascoltando dall'interiore, mio Dio.
(Hazrat Inayat Khan)

 

Il Pellegrino sul Sentiero scopre pertanto che Amore e Libertà coincidono alla sommità del monte, avendo compreso che l’atteggiamento costante di oblio di sé e amorevole cura, liberamente e lietamente scelto, “fa fiorire” qualità e potenzialità nel giardino del nostro mondo.
Ogni ri-bellione (re bellum, ricominciare la guerra) dell’ego svanisce; egli scopre allora la necessità della Disciplina (da disco, imparo) per costruire nuove forme-pensiero, da cui origineranno nuovi comportamenti, e dell’Obbedienza (ob audire, dare ascolto), intesa come rispondenza al richiamo dell’anima e adesione al Piano, e, contemporaneamente, intravede la Pace.
Dante Alighieri esprime questo concetto, in un’alta sintesi, quando afferma - nel Purgatorio, cantica della purificazione - che “in Sua Volontate è nostra Pace”.
Analogamente si esprime il Maestro Aïvanhov:

 

Attraverso quest'anima potremo manifestare la nostra potenza….
La vera libertà consiste nel diventare uno strumento nelle mani delle entità celesti.

(Omraam Mikhaël Aïvanhov, Pensieri quotidiani)

 

Solo in tal modo l’uomo comune diventerà, dopo aver percorso più e più volte le spirali dell’erto Sentiero evolutivo, un “Uomo Perfetto”, che potrà infine davvero partecipare alla più elevata Opera di aiuto al mondo:

 

Molte migliaia di anni fa, con l’individualizzazione, tu entrasti nel regno umano; in un avvenire non lontano tu lo lascerai per la Porta dell’Adeptato e diventerai un Uomo Perfetto.
Allora sarai ammesso alla presenza di quella Fratellanza Bianca che esiste da eternità a eternità: la Grande fratellanza Bianca che aiuta il mondo.

(Maestro Kuthumi)

 

Il Pensiero che ordina: il  Settimo Raggio

La scienza dei Sette Raggi della Creazione appartiene all'insegnamento che concepisce l'intero Universo ordinato e strutturato da sette grandi qualità archetipali provenienti da Dio ("Colui del Quale Nulla si Può Dire"). I Raggi sono l'espressione della settuplice natura divina e non esiste nulla nel Creato che non sia plasmato da uno o più di questi Raggi. Essi sono: Volontà e Potere; Amore-Saggezza; Intelligenza attiva; Armonia tramite il conflitto; Scienza; Devozione e Idealismo; Ordine e Cerimoniale.
Nell’Età dell’Acquario in cui sta ora entrando l’Umanità, si rafforzerà l’influsso del Settimo Raggio, dell’Ordine e del Ritmo; la sua natura specifica e sue le funzioni sono così sintetizzate nel Trattato dei Sette Raggi di Alice A. Bailey:

 

“La funzione cosmica principale del Settimo Raggio è quella di compiere l’opera magica, di fondere insieme Spirito e Materia, in modo da produrre la forma manifestata per mezzo della quale la Vita svelerà la Gloria di Dio.”

 

Le Qualità sono il Potere di Creare, il Potere di Pensare, il Potere Mentale.
Svolge la funzione di ordinare le forme nella materia; evidenzia che le strutture energetiche delle forme sono geometriche: struttura dell’atomo, molecole, fiocco di neve, stelle, pentagoni,  proporzioni auree, frattali e toroidi.
Favorisce la creazione di cerimonie e rituali che rappresentano l’allineamento ordinato e l’unione tra il Divino e l’umano.

 

È il raggio del cerimoniale, che fa sì che un uomo si diletti di “ogni cosa compiuta in modo decoroso e ordinato”, e secondo le regole e le procedure.
Attività degli alti Sacerdoti e cerimonieri; dei militari con elevato senso dell’ordine e organizzazione; della perfetta infermiera, attenta ai particolari; dello scultore che vede e rappresenta la Bellezza ideale; del creatore di belle forme (influenzato anche dal Quarto Raggio); degli imprenditori illuminati; degli abili organizzatori in ogni campo; dei guaritori che seguono metodi basati sull’esecuzione precisa di una cura; di cloro che osservano regole e rituali e riescono con facilità ad evocare e dominare le forze elementari.

 

Il Pensiero “Geometrico”

Il settimo dei sette raggi è il raggio della Legge e dell’Ordine in quanto precipita le Leggi del Piano Divino entro la Materia ordinandone le forme.
È detto anche “il raggio della Magia cerimoniale” poiché, mediante la cerimonia o rituale, concretizza l’atto sacro della creatività. Il rituale rappresenta sempre, seppur nella sua sintesi e simbolicità, l’allineamento e unione tra il Divino e l’umano; tra il Sopra e il Sotto; tra il proposito e la forma.
Allineare, focalizzare, triangolare, connettere e sintonizzare, sono i verbi e le azioni che dispongono le entità in “poli” attrattivi o ricettivi; vertici e punti focali  di triangoli e poliedri nel gioco magico della manipolazione dell’energia, forza e sostanza. Polarizzare e cambiare polarizzazione al momento opportuno, sono  le abilità della maestria sviluppata dal discepolo che applica le tecniche creative del 7° raggio. Tecniche che aprono la mente all’immaginazione attraverso la meditazione: vera scienza dell’impressione.

Non più e non solo meditazione devozionale o anelito e aspirazione sentimentale al Divino. L’insegnamento del Settimo Raggio dà al discepolo lo strumento pratico e scientifico per divenire consapevole artefice dal Piano Divino.
Vien detto dalla Sapienza antica che “Diogeometrizza”. Ebbene, se è vero che Dio geometrizza, applicare l’immaginazione creativa attraverso la visualizzazione di punti e linee di luce, che connettendosi precipitano il progetto Divino in forme organizzate e coerenti, significa agire quali cocreatori, e partecipare al progetto della creazione di Dio.

D’altra parte sappiamo che le strutture energetiche delle forme materiali sono geometriche. La Cimatica palesa il potere del Suono che crea geometrie secondo l’emissione di specifiche frequenze. Basti pensare alla struttura dell’atomo, delle molecole, di un fiocco di neve o di frutta e verdura. In tutti i regni di natura, dai minerali alle piante fino all’essere umano, la geometria della vita ripropone i suoi schemi perfetti. Stelle, pentagoni, esagoni e poliedri regolari, e ancora, spirali logaritmiche, proporzioni auree, frattali e toroidi danzano gioiosamente la sinfonia della manifestazione universale. Il Settimo Raggio non fa altro che palesare l’armonia cosmica traducendo le costanti Leggi Divine nella fantasmagorica e ordinata molteplicità del creato.

 

Il Pensiero dedicato al Servizio: il Lavoro del Discepolo

Il Settimo Raggio presenta un interesse particolare per i discepoli poiché sta esercitando un influsso crescente sulla vita del nostro Pianeta, sul nuovo tipo di Civiltà che si va elaborando, basata sull’Ordine, sui Retti rapporti, sulla cooperazione e sulla condivisione, su di un’operatività mirata alla creazione di nuovi modelli di gruppi e comunità.
Pertanto, la conoscenza della natura, delle funzioni, delle corrispondenze e dei metodi propri di questo Raggio, può fare di noi dei collaboratori entusiasti ed intuitivi del Piano divino per la Nuova Era.

L’attività del Raggio genera la tendenza nell’umanità a praticare la Magia Bianca al fine di favorire la manifestazione di nuove e più avanzate relazioni tra gli uomini, i gruppi e le comunità.
Essa pone fine all’era dei Pesci e collega il discepolo al nuovo potere dell’era dell’Acquario, che renderà possibile il nuovo Ordine mondiale; in questa età, il tipo di energia principale con cui il discepolo opera sul piano fisico è, appunto, il settimo, il Raggio del Rituale, del Cerimoniale, dell’Ordine e della Legge.
Il discepolo ora lavora entro i veli di maya riadattando, ordinando e coordinando le forze presenti, fornendo le nuove forme mediante le quali i piani della Gerarchia possono materializzarsi.
Questo è l’adempimento richiesto dai tempi.

Gli strumenti pratici e scientifici usati dai discepoli della Nuova Era per divenire consapevoli artefici del Piano Divino sono:

 

  • Tecniche creative scientifiche che si attengono alle connessioni magnetiche, alle geometrie simmetriche delle Leggi di Natura

  • Sviluppo delle attività di Allineamento, Focalizzazione, Triangolazione, Sintonizzazione

  • Polarizzazione e cambiamento di polarizzazione al momento opportuno (maestria)

  • Meditazione creativa attraverso l’uso dell’immaginazione (scienza dell’impressione), che sostituisce la meditazione devozionale o aspirazione sentimentale al divino dell’Età dei Pesci

  • Visualizzazione meditativa “geometrica” di punti e linee di luce, che connettendosi precipitano il progetto Divino in forme organizzate e coerenti

  • Aspirazione costante a diventare, con tali tecniche, co-creatori del Piano divino

  • Contemplazione dell’armonia e della Geometria cosmica, che traduce le costanti Leggi Divine nell’ordine e molteplicità del  creato.

L’energia del Settimo Raggio è necessaria per trasmutare il caos in Ordine e la disarmonia in Ritmo. Essa porta il nuovo ordine mondiale che tutti gli uomini attendono; indica le nuove istituzioni e le forme di civiltà e cultura che il progresso umano richiede e alimenta la nuova vita e i nuovi stati di coscienza che l’umanità avanzata sempre più registra.

La deformazione degli ideali del Settimo Raggio, causata dalle ambizioni egoiche di uomini avidi, ha prodotto quei sistemi totalitari o liberisti che oggi imprigionano in ogni campo lo spirito degli uomini.
In questi nuovi tempi, la ricerca degli uomini di nuove modalità di vivere in società, nuove forme di gruppo, nuove forme di organizzazione sociale e di ritualità, nuove comunità umane potrà realizzarsi mediante il Raggio dell’Ordine e della Magia Cerimoniale.
Quando questa energia si manifesterà nella sua pienezza, l’uso della magia bianca, che ad esso si accompagna, produrrà le rette relazioni umane nelle forme immaginate dalle menti dei più avanzati Pensatori e Istruttori; allora il Signore di Raggio collaborerà con il Signore del mondo per produrre la necessaria "Ri-forma".

Gli effetti più evidenti dell’energia del Settimo Raggio sono:

  • Nascita della Coscienza Cristica

  • Trasformazione dell’organizzazione mondiale (politica, sociale, economica) dell’umanità

  • Pratica delle giuste relazioni umane

  • Modificazione evolutiva del  rapporto fra sessi e fra lo spirito e la materia.

Il Settimo Raggio stabilisce l’ordine nella coscienza astrale e ciò influisce sulla creatività e sull’organizzazione della vita, favorendo la sintesi al centro della testa delle energie superiori e inferiori in modo tale che il Cristo nasca.

 

Sul piano fisico l’energia di questo Raggio mette il discepolo in grado di:

  • dimostrare il suo sviluppo evolutivo attraverso il senso dell’ordine e dell'organizzazione;

  • manifestare la volontà cosciente di aiutare i propri fratelli, sentendosi costantemente parte di un gruppo;

  • stabilire retti rapporti in piccole e grandi aggregazioni umane; di manifestare la propria creatività e la propria capacità di condivisione nel gruppo di appartenenza.

Per opera di questo Raggio la Materia, le forme, gli Esseri sono sottoposti alla “regola”, alla disciplina, al “cerimoniale”; per sua opera le forme vengono costruite, adattate ed associate secondo le necessità delle rispettive Entità che se ne servono. Queste Entità vengono, poi, a loro volta, coordinate e subordinate alle esigenze e ai propositi di Entità collettive di ordine sempre più vasto.

Si può quindi dire che espressione specifica del Settimo Raggio sia l’Ordine Gerarchico che regna nell’Universo manifestato, nella vita di ogni organismo vivente, e che dovrà regnare anche:

  • tra i vari elementi personali e spirituali che costituiscono un uomo (Psicosintesi individuale);

  • nei rapporti tra i vari uomini e gruppi umani, nell’organizzazione politica e sociale di un Gruppo, di una Nazione, di tutta l’Umanità (Psicosintesi di Gruppo).

Il Progresso di gruppo

La Legge del Progresso di Gruppo viene talvolta chiamata Legge dell'Elevazione poiché concerne i misteri della realizzazione di Gruppo, le espansioni di coscienza e la parte che ciascuna unità rappresenta nel progresso generale di un Gruppo. L'elevazione di un componente contribuisce all'innalzamento del Gruppo, la realizzazione dell'Unità produce poi il riconoscimento del gruppo, l'Iniziazione dell'Unità coincide, infine, all'iniziazione planetaria, mentre il raggiungimento della meta da parte dell'essere umano o il conseguimento del suo obiettivo attua costantemente il conseguimento del Gruppo.
Nessun uomo vive per se stesso, la crocifissione delle unità componenti, attraverso noi, e la realizzazione della loro natura essenziale, al solo scopo di offrire il meglio che esse hanno per realizzare gli interessi del gruppo, non sono che metodi con cui l'opera di liberazione viene perseguita.
La legge dell'Attività di Gruppo che è qualificata dal Settimo Raggio, è propria della Nuova Era. Infatti le energie dell'Acquario sospingono verso formazioni di gruppo, verso la cooperazione nel servizio.
Dice il Maestro Tibetano: "Nell'Acquario l'Uomo si desta alla Bellezza della Vita di Gruppo, dell'interesse di Gruppo e della sua responsabilità individuale verso il gruppo, cominciando a vivere e a prodigarsi nel servizio dell'umanità". Vi sono Gruppi interiori e gruppi esterni. I Gruppi interiori, incarnano tipi differenti di forza e operano sinteticamente per esprimere condizioni nuove e diverse per creare una nuova civiltà. I gruppi esterni sono un tentativo ed uno sforzo sperimentale per vedere fino a qual punto l'umanità è pronta per tale attività.

Per un reale progresso di gruppo è necessario svolgere soprattutto l'attività mentale lavorando ciascun componente in stretta collaborazione mentale e spirituale con tutti gli altri; l'unione d'insieme trova la sua base nella meditazione di Gruppo che produrrà forme di attività collettiva che saranno il contributo particolare dato da ogni singolo all'elevazione spirituale dell'umanità. Fra i Gruppi interiori si nota quello del Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo che sul piano fisico ha legami molto tenui, mentre sull'astrale i vincoli sono forti e si basano sull'amore e sull'unità. Sul piano mentale poi il collegamento è più importante perché riguarda il complesso dei tre mondi fisico, astrale e mentale. E' chiaro quindi che nell'individuo devono maturare certi sviluppi per operare secondo la legge del progresso di gruppo, cioè divenire personalità integrata e allineata a quell'attrazione magnetica che distingue ogni discepolo.
Il metodo di sviluppo particolare di questo Raggio è la comprensione della Legge e la sua intelligente applicazione alla propria vita ed al servizio dell’Umanità.
Si tratta di sottoporre alla Legge, all’ordine, alla regola ogni atto della propria vita in ognuno dei tre corpi”. (Alice A. Bailey, Lettere sulla Meditazione Occulta)
Tutto ciò può essere riassunto nell’indicazione della “disciplina”, i cui aspetti principali sono:

  • Disciplina fisica: corrisponde all’Hatha-Yoga degli Indiani. Ma i metodi di Hatha-Yoga possono risultare inidonei agli occidentali, che hanno una costituzione fisica, cultura e condizioni di vita diverse da quelle degli orientali. Speciale cautela bisogna usare negli esercizi di respirazione. Tra i metodi di cultura fisica che vanno preferiti quelli più armoniosi, che usino opportunamente l’azione del ritmo.

  • Disciplina emotiva: in questo settore rientrano i vari metodi di purificazione, distacco, trasmutazione e sublimazione.

  • Disciplina mentale: comprende la concentrazione, la meditazione, la contemplazione, soprattutto il Raja-Yoga. Inoltre, il sottoporsi alle discipline imposte dai ritmi della vita civile e collettiva, e l’inserirvisi armonicamente costituisce una lezione d’obbedienza, di adattamento e plasticità, di vita di gruppo che promuove lo sviluppo Spirituale.

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