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Il Settimo Raggio e l'Unità nell'Età dell'Acquario

Anonimo - Settembre 2015

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1. I Sette Raggi e la Cultura Planetaria
2. Il Settimo Raggio: Ordine, Condivisione e Cooperazione
3. L’unità interiore: la Psicosintesi individuale e la Coerenza
4. La Psicosintesi di gruppo
5. Le “parole di unità
6. La pratica dell’Unità
7. La “Sintesi vivente

Invocazione dei Sette raggi - Invocazione per l’Unità

 

 

La Psicosintesi di gruppo

 

L’Unità, e quindi anche la comunicazione, a tutti i livelli e in vari campi (globalizzazione,  internet, linguaggi, forme espressive e artistiche, razze, nazioni, religioni, tecnologia, scienza, medicina ecc.) è il grande passo evolutivo del nostro tempo che, se sottolineato con la dovuta enfasi e sostenuto con la “ripetizione del pensiero”  e l'azione conseguente, potrà davvero cambiare il nostro mondo, il quale da tempo dà chiari segni di cedimento delle vecchie strutture e invoca mutamenti, aperture e sublimazioni nella direzione dell’Unità.
Mentre il Sesto Raggio ha condotto alla formazione di schiere di Discepoli che lavorano in Gruppi, ma non in stretto rapporto tra loro, il Settimo Raggio allenerà e produrrà Individui che  opereranno all’unisono e in condivisione.
E, mentre il Sesto Raggio ha promosso lo sviluppo dello spirito individualista  in cui  i Gruppi  si sono raccolti  attorno ad un Istruttore, il Settimo Raggio alimenterà lo spirito di Gruppo ed il ritmo di Gruppo: gli scopi del Gruppo e le manifestazioni del Gruppo saranno l’elemento centrale.
 I Discepoli che risuonano alla nota del  Settimo Raggio sono ansiosi di collaborare al Piano, di cui percepiscono le linee-guida; sono abili a precipitare e organizzare in forme precise e concrete l’ideale evocato, che incarni quel tanto del Piano che i tempi e l’umanità possono manifestare sul Pianeta; sanno che nella Nuova Era nessuno può lavorare da solo e nessun gruppo può procedere da solo; riscontrano che, diversamente che nella vecchia era,  nei nuovi tempi l’idea si afferma senza il predominio di un singolo (idealismo di gruppo):  intuiscono che la parola di Potere è ora una parola di Gruppo.
I Gruppi umani del settimo raggio si formano e si strutturano naturalmente sulla base delle affinità elettive, della maturità umana e della condivisione degli itinerari di vita e degli ideali spirituali; in essi fioriranno Saggezza, Discernimento, Amorevolezza e disponibilità reale al Lavoro di gruppo.
Gli aspiranti, poi discepoli, di tali gruppi, sensibili all’influenza dell’Acquario, saranno pronti a lavorare in gruppo senza ambizioni personali o desiderio di preminenza; avranno l’abitudine a cancellare se stessi come figura centrale del “dramma della vita”.
Essi manifestano nel Gruppo, al di là dei rapporti esteriori,   vibrante interesse per l’interiorità dei propri ‘compagni di viaggio’; partecipano vivamente al Lavoro comune attraverso incontri e confronti frequenti e veritieri; favoriscono l’emergere di potenzialità e creatività in sintonia con il personale percorso evolutivo di ciascuno.

 

Per poter attuare il Piano divino, formare le Nuove Comunità umane così unificate, mentalmente evolute, condividenti e cooperative, è necessario che i membri dei Gruppi spirituali di ogni scuola o orientamento abbandonino il “castello di ghiaccio” ove vivono talvolta  idealmente segregati, nella pretesa di una presunta “elevatezza spirituale” che li tiene come sospesi in una bolla di aerea intangibilità e noncurante distanza dal mondo dei “laici”. E’ necessario lavorare per dissolvere alla luce dell’Amore il gelo del Cuore e il silenzio dell’Indifferenza, che generano egocentrismo, pressapochismo, atteggiamenti di “dilettantismo spirituale”, mancanza di reale volontà di collaborazione, gretta competitività, mancanza di progettualità e di visione, gregarismo deresponsabilizzante e delega ad altri (istruttori, maestri, guru, ecc.) di  credenze,  valori, stili di vita.
Chi ha compreso, esce da tali luoghi asfittici per avviarsi  con cuore puro, elevatezza d’animo e di ideali verso il Tempio arioso dell’Uomo Nuovo.

 

Ci viene detto che si richiedono al discepolo abnegazione, dimenticanza di sè, studio e capacità di Lavoro comune, elementi imprescindibili per svolgere un Compito di Gruppo gradito ai Maestri e utile al Mondo.
Alti concetti,  concezioni filosofico-spirituali, principi di etica elevata, intellettualismi e tecnicismi teologico-esoterici, astratte e sublimi costruzioni mentali, elevanti meditazioni e profonde ricerche vanno applicati alla vita e non solo proclamati ed ‘esibiti’ in siti, gruppi, seminari e incontri se non vogliamo che risuonino come “cembali squillanti” secondo l’espressione del discepolo Paolo, riferita a chi ha molte qualità ma non pratica l’Amore.
Nei nuovi tempi che avanzano a velocità così accelerata, molto superiore a quella di una volta, e  che richiedono perciò maggiore urgenza dell’agire,  il Lavoro non potrà limitarsi a incontri, pur utili e necessari, tra pochi individui su tematiche più o meno esoteriche ma dovrà acquistare una veste esteriore visibile; dovrà sempre più materializzarsi  in Progetti concreti, concepiti con l’urgenza che la situazione mondiale in continua frenetica evoluzione richiede. Questi  si si potrebbero presentare manifestamente, sul piano esteriore, ad es., come “progetti sociali” o “attività pedagogiche” , “culturali” o “artistiche” ma anche artigianali e di lavoro manuale, purché  sul piano più sottile, nella programmazione, nelle intenzioni (e nell’invisibile) siano concepiti nella visione interiore e attuati in allineamento con il Piano. Molti sono gli esempi di Istruttori e scuole spirituali che hanno concretizzato in attività di aiuto il loro insegnamento: Krishnamurti si è occupato di educazione ed ha fondato scuole, Steiner ha anch’egli fondato scuole e si è occupato di agricoltura biodinamica,  Mata Amritanandamayi (Amma) ha fondato orfanatrofi, la Massoneria istituti per la diffusione della cultura a tutti i livelli  (Università popolari, Humaniter, ecc.),  Sai Baba ospedali e scuole, Roerich è stato pittore, Annie Besant ed Helena Roerich si sono occupate della questione femminile, Osho e Aurobindo hanno fondato comunità, il discepolo Roberto Assagioli, fondatore della Psicosintesi, è stato psicologo ed ha formato psicologi, la Chiesa cattolica e le chiese cristiane protestanti da sempre portano aiuto a persone in difficoltà anche fondando istituti  di vario genere, la Società Teosofica ha un settore dedicato a interventi sociali, ecc.
Nel Lavoro di Gruppo dedicato all’Umanità, che potrebbe presentarsi nell’apparenza simile ad altri di analoga natura ma che mirerebbe nell’essenza all’evoluzione della coscienza, ciascuno potrebbe realmente mettere alla prova lo spessore e la realtà delle acquisizioni interiori;  verrebbe anche meno quel sottile ‘narcisismo della mente’ che così spesso si avverte nei Gruppi ‘spirituali’, che allontana i tanti che non vedono alcuna manifestazione né concretizzazione di così proclamati “amore” e  “saggezza”.
Mentre nell’Era dei Pesci il Maestro richiamava intorno a sé i discepoli assumendosi la responsabilità della loro istruzione e formazione, in questo ciclo del percorso dell’Umanità ognuno è chiamato a “svolgere la propria parte”, mettendo al servizio del Lavoro comune le proprie competenze e rischiarando il contesto in cui è chiamato ad operare con le proprie “qualità di luce”; ciò nell’attenzione e cura dei compagni sul Sentiero e nel costante coordinamento e nell’amorevole cooperazione con essi.
Che Proposito di Gruppo e Proposito individuale si unifichino nell’unica Fiamma.

 

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