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Filosofia Quantistica e Spiritualità di Ulrich Warnke. Traduzione a cura di Corrado S. MagroFILOSOFIA QUANTISTICA
e Spiritualità

La chiave per accedere ai segreti e all’essenza dell’essere.
Di Ulrich Warnke
Traduzione a cura di Corrado S. Magro
In esclusiva assoluta per l'Italia, per gentile concessione dell’autore e dell’editrice Scorpio la traduzione del libro di Ulrich Warnke: Quantenphilosophie und Spiritualität.

 

 

Capitolo 1 - Ottobre 2014
Scienza e Spiritualità sono inconciliabili in assoluto?

 

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1.2 La società schiava di dogmi e paradigmi

 

Quando esaminiamo la costruzione e la funzione dell’uomo, lo facciamo quasi sempre sotto l’aspetto della Fisica Molecolare. Da essa, è possibile descrivere l’Anatomia/Morfologia che a sua volta sta alla base della Fisiologia. Mano nella mano con la Fisiologia troviamo il “Comportamento” che noi descriviamo con il termine Psiche. Quest’immagine dell’uomo viene incorporata in una concezione del mondo più o meno meccanicistica che con la sua causalità, fu sviluppata da Newton e viene rigorosamente considerata scientifica fino ad oggi. Si sorvola il dato di fatto che questa concezione come anche quelle di altri concetti scientifici, sono dei paradigmi. Ecco come Shimon Malin (Malin 2003) li definisce: “Il paradigma non è altro che un’astrazione che la società ha fatto propria in una fase ben precisa della sua storia”, e con questo è detto tutto. Noi facciamo nostra tale astrazione, la riteniamo verità assoluta e procediamo con tutto quello che non armonizza con essa secondo il motto: quello che non può essere, non può nemmeno esistere.

Si moltiplicano però gl’indizi che dimostrano che non abbiamo ben capito la vita e il mondo in cui viviamo. La scienza naturale non si domanda al giorno d’oggi cosa in realtà costituisce l’essere animato. Si prodiga a spiegarci che gli organismi viventi con l’aiuto di circuiti di regolazione, funzionano come sistemi meccanici. È fuor di dubbio che la ricerca medico-scientifica contemporanea esplora la vita umana su un piano unilaterale dove appare solo una visione parziale di essa: la materia che costituisce il corpo, la sua forma e la sua funzione. Gli apostoli del materialismo biologico considerano le persone assieme ad altri organismi viventi, macchine genetiche. Nel frattempo ci rendiamo conto che questo punto di vista è fortemente limitativo in un mondo dove la materia può diventare elemento creativo sotto la guida dell’intelletto. Per forza di cose ne risulta che concetti come quello di realtà o verità, assumano un significato completamente diverso. L’attuale cambio di paradigmi comporta una visione totalmente diversa della persona umana e del suo ruolo nell’universo.

Questo riguarda naturalmente anche la medicina. Una nuova scienza medica è costretta ad ampliare i propri orizzonti e la ricerca sugli aspetti biologici di un malattia deve coinvolgere lo stato psichico del paziente, la sua personalità e il suo ambiente sociale. Malattia e guarigione sono processi dentro i quali l’organismo si organizza da se stesso. Dato poi che tale autogestione viene pilotata in modo significativo dall’intelletto, la malattia e la guarigione sono in prevalenza fenomeni psichici. Ciò potrebbe essere anche la causa della propagazione epidemica dei disturbi funzionali di carattere psicosomatico. Nel frattempo, dai rilevamenti e dagli studi condotti dall’università di Dresden e dall’istituto Max Planck, un terzo degli individui della Repubblica Federale Tedesca soffrirebbe di tali disturbi. Gli organizzatori del congresso sulle malattie moderne professionali per la protezione antinfortunistica, che si è tenuto appunto al Max Planck di Monaco nel 2001, stimarono i costi causati da stress mentale e sociale a 85 miliardi per l’economia nazionale e a 100 miliardi per lo stato. La corporazione medica ha ben pochi mezzi e rimedi da contrapporre a questo fenomeno.

È evidente che per la Biologia e la Medicina è arrivato il momento di osservare attentamente i risultati della Fisica moderna. Perché?

La medicina è una scienza naturale che trova sostegno in special modo nella Chimica, nella Farmacologia e Biologia, e poiché la Quantistica gioca un ruolo primordiale in queste discipline, essa dovrebbe anche fare parte della medicina. Ma proprio questo non arriva ad accedere alla mente della più gran parte dei medici. Siamo dunque in presenza di un non-sapere giustificabile. Agisce peraltro sfavorevolmente l’onnipresente  dogmatismo di un preteso sapere considerato sacrosanto e intoccabile, anche quando la visione abituale del mondo da tempo si è rivelata errata ed è stata rivista alla base.

La scienza occidentale si frantuma in un’infinità di discipline e indirizzi che si addentrano in campi specialistici sempre più ridimensionati e che vicendevolmente s’ignorano quasi del tutto. Sarebbe un modo di procedere sensato se volessimo evidenziare il valore intrinseco da dare alla ricerca, ma insensato quando la frammentazione è applicata agl’individui.

 

Ricapitolando:
In questo libro continueremo a constatare come l’istanza IO è sottoposta ai principi della Filosofia Quantistica che:
> Applica le forze alle masse.
> Può agire su qualsiasi distanza.
> Non conosce né passato né futuro bensì il perpetuo presente.
> È una parte del campo energetico e informatico universale.
> È capace, per così dire di richiamare accadimenti attraverso la programmazione di questa matrice universale.

 

La crescente specializzazione degli esperti e il loro impegno di scomporre il “sistema individuo” in unità di funzionamento sempre più piccole e indipendenti l’una dall’altra non si sono rivelati come l’ultima sorgente di saggezza. Ben al contrario, dal punto di vista della Filosofia Quantistica l’organismo umano si presenta come un sistema di relazioni infinitamente complesso che non si lascia in alcun caso scomporre in singoli sistemi chiusi in se stessi. Le componenti di quello che avviene in esso non si lasciano separare dalla loro origine comune.

Siamo quindi di fronte a un dogma che sottolinea ripetutamente che in definitiva sulla base della descrizione molecolare, il solo sapere scientifico possibile applicato all’individuo è quello che divide il mondo in innumerevoli particelle che vengono osservate come conseguenze causali che esistono però indipendentemente l’una dall’altra senza alcun rapporto visibile con un tutto spirituale.

Una visione del mondo esclusivamente causale mira solo ad un adattamento tecnico-commerciale dell’intera natura. Fino al giorno d’oggi anche per questo, è rara la presenza della Quantistica nella Biologia Molecolare sebbene questa biologia si basi solo su di essa.

È proprio questa la ragione per cui il carattere olistico del mondo è stato fino ad ora ignorato. Il timore di una intelligenza superiore creativa viene messo da parte per forza di cose e la presenza di una componente spirituale in quello che accade viene contrastata. Il modo di pensare così finalizzato viene assegnato, anche nell’evoluzione, a favore di un modo di pensare puramente causale, conducendoci in un sentiero senza sbocco.

Il fisico Wolfgang Pauli ha già descritto nel 1954 questa deficienza in rapporto alla teoria dell’evoluzione: «Tale modello di evoluzione è un tentativo che secondo le idee della seconda  metà del 19.simo secolo cerca di aggrapparsi teoricamente alla completa eliminazione di ogni finalità che viene sostituita in qualche modo con l’introduzione del caso».

È evidente che non possedendo strumenti di misura che lo registrino, non siamo in grado di dimostrare la legittimità del principio di spiritualità, possiamo però orientare la nostra consapevolezza per allargare la nostra percezione.

Le scienze spirituali tradizionali hanno fatto uso della filosofia quantistica applicata per potere desumere conoscenze concrete dall’immateriale. Ma in che modo possiamo cogliere queste possibilità astratte? Una risposta con valore di attualità e di cui ci occuperemo più intensamente nel capitolo 8, venne data nel 1930 dal matematico ceco Kurt Gödel:
1. In primo luogo dobbiamo isolare tutte le sensazioni rifugiandoci p. es. in un luogo tranquillo e solitario. Naturalmente questa azione che non ha nulla di positivo, non è sufficiente. È necessario impegnare attivamente il nostro spirito.
2. Permettere che la realtà giornaliera condizioni e limiti le possibilità, è un errore grave che porterebbe esclusivamente alla rappresentazione di combinazioni e permuta di oggetti fisici. Lo spirito è in grado di percepirne direttamente senza alcun limite.
3. Lo scopo che si prefigge tale modo di pensare assieme a tutte le filosofie, è la percezione dell’Assoluto.

Alla domanda se Gödel credesse all’esistenza di un intelletto o di un tutto spirituale dietro le molteplici manifestazioni e attività di questo mondo, Gödel rispose che l’intelletto esisteva indipendentemente da ciò. Egli continuò dicendo di associarsi alla concezione di tutte le grandi tradizioni mistiche che affermano che l’intelletto non è limitato dentro i confini del nostro cervello ma esiste ovunque. (Schmieke 2009)

Nel frattempo ci sono stati molti scienziati di statura che ci hanno fornito argomenti ben documentati che dimostrano come la saggezza tradizionale coincida perfettamente con la fisica moderna. Ma dove attinsero i nostri antenati quello che noi oggi cerchiamo di acquisire faticosamente con teorie ed esperimenti?

Molto probabilmente si tratta di conoscenze dall’osservazione e immersione profonda in noi stessi. Al centro di questo processo introspettivo si pone l’esperienza unitaria che corrisponde alla presa di coscienza di un “campo primitivo” omogeneo, non polarizzato che definisco “L’oceano di tutte le possibilità”. Evidentemente è da questo campo primordiale che sono state ricavate e sono da ricavare ancora molte conoscenze significative per ognuno di noi.

Può questo essere accettato dalla scienza?

Da decenni viene definito esattamente quello che chiamiamo scienza naturale e scienza umanistica. Tra queste due discipline non c’è stato alcun dialogo. Tuttavia nel mondo intero gli scienziati hanno riconosciuto nel frattempo l’errore di questa demarcazione. Eventi ed esperienze indicano chiaramente che nei posti chiave del mondo atomare e subatomare, il cosiddetto microcosmo o micromondo, scorrono insieme da un lato energia  quale conseguenza di una forza fisica e dall’altro informazione quale componente di un campo spirituale. Da questo flusso comune viene generata l’energia che noi in ultima analisi sperimentiamo, viviamo come “la vita” per antonomasia.

Una volta Werner Heisenberg (uno dei corifei della quantistica) disse: L’argomentazione che gli organismi viventi sono spiegabili solo con le leggi della fisica e della chimica e che non esista alcuna forza vitale, diverge dalla moderna teoria dei Quanti (Ludwig 1994).

L’influenza reciproca delle forze viene descritta attraverso i campi quantistici che sono composti da particelle quantistiche che a loro volta sono composte da qubit o bit quantici. Essi sono tutti presenti nella materia che percepiamo, che ha ricevuto la sua forma/struttura/composizione attraverso la pura informazione quantistica. Tutte le informazioni quantistiche sono contenute quali possibilità nel campo universale primordiale.

“Informazione quantistica equivale a sostanza di base; essa dimostra che la materia per principio è della stessa sostanza dei nostri pensieri” (Thomas Görnitz 2007).

 

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