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Filosofia Quantistica e Spiritualità di Ulrich Warnke. Traduzione a cura di Corrado S. MagroFILOSOFIA QUANTISTICA
e Spiritualità

La chiave per accedere ai segreti e all’essenza dell’essere.
Di Ulrich Warnke
Traduzione a cura di Corrado S. Magro
In esclusiva assoluta per l'Italia, per gentile concessione dell’autore e dell’editrice Scorpio la traduzione del libro di Ulrich Warnke: Quantenphilosophie und Spiritualität.

 

 

Capitolo 3 - Dicembre 2014
Materia, energia e vuoto nel corpo umano

 

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3.2 L'organismo quale sistema quantistico

 

La più gran parte dei fisici sono d’accordo con l’enunciato di John Weehler, uno tra i più grandi quantistici: ”Il mondo è un mondo di quanti e ogni sistema è indubbiamente un sistema quantistico”.

Nel mondo dei quanti vigono proprietà e principi inconsueti per noi, individui che ci muoviamo in un mondo di macrostrutture. Ci permettiamo qui di richiamare l’attenzione su alcuni estratti per l’interpretazione del principio di Copenaghen della fisica quantistica che porta l’impronta determinante di Niels Bohr e di Werner Heisenberg.

I sistemi quantistici sono privi di proprietà fisse prima della loro osservazione e misurazione, operazione questa da considerare come una sorta di risonanza molto particolare. Essi, i sistemi, sono solo particelle virtuali di probabilità di una funzione oscillante. Nessuna particella quantistica prima di essere misurata possiede proprietà quali p. es. uno spin.

Soltanto gli elettroni ai quali si assegna senso e valore e quindi una funzione, si rivelano sorgenti di carica e informazione per forza e tempo. Di conseguenza la funzione oscillante delle proprietà degli elettroni si collassa (decoerenza per osservazione) e il collasso dell’oscillazione è proprio il passaggio dalla sfera potenziale a quella reale.

Diamo ancora uno sguardo d’insieme sulla cascata delle attività quantistiche:

  • Possibilità inerenti a energia e informazione quali funzioni di onda (coerenza), diventano campi quantistici dopo la decoerenza.

  • Campi quantistici influenzano reciprocamente le masse.

  • I campi quantistici sono composti da particelle quantistiche.

  • Le particelle quantistiche sono composte da Bit quantici (Qubits)

  • Qubits stanno alle basi della materia e dei nostri pensieri.

  • Materia è quindi per principio della stessa sostanza dei nostri pensieri (Görnitz 2007).

Per tutte le funzioni quantiche necessitiamo consapevolezza, perché senza consapevolezza, da quanto detto nel primo capitolo, per noi non esiste nulla di concreto. Questo concetto viene spiegato meglio nel capitolo seguente.

Il collasso delle oscillazioni necessario a questo scopo è il modo che permette di comunicare tra la conoscenza universale e quella individuale. Il sapere, la conoscenza si orienta verso una realtà comune a tutti.

Fanno parte di ciò beninteso anche sistemi viventi come l’individuo. Paul Davies, fisico di statura eccelsa più volte premiato e profondo conoscitore in materia, constata che il miracolo della vita si basa sull’effetto singolare del mondo dei quanti. Secondo Davies, delle cellule viventi si potrebbe senz’altro dire che sono elaborazioni d’informazioni quantistiche amplificate (Davies 2004, pag. 28). Nelle cellule, sempre secondo lui, possono giocare un ruolo anche altri fenomeni del mondo quantistico, come p. es. l’effetto tunnel o il condensato Bose-Einstein. Varrebbe la pena di ricercare se le cellule abbiano trovato un modo, una via che permetta di frenare la decoerenza (il sorpasso del confine tra probabilità ed evento concreto, o in altre parole tra il mondo dei quanti e la vita di ogni giorno). Poiché un atomo isolato nel suo stato di probabilità ubbidisce alle leggi del mondo dei quanti e finisce di essere tale quando troppe influenze agiscono dall’esterno sul suo stato, Davies ritiene possibile che le cellule abbiano trovato una via che permette di evitare parzialmente la decoerenza.

È proprio questo il problema sul quale lavorano anche quelli che sviluppano il calcolatore quantistico.

Secondo Werner Heisenberger le unità materiali le più piccole (quelle alla base) non sono proprio oggetti fisici nel significato comune, bensì forme, strutture o, in senso platonico, idee sulle quali possiamo esprimerci inequivocabilmente tramite il linguaggio matematico (Wilber 1984, pag., 51). Restiamo quindi convinti che, come la materia, gli organismi sono sempre costituiti soltanto da atomi. Gli atomi a loro volta sono costituiti da masse: nuclei ed elettroni, pura polvere stellare. I nuclei degli atomi e gli elettroni di un individuo hanno già reso servizio nell’organismo di altri individui, di animali e di piante ed erano già presenti, immortali e in altre galassie. Gli elettroni sono immortali e i protoni hanno una vita stimata ad anni 1080 (alla 80esima potenza) che per noi si avvicina all’infinito.

I nuovi gnostici di Princeton e Pasadena hanno applicato calcoli scientifici paradossali su queste grosse cifre. Uno di essi ha  espresso quanto segue:

Nel 44 prima di Cristo, quando Cesare scendendo dalle scale del Campidoglio venne assassinato, nel momento della morte emise un ultimo respiro. Per l’ultima volta espulse dai polmoni  circa un litro di aria. Questo litro di aria si divise nel tempo in parti uguali nello strato che circonda il nostro pianeta a circa 100 km di altezza. Ne segue che noi ad ogni ciclo respiratorio, inaliamo 25 a 50 elettroni che Cesare espirò allora.

Calcoli simili sono stati eseguiti da Charon, già fisico all’Università di Parigi, sugli elettroni del DNA che, al contrario degli altri atomi del nostro organismo, non vengono sostituiti mai durante la nostra vita.

Il DNA di una singola cellula pesa circa 1 (uno) microgrammo, e contiene circa 100 milioni di elettroni. Essi, qualche anno dopo la nostra morte si distribuiranno in modo uniforme in uno strato atmosferico a circa 100 km di altezza e in ogni centimetro cubo di questo strato di aria saranno contenuti alcuni di quegli elettroni che hanno ottemperato alle loro funzioni nel nostro DNA: “Chi vivrà dopo di noi ad ogni ciclo respiratorio inalerà alcuni dei nostri elettroni (del DNA) e questo durante la durata di vita del pianeta terra”, (Charon 1981).

Bisogna rendersi conto che questa polvere di stelle viene elaborata in costruzioni spazio-temporali negli organismi. Noi non sappiamo ancora “chi” costruisce ma possiamo plausibilmente postulare: “Organismi e quindi anche l’essere umano, sono costruzioni spazio-temporali materiali che sottostanno ai principi della fisica quantistica”.

Queste costruzioni “nuotano” in un mare di energia virtuale e d’informazioni potenziali e possono “innestare la realtà” sulla base dei principi della filosofia quantistica. Il concetto di filosofia quantistica dice che al centro degli eventi ci sta la consapevolezza, aspetto che tratteremo da vicino nel prossimo capitolo.

L’insieme di atomi compongono le molecole che poi formano gli organi. Questi a loro volta costruiscono circuiti di regolazione che danno forza vitale a noi individui. Ognuna di queste funzioni è quasi collegata con le attività degli enzimi. Questi ultimi, che sono delle proteine, vengono costruiti dal DNA e “sanno” in quale punto e in quale preciso momento devono trovare posto nel nostro corpo e quali attività devono verificarsi di volta in volta. Ogni secondo hanno luogo operazioni fisico-chimiche esattamente sincronizzate in numero di 1030. La comunità scientifica contemporanea crede che questa informazione sia contenuta nelle molecole del DNA. Questo però non è coercitivo. È altrettanto possibile che le molecole, dunque le strutture degli acidi nucleici così come le strutture ad elica delle proteine siano necessarie per rilevare un’informazione che si trova all’esterno della massa molecolare. In questo modello le molecole fungerebbero da antenne per i segnali.

Per la costruzione della materia in ambito microscopico e  macroscopico è decisiva forma/struttura/configurazione che si  sviluppa attraverso collegamenti attivati con precisione tra atomi e molecole. Senonché, come si sviluppa di volta in volta l’adeguata energia per il legame?

I processi di collegamento tra atomi e molecole appartengono al campo della fisica quantistica. Tutte le energie di collegamento possono essere convertite con un fattore costante, in frequenze di oscillazioni elettromagnetiche.

Le forze comuni di Van-der-Waals che uniscono le molecole hanno un’energia di 0,04 a 0,08 eV e corrispondono a valori che vanno da 10 a 19 THz (Tera-Hertz), campo di oscillazione dell’emissione dei raggi infrarossi.

I composti di idrogeno con 0,13 a 0,30 eV, oscillano tra 31 e 73 THz ossia nel campo della luce visibile con una lunghezza d'onda di tra 970 e 410 nm (nanometri) che va dal confine degli infrarossi fino alla luce blu.

Composti ionici con 0,2 eV e 48 THZ, emettono raggi infrarossi con una lunghezza d’onda di 630 nm quando liberano l’energia assorbita.

Composti covalenti sono carichi di energia con 2,2 e 4,8 eV, che corrispondono ad una frequenza tra 532 e 116 THz e quando emettono, irradiano luce ultravioletta tra 60 e 30 nm.

Ognuno di questi aggregati di atomi e molecole oltre all’oscillazione intrinseca alla struttura, possiede uno spettro di frequenze con un’oscillazione fondamentale e diverse oscillazioni complementari. Le frequenze relative cambiano in funzione delle condizioni ambientali.

Si avvera così quello che i saggi appartenenti alle più svariate culture, dicono: Non esiste nulla così come noi lo percepiamo nella sua forma e struttura. La vera causa prima di tutte le cose è null’altro che una sinfonia illimitata di oscillazioni e sovrapposizioni di frequenze campioni.

Tutte le forme, strutture e configurazioni che noi vediamo, dipendono dall’oscillazione degli elettroni e dei nuclei degli atomi presenti in quel corpo specifico. Quando essi saltano da un livello energetico ad un altro, assorbono o emettono (riflettono) fotoni che trasmettono l’immagine di ogni corpo. Noi e tutti gli altri composti materiali, non siamo affatto quello che il nostro cervello ci mostra sotto forma di figure, ma piuttosto un insieme di oscillazioni complesse e di campi olografici.

 

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