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Filosofia Quantistica e Spiritualità di Ulrich Warnke. Traduzione a cura di Corrado S. MagroFILOSOFIA QUANTISTICA
e Spiritualità

La chiave per accedere ai segreti e all’essenza dell’essere.
Di Ulrich Warnke
Traduzione a cura di Corrado S. Magro
In esclusiva assoluta per l'Italia, per gentile concessione dell’autore e dell’editrice Scorpio la traduzione del libro di Ulrich Warnke: Quantenphilosophie und Spiritualität.

 

 

Capitolo 9 - Luglio 2015
L'alchimia ci indica il sentiero

 

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9.1 Discesa dell’intelletto ascesa dell’anima e riunificazione nella Grande e Piccola Opera

L'alchimia ci indica il sentiero

  1. La chiave

  2. I primi tre piani dell’opera

  3. Anima che spira all’ascesa

  4. I tre piani della grande opera

  5. Incarnazione dello spirito/intelletto

  6. Mercurio

  7. Luna

  8. Venere

  9. Giove

  10. Marte

  11. Saturno

  12. Sole

  13. Ricostituzione della purezza dell’anima

  14. Ispirazione dell’anima con la rivelazione dello spirito/intelletto

Il primo piano della piccola opera viene dominato da Saturno. L’anima si reca nella materia oscura per purificarsi. Sinonimi e simboli sono: aberrazione (nox profunda), oscuramento, putrefazione, mortificazione, livello snaturato, teschio, tomba. Acquista qui significato la parabola del chicco di grano che rimane solo, sepolto nella terra dove la sua forma deve disfarsi affinché possa arrivare a sviluppare il germoglio e il frutto.

 

Il secondo piano della piccola opera è dominato da Giove. L’anima si eleva sul buio per dispiegare nuove energie.

 

Il terzo piano della piccola opera è dominato dalla falce di luna.  Situata ben più in alto della croce, in bianco perfetto, l’anima si è potuta dispiegare e non viene più deviata dal caos. Essa è pronta a ricevere la parola divina che viene spesso simbolizzata dalla vergine sopra o in trono che domina la falce di luna.

 

Il quarto piano della piccola opera è il primo piano della grande opera, dominato da Venere. La forza plasmante della ragione conia nuovamente la croce degli elementi e provoca una “cristallizzazione”, una nuova creazione della forma corpo-anima. La fase del rame mostra già qualcosa della lucentezza dell’oro ma quella del rame è effimera.

 

Il quinto piano della piccola opera è il secondo della grande ed è dominato da Marte. Nel suo segno c’è il sole nella stessa collocazione come la luna nel segno di Saturno. L’intelletto scende e permea ogni strato del corpo e della materia. Ciò significa che viene sorpassata la soglia dell’ultima rifinitura e la trasformazione del corpo è ora in uno stato di dominio dell’intelletto, il “farsi carne della parola divina”.

 

Sul sesto piano della piccola opera e sul terzo della grande regnano i sensi. Avviene qui il compimento della grande opera. Si arriva all’unità di microcosmo e macrocosmo dominata dallo spirito della verità. Per cui, anche se ora avviene una nuova fusione tra la terza fase della piccola opera dominata dalla luna e questa terza fase della grande opera dominata dal sole, simbolizzata in ermafroditi e androgeni, gli opposti sono eliminati e tutto diventa possibile.

 

       Ulrich Warnke

 

 

Prima di congedarmi.
Ai lettori appassionati all’argomento e a “riflessioni.it”, che mi ha offerto la possibilità di presentarlo, va il mio GRAZIE, scusandomi per i refusi e gli errori che sottobanco sono riusciti a gabbarmi. Mi scuso anche per la traduzione di taluni concetti non sempre malleabili e che ogni tanto ho dovuto tirare per i capelli. Lo scopo che mi sono proposto, fiducioso che sia stato raggiunto, è stato di presentare un argomento degno di riflessione, coinvolgendo il lettore anche se su una linea d’onda diversa da quella dell’autore, a cui va il mio ringraziamento per la fiducia che mi ha accordato assieme al suo editore. Ulrich Warnke, scienziato e personalità di spessore, si è adoperato a costruire ponti tra l’osservazione nata dalla quantistica e la riflessione filosofica del piano superiore universale o forse del piano “accanto”, come si potrebbe dire. E chi di noi, in una notte con un cielo terso trapuntato da miliardi di luci, tra quelli che abbiamo avuto la fortuna di osservarlo, non si sia chiesto se quest’universo non sia parte integrante di noi stessi e se noi non siamo un riflesso infimo di esso?

 

   Corrado S. Magro

scmagro.mps@ggaweb.ch

 

 

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