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Le finestre dell'anima di Guido BrunettiLe Finestre dell'Anima

di Guido Brunetti   indice articoli

 

La funzione terapeutica della lettura nell'esperienza della Casa di riposo di Viareggio. Per il prof Brunetti: Un caso letterario, umano e sociale

Di Anna Gabriele - Novembre 2016

 

Il lungo viaggio iniziato alcuni anni fa attraverso i libri di Guido Brunetti, che raccontano con uno stile limpido e brillante la complessità, l’incanto e il mistero del cervello, si è concluso  con la lettura  del libro “Quel fascino ambiguo del cervello umano”, un testo che si aggiunge ad altre opere di questo autore che sono state lette e commentate.

Lo straordinario e incredibile cammino di tanti coraggiosi ed eccezionali eroi alla scoperta di sé e della propria interiorità  è giunto così all’ultimo appuntamento.

“Osservare da vicino esseri umani ultraottantenni che leggono e commentano libri di letteratura ‘alta’,  riuscendo a districarsi tra mente ed anima, neuroni e sinapsi, neuro genesi, brain imaging e cervello plastico, è un’esperienza – spiega il professor  Brunetti – che suscita emozione e lampi di tenerezza. E’ un’esperienza unica, eccezionale, titanica. Il cervello, la mente e la coscienza sono tre concetti infatti che nascondono ancora abissi di ignoranza e fanno tremare  le vene ai polsi di qualsiasi neuro scienziato”.

 

Sono gli ospiti della Casa di riposo di Viareggio, i quali da oltre sei anni ogni giovedì con entusiasmo e tanta curiosità intellettuale dedicano le loro ore libere alla lettura dei testi di Brunetti. E ogni volta, un rimescolio di nuove emozioni, idee, suggestioni, sentimenti, stupore, illuminanti osservazioni.  Un caso letterario, oltreché umano, sociale e culturale, che non ha precedenti.

Persone che si ribellano alla triste vecchiezza, creando un laboratorio di lettura, contro un tempo inesorabile che fugge e un’esistenza scandita da pillole, sofferenze, acciacchi vari, carrozzine. “Si coglie – chiarisce il noto scrittore – la struggente nostalgia di antichi, teneri affetti, moti dell’animo e  un percorso esistenziale  che non potrà più tornare”.

 

Tutto è iniziato attraverso la conoscenza con una delle ospiti dell’Istituto, Wanda Francesconi, una lucida, intelligente e sensibile nonnina 97enne, fine poetessa, che racconta con entusiasmo: “Con il professor Brunetti ci siamo conosciuti molti anni fa. Ho avuto poi il privilegio di leggere in pubblico il 21 dicembre 2011 la sua poesia Ode a Viareggio durante la cerimonia di inaugurazione della targa, recante inciso questo carme, posta sulla parete della scuola dell’infanzia in Darsena a cura del Comune”.

Fluiscono dalle sue labbra espressioni toccanti verso l’autore: “Anzitutto, la gioia e la gratitudine per l’impegno del professor Brunetti contro la chiusura del nostro Istituto e per le sue meravigliose parole pronunciate nei nostri confronti. C’è poi l’ammirazione per la sua capacità di scrittore nel trattare argomenti così ardui come il cervello e l’anima. Si rimane sempre affascinati –  prosegue – dalle pagine dei suoi libri, che ci procurano giovamenti e benefici al cuore  e alla mente e tanti momenti di serenità”.

“Lei - professor Brunetti – è il nostro autore preferito. Che fortuna averla incontrato e conosciuto. Lei non sa il bene che ci fa. I suoi libri ci hanno permesso di compiere un meraviglioso viaggio all’interno di noi stessi e ci hanno permesso di superare momenti di tristezza e di sofferenza. Vedo – aggiunge Francesconi - tante facce sorridenti, distese, contente. Ci sentiamo un gruppo di persone che provano una condizione di gioia, sicurezza, voglia di vivere”. Non più dunque volti che esprimono, come i quadri di van Gogh, malinconia, estrema solitudine interiore e tristezza, ma immagini che manifestano un senso di serenità e una gioiosa tranquillità dell’animo.

“Le parole  ispirate della nostra poetessa Wanda mostrano – commenta Brunetti – i molteplici effetti benefici della lettura. Il libro contiene in sé una misteriosa e straordinaria energia, che oltrepassa il tempo e lo spazio e una grande capacità di suscitare emozioni e di far vibrare la carne, il cervello e lo spirito del lettore. Sono penetranti riflessioni che evocano la grande saggezza di Seneca, il quale considera il libro un dialogo tra anime e una lettura “giovevole perché alimenta e ristora il cervello”.

 

“L’eccezionale performance dei nostri intrepidi nonnini evoca – sostiene Brunetti - la similitudine di Virgilio che paragona i lettori di libri alle api che suggono i fiori, producono  il miele e colmano le celle di dolce nettare. Hanno fatto lo stesso questi nonnini, distribuendo nelle celle del cervello e dei sistemi neurali le nuove conoscenze e le nuove emozioni generate dal libro per nutrire il loro spirito, alleviare il peso della sofferenza spirituale e la profondità del dramma della perdita”. Il libro dunque come medicamento, ma anche come elevazione, estraniamento, piacere spirituale e il ridestarsi magico di una fede nel domani con nuovi orizzonti e mete credute o sperate”.

 

“Le mie ricerche – precisa - concordano con gli studi di altri autori e mostrano che il libro ha una funzione curativa, produce serenità, calma, distensione neuromuscolare e momenti di sollievo e gratificazione. Riduce poi stati di ansia e depressione, disturbi dell’umore e stress. E’ un potente stimolo cerebrale, attiva connessioni neurali, coinvolge aree del cervello e genera processi cognitivi, affettivi ed estetici. Il libro è un’esperienza catartica, un sollievo soprattutto per le persone anziane e per le anime ferite e dolenti, poiché agisce sulle patologie senili e sul declino inesorabile delle capacità intellettive.

Ulteriori ricerche indicano inoltre che la lettura  provoca effetti emozionali così intensi da indurre reazioni fisiologiche legate alla produzione di sostanze, come dopamina ed endorfine, definite dai neuro scienziati sostanze del benessere e del piacere”.

 

“In Italia – sottolinea il nostro autore - si legge poco. C’è un calo di interesse generale verso la lettura, anche da parte di insegnanti ed educatori, come rivelano alcune indagini. Sono sintomi di una crisi culturale i cui sbocchi sono difficili da individuare. Il nostro Paese non ama la cultura e la scienza. Nei loro confronti serpeggiano qua e là colpevoli e rozzi sentimenti di indifferenza, ostilità e  invidia. Sintomi di menti incolte e ignoranti. La materia dovrebbe essere invece al centro dell’attenzione delle istituzioni e della politica e affrontata da mani esperte con ben altra determinazione, sensibilità, profondità e competenza”.

Da ricordare infine che da molti anni Brunetti sta conducendo una nobile  battaglia a favore degli anziani di Viareggio e della sopravvivenza del loro istituto, sensibilizzando e coinvolgendo il maggior numero di persone, enti ed istituzioni, a cominciare dal presidente della Repubblica al Papa. Per questo suo forte, appassionato e costante impegno, ha ricevuto molteplici apprezzamenti, tra i quali quelli del sindaco Leonardo Betti il 12 agosto 2014 a Palazzo di Città e una targa dell’Associazione Juventus di Viareggio presieduta da Piero Russello consegnatagli il 16 giugno 2014 dal celebre Marcello Lippi nel corso di una cerimonia presso lo stabilimento balneare “Balena 2000” di Viareggio.

“Lascio Viareggio, terra di ferina bellezza, e le splendide persone anziane della Casa di riposo Sacro Cuore – conclude il professor Brunetti - con il tenero, commosso ricordo di una luminosa città e di una gente a me tra le più care”.

 

   Anna Gabriele

 

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