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Le finestre dell'anima di Guido BrunettiLe Finestre dell'Anima

di Guido Brunetti   indice articoli

 

Guido Brunetti: una concezione trinitaria, cervello, mente e anima, dell'essere umano

Ottobre 2016

 

La vita e le opere

 

Guido Brunetti: una concezione trinitaria, cervello, mente e anima, dell'essere umanoGuido Brunetti vive e lavora a Roma. La sua biobibliografia risulta vasta e poliedrica. Ha tenuto lezioni nelle Università di Roma, Lecce e Salerno.
Scrittore. E’ autore di numerosi libri e saggi che spaziano nei diversi campi delle neuroscienze, della psichiatria e della psicoanalisi. E’ stato definito da autorevoli neuro scienziati un “umanista-scienziato” (Vizioli) e “uno dei pochi autori capace di scrivere un libro sul cervello, la mente e la coscienza” (Boncinelli). Brunetti - ha scritto il professor Rapisarda, docente di neuropsichiatria, rivela una “cultura universale”. “La sua figura di umanista-scienziato, secondo P. Menditto, nobilita la cultura non solo per il contributo di sapere che apporta, ma anche per la profonda e classicamente umanità che impronta il suo stile, permeato di un’etica intensa, di cui si sente tanto la mancanza”.

 

“Ampiezza culturale, rigore scientifico, concisione dottrinale e chiarezza stilistica sono - sottolinea Vizioli - i pregi distintivi delle sue opere. Per la sua capacità di indagare e narrare il fascino e il mistero del cervello e dell’animo umano colti nel loro straordinario e abbagliante procedere, i suoi libri si leggono sempre con diletto e non di rado con ammirazione, anche per la loro forza di stimolare riflessioni e prospettive.
“Chiunque legga i suoi libri rimane conquistato e quasi “sedotto” da quelle poetiche pagine e definizioni sul cervello e la mente, come ad esempio la spiegazione sull’ambiguità del fascino della mente. C’è la sapienza di una vita dedicata allo studio del cervello e del pensiero, ma c’è l’eco di una sensibilità straordinaria, c’è l’ansia di conoscenza, c’è la passione della ricerca, c’è soprattutto una profonda cultura umanistica e filosofica.
Sono tutte qualità che evocano il modello della “lucida narratio” e del “sermobrevis” del classicismo greco-latino e della letteratura sapienziale. Di qui, la sua grande capacità di dire in poche frasi quello che altri autori scrivono in un libro, rivelando così un massimo di densità concettuale in un minimo di brevità formale.
Brunetti riesce - continua Vizioli - a impegnarsi in uno dei traguardi più audaci a cui uno scrittore può ambire: esprimere un linguaggio limpido e scorrevole, una prosa elegante, agglutinando e fondendo cultura umanistica e cultura scientifica. Attento a ciò che i greci chiamavano paidéia e Cicerone indicava con il concetto di humanitas, l’autore palesa una visione antropologica ed etica della scienza ed è fortemente motivato ad operare contro la malattia e la sofferenza per l’affermazione della sacralità della vita. Che costituisce il massimo di nobiltà della cura e della medicina. Un’operazione da far tremare le vene ai polsi di qualsiasi neuro scienziato”.

 

Guido Brunetti ha esercitato attività clinica come libero professionista e nei Centri medico-psico-pedagogici, Istituti per disadattai e insufficienti mentali, Centri di riabilitazione neuropsichiatrica, Consultori familiari. Ha svolto altresì attività presso il Ministero di Grazia e Giustizia, Tribunale di Roma, Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Ha collaborato alla Cattedra di Neurologia dell’Università La Sapienza di Roma con il professor Raffaello Vizioli, neuro scienziato di fama mondiale, e poi con il Dipartimento di Scienze Psichiatriche della medesima Università, dove ha tenuto lezioni al corso post-laurea di Psicopatologia diretto dal professor Francesco Bruno.
Ha ricevuto molteplici premi e riconoscimenti per “gli alti meriti culturali e scientifici della sua opera e per le sue elevate qualità umane, intellettuali e morali”.
Il Presidente della Repubblica, in considerazione di “particolari benemerenze”, gli ha conferito:

  • L’onorificenza di Ufficiale con decreto 27.12.2003;

  • L’onorificenza di “Benemerito della Cultura e della Scienza” con decreto 20.4.2006.

Il Papa Giovanni Paolo II, oggi San Giovanni Paolo II, lo ha nominato “Cavaliere dell’Ordine di San Silvestro Papa” il 9.12.2004.

 

Autorevoli studiosi hanno sottolineato che i suoi libri, scritti in uno stile rigoroso, chiaro e attraente, rappresentano un notevole contributo alla conoscenza del cervello, della mente e della coscienza, e ai formidabili progressi delle neuroscienze. Ciò che esprime la sua peculiarità e lo differenzia dagli altri autori è il “valore aggiunto” (Albanese) della sua concezione scientifica, umanistica e spirituale dell’essere umano e del mondo. Uno dei grandi meriti di Brunetti - precisa Vizioli - è la sua rilevante capacità di integrare e amalgamare discipline umanistiche e discipline scientifiche, e cioè la molteplicità dei saperi. Un raro esempio di come possano coesistere l’umanista e lo scienziato.

 

Per comprendere il pensiero di Brunetti dobbiamo partire dall’atto di nascita della speculazione filosofica sulla mente, la quale coincide con la teoria di Platone sull’immortalità dell’anima e sulla trascendenza, sull’esistenza di un aldilà metafisico. Questa concezione è ripresa da Aristotele e poi sviluppata dal pensiero medioevale. In età moderna, il termine mente assume un ruolo centrale, soprattutto per merito di Cartesio, il quale delinea una prospettiva metafisica dualistica, affermando che ogni essere umano possiede un corpo (res extensa)e una mente (res cogitans).
E’ solo nel Novecento che la ricerca sul cervello e la mente diventa una disciplina autonoma dagli ambiti che l’avevano in precedenza inglobata (metafisica, etica e religione) e diviene oggetto di studio delle nuove neuroscienze. Nel suo significato originario, il concetto di mente - chiarisce l’autore - rimanda al termine anima, spirito, pneuma, soffio.
Negli anni Sessanta del secolo scorso, comincia a imporsi, come reazione al comportamentismo e alla psicoanalisi, una linea di pensiero che dà origine alle scienze cognitive, le quali si propongono di studiare la struttura e il funzionamento del cervello e della mente. La ricerca, in tal modo, abbandona la pura analisi filosofica per collocarsi come indagine empirica fondata cioè sui riscontri scientifici sperimentali.
La nascita delle nuove neuroscienze sottrae il controllo di anima, mente e coscienza dal pensiero filosofico e teologico
Nella concezione dei neuro scienziati, cervello e mente non sono considerati due elementi “distinti” operanti su piani separati, ma rappresentano una “unica realtà”. La mente viene assunta come entità biologica, fisica e dunque c’è “identità” di anima e corpo. Si tratta di una teoria che segna il passaggio dal dualismo metafisico di Platone e Cartesio (anima immateriale e corpo) al monismo, all’unità di mente e cervello. In questo modo, si opera un “riduzionismo” dell’anima immateriale alle funzioni fisiche e psichiche. L’anima è vista come “prodotto” del cervello. Tutto è creato dal cervello. Anima, spirito, mente, coscienza e conoscenza sono eventi dell’attività cerebrale. Tutti i processi mentali, normali e patologici, “dipendono” dalle funzioni del cervello.

 

L’anima è nient’altro che parte del soma, una funzione del corpo. E’ la teoria dell’anima materiale, della mente “incarnata”. Mente e cervello sono dunque “identici”. E’ la morte dell’anima (Barret).
Nonostante abbiano conseguito straordinari progressi, finora le neuroscienze non sono riuscite a svelare i segreti e i misteri del cervello, della mente e della coscienza.
In realtà, quando pensiamo alla mente restiamo sconcertati, come dice il neuroscienziato Damasio. “Di che cosa è fatta la mente? Proviene dall’aria o dal cervello? Affermare che essa è generata dal cervello è una risposta “insoddisfacente”. Come fa il cervello a costruire la mente? E’ un mistero insolubile, un “mysteriumtremendum” (R. Otto). Infatti, le proprietà della mente sono “diverse” da quelle della materia visibile. Non c’è quindi da stupirsi se la mente sembra possedere una natura non fisica, immateriale.
Siamo un corpo, siamo materia. Ma - scrive Gazzaniga - c’è anche l’essenza che non è visibile, ossia la parte psichica, il pensiero, lo spirito, l’anima. Il corpo fisico senza l’essenza è “un nulla, uno zombie, un robot”. Siamo oggetti animati, soggetti alle leggi fisiche. Ma abbiamo anche proprietà mentali che non sono soggette alle leggi fisiche. La mente è un’entità immateriale, atemporale e spaziale, la quale” non coincide necessariamente con il soma e dunque non è limitata al cervello, ma coinvolge altre dimensioni, come quelle spirituali (Bateson).
Nell’inconscio di ogni individuo - aggiunge R. Otto - è già presente il senso profondo dello “spirituale” e del “sacro”. Il divino si manifesta come “Mysterium Tremendum”, come il nascosto, il non rivelato, che affascina e sconvolge, attrae e sbigottisce con la sua “Tremenda Majestas”. Perché dunque non possiamo pensare che oltre al corpo ci sia un’anima? Perché non immaginare che non siamo un’anima “incapsulata” nel cervello?
Tra materia (il cervello) e sostanza immateriale (l’anima), tra dimensione naturale e dimensione soprannaturale, trascendente, l’uomo - come concorda Popper - è un essere spirituale. Non dobbiamo perciò escludere una visione spirituale degli individui e una visione biologica. Alcune ricerche al riguardo mostrano “l’irriducibilità” della mente ad una semplice funzione del cervello (Pensoe, Damasio). “Se la mia ferma persuasione - dichiara Cicerone - che l’anima è immortale dovesse rivelarsi un’illusione, è per lo meno un’illusione piacevole e me la terrò cara fino all’ultimo respiro”. “Se distruggessi nell’uomo la fede nell’immortalità - asserisce Dostoevskij - non solo l’amore, ma tutte le forze vive che mantengono in vita il mondo inaridirebbero”. Inoltre, “nulla più sarebbe immorale, tutto sarebbe permesso, anche il cannibalismo”.
Sostenere dunque che l’unica realtà è quella empirica, che i fatti sono più importanti delle credenze è “negare” all’umanità le sue speranze e i suoi sogni (de Waal). Alcune realtà esistono, altre sono sogni nei quali “ci piace credere”. Un giorno, le neuroscienze forse potranno riuscire a risolvere questo millenario enigma. Finora, non esiste alcuna certezza. Permane la contrapposta alternativa tra “unità” mente-cervello (monismo) e “distinzione” corpo-mente, fra “res extensa” e “res cogitans” (dualismo).

 

Poiché la soluzione del riduzionismo materialistico non riesce a “spiegare” la nostra anima, facendola semplicemente “coincidere” con il cervello, il venire alla luce di ogni individualità unica si trova, per il neuro scienziato John Eccles, “al di là dell’indagine scientifica”, essendo il risultato di “una creazione soprannaturale di ciò che è chiamato anima”. Siamo costretti ad “attribuire” l’unicità dell’Io o anima a una “creazione spirituale soprannaturale”. L’anima dunque è “creata da Dio e interagisce con il cervello. Un’altra spiegazione “non è possibile”. E’ il Dio trascendente di Einstein, il quale sostiene che chiunque sia seriamente coinvolto nella ricerca scientifica, si convince che “le leggi della natura manifestano l’esistenza di uno spirito immensamente superiore a quello dell’uomo e davanti al quale noi ci dobbiamo sentire umili”. Anche Antony Hewish, premio Nobel per la fisica, concorda con Einstein quando afferma che dall’osservazione scientifica arriva un “messaggio” molto chiaro: “l’universo è stato prodotto da un essere intelligente”.
Un altro grande scienziato, Louis Pasteur, infine dichiara: “Poca scienza allontana da Dio, ma molta scienza riconduce a Lui”.
Sta di fatto che nel solco di una concezione millenaria, la scienza - sostiene con forza Jacob, premio Nobel per la medicina - è “fondata” sulla dottrina di un “universo ordinato, creato da un Dio che rimane fuori della natura e lo governa per mezzo di leggi”.

 

Sulla base di queste argomentazioni, noi riteniamo - spiega Brunetti - di aggiungere all’uomo razionale di Cartesio, che vive a “due dimensioni”, quella fisica e quella psichica, l’irrinunciabile sfera spirituale. E’ l’essere umano a tre dimensioni. Tutto intero: corpo (cervello), mente e anima. E’ la dimensione trinitaria già postulata da Platone, Aristotele, Freud e dal grande neuro scienziato Mac Lean. Tutti e tre costituiscono un cervello unitario, quindi un cervello “uno e trino”. E’ la concezione della persona vista a tre livelli: fisico, psichico e spirituale.
In questa concezione trinitaria dell’essere umano, sembra convergere anche la grande letteratura. In particolare, Dostoevskij, Tolstoj e Turgenev delineano un’antropologia trinitaria della persona concepita come unità fisica, psichica e spirituale. La loro opera esprime l’anelito dell’uomo a superare se stesso e a porsi al di sopra della propria dimensione biologica e psichica per rivelare la propria radice trascendente e la presenza in lui del divino. Dio, per l’autore di “Delitto e castigo”, è “necessario” per l’ordine del mondo. E se non ci fosse, “bisognerebbe inventarlo”.
Ci troviamo nel solco della concezione paolina e husserliana, la quale distingue nell’uomo un pneuma, un’anima, una sostanza spirituale, l’unica in grado di spiegare la misura del trascendente. Un essere che si costruisce con una interiorità - osserva Dostoevskij - a “immagine di Dio”. Quell’immagine di Dio, quel centro divino che è presente nel cervello, come hanno mostrato alcune recenti ricerche neuro scientifiche. Per noi - dice Brunetti - è una mirabile assonanza di molteplici saperi.
Su queste basi, Brunetti disegna una straordinaria concezione nella quale si riversano scienza, filosofia e spiritualità. Riteniamo trattarsi di una visione filosofica e neuro scientifica di portata “rivoluzionaria”, la quale include una nuova proposta di umanesimo scientifico tale da superare l’idea delle due culture, articolando e unendo saperi sinora disgiunti. Emerge in questo autore un concetto dell’uomo e del mondo destinato ad aprire nuovi e affascinanti scenari nella comprensione del cervello, della mente e della coscienza, ossia dell’esistenza.

 

Il problema della mente è, come scrive Popper, ancora un “mistero grande quanto l’origine della vita, il problema più difficile e profondo” della filosofia e delle neuroscienze. I più autorevoli neuro scienziati, da Penfield ai premi Nobel, Eccles e Sperry, si sono inchinati di fronte all’enigma della mente. Dobbiamo continuare - sostiene Brunetti - ad indagare, come ci mostra l’intera storia del pensiero occidentale, dai Presocratici ai giorni nostri. Nella “Logica della scoperta scientifica”, Karl Popper attesta che “non è il possesso della conoscenza, della verità irrefutabile, che fa l’uomo di scienza, ma la ricerca della verità”. “Nella speranza - conclude Guido Brunetti - di pervenire un giorno a scoprire l’origine della vita, della mente e del pensiero. Negli ultimi anni, le neuroscienze hanno scoperto più cose sul funzionamento del cervello che nei precedenti cinquemila. Questi progressi stanno producendo una rivoluzione scientifica diretta a sconvolgere non solo i metodi di diagnosi e cura in medicina e psichiatria, ma la nostra stessa visione del mondo e dell’uomo e le nostre millenarie concezioni a partire dai sistemi filosofici”.

 

Schede dei libri

 

Le Ali dell'Anima. Dal neurone al pensiero, Edizioni Neuroscienze.net, 2015

“Un titolo suggestivo, evocativo, poetico, ‘a conferma - scrive il professor Rapisarda - delle notevoli capacità dell’autore di fondere discipline umanistiche e discipline scientifiche, un must filosofico, scientifico e letterario non disgiunto da tensione etico-spirituale, fatto che conferma quanto già sostenuto da altri studiosi, ossia che Brunetti esprime una cultura universale. Il bellissimo titolo dell’opera è una metafora dell’anima, da Dante chiamata ‘l’angelica farfalla’, la quale da sempre anela a dispiegare le sue ali in un aldilà trascendente, metafisico, libera di volare verso luoghi e tempi lontani e misteriosi. Questo volume si rivela un altro, prezioso contributo al meraviglioso lavoro che da anni Brunetti sta portando avanti nel progresso della cultura e della scienza. Per questi suoi alti meriti è stato insignito dal Presidente della Repubblica del diploma di “Benemerito della Cultura e della Scienza (2006)”. (Francesco Albanese)
Quel fascino ambiguo del cervello, Campanotto Editore, 2013 “Il libro del collega Guido Brunetti è straordinariamente ricco di conoscenze neuro scientifiche, genetiche, psichiatriche e filosofiche. E’ un’opera di altissimo livello culturale e scientifico. Nell’esaminare efficacemente le nuove acquisizioni sul cervello, l’autore affronta saggiamente il rapporto mente-cervello con i cento miliardi di neuroni e un milione di miliardi di connessioni neurali, in relazione ad altri importanti temi, come l’anima, linguaggio, arte, religione, morale”. (Vincenzo Rapisarda)
Le misteriose finestre dell'anima, Campanotto Editore, 2011
“Il libro comprende un excursus molto ampio su ciò che oggi ‘bolle in pentola’ nella nuova scienza del cervello, dalla teoria alle applicazioni nei vari campi delle neuroscienze, della medicina e dello sviluppo umano. Il tutto espresso, o meglio narrato, con rigore scientifico e un linguaggio piano e accessibile anche ai non specialisti. Che è la cosa più difficile quando si ha a che fare anche solo marginalmente con questioni scientifiche. Brunetti è uno dei pochi autori capace di scrivere un libro su temi cosi incredibilmente intriganti, sfuggenti e inafferrabili, come il cervello, la mente, la coscienza”. (Edoardo Boncinelli)
Pillole per vivere sereni e felici, Campanotto Editore, 2007
Una lettura godibile. E di notevole interesse neuroscientifico, morale e filosofico. L'opera, che appartiene alla letteratura sapienziale, comprende una raccolta di pillole, cioè di aforismi, che si rivelano come vitamine emotive e mentali, capaci di indurre sedazione; generare sensazioni di benessere, quiete interiore e serenità; rinvigorire lo spirito e incrementare le cellule del cervello. Contro il malessere esistenziale, le inquietudini, l’ansia e lo stress suscitati dalle vicende quotidiane. Le pillole possono produrre effetti tonificanti e rivelarsi dunque giovevoli e benefiche. (Francesco Bruno)
Più grande del cielo più profondo del mare, Ed. Universitaria Romana, 2006
Il libro ci trasporta nel mondo fantastico del cervello, svelandoci innumerevoli misteri della sua strabiliante complessità e aprendo nuove affascinanti finestre nel campo della coscienza, della mente e dell'uomo in virtù degli straordinari metodi di brain imaging. Studiare come funziona il cervello equivale a focalizzare l'interesse sulle più intriganti, essenziali e misteriose modalità di funzionamento della mente. L'opera è un'appassionante esposizione degli attuali, stupefacenti progressi in materia. La brillantezza della scrittura rende la lettura piacevole e fluente. (Raffaello Vizioli)
I colori della mente, Edizioni Associate, Roma 2004
Il cervello e la mente dai mille colori. Un'armonia del creato. Con i suoi cento miliardi di neuroni, che sviluppano cento trilioni di interconnessioni, il cervello umano è il fenomeno più complesso dell'Universo conosciuto. La comprensione della multiforme rete tra i linguaggi del cervello e della mente oggi viene considerata come !'ultima frontiera delle neuroscienze. Opera esemplare per rigore scientifico, ampiezza culturale e uno stile limpido, rapido e brillante, "I colori della mente" pone il Brunetti tra gli autori più competenti e interessanti nel campo della letteratura saggistica. (Francesco Bruno)
Questioni di psicopatologia, Pellegrini Editore, 2002
Il volume presenta una trattazione chiara e puntuale dei molteplici aspetti legati alla comprensione del cervello e della mente, al rapporto tra letteratura, medicina e sofferenza, allo sviluppo mentale del bambino, ai processi di apprendimento, alla devianza, all'invecchiamento, alla medicina cinese, alla violenza sessuale sulla donna. "Brunetti si conferma un autore competente e limpido: un merito non da poco". (R. Vizioli)
Sviluppo umano e sua patologia, Roma 1996
Comprende una serie di scritti, che offrono un prezioso contributo allo studio e alla comprensione dello sviluppo umano e delle sue forme psicopatologiche. Un ampio corpus di conoscenze che permette di evidenziare tutto un universo di idee e contenuti da cui inferire una visione globale dell’essere umano.
Psicoanalisi e arte, Edizioni Marval 1982
Brunetti ci propone un'analisi stimolante dell'evoluzione sul rapporto tra processi creativi e psicoanalisi, cercando di coglierne gli aspetti fondamentali e rendendoli accessibili anche al lettore non specializzato. (Maurizio M. Formica)
Igiene mentale e formazione, Editore Cannarsa 1981
Il libro affronta i complessi problemi sul benessere mentale e la formazione di insegnanti, psicologi, terapisti e assistenti sociali. Un libro limpido, esatto, persuasivo, e ossigenato da principi generali. (Maria Teresa Gentile)
Lo sviluppo psichico del bambino, Edizioni Istituto di Riabilitazione, 1980 Attraverso una scrittura chiara e densa, Brunetti presenta una rassegna delle più accreditate teorie sullo sviluppo umano, toccando anche gli aspetti più importanti dei processi neuromotori.
Assistenza all'infanzia, Edizioni AIAS 1975
"Assistenza all'infanzia" offre come un'epitome essenziale e precisa di tutte le ricerche compiute dalla scienza nei confronti delle questioni minorili e delle soluzioni ottimali da attivare. (Luigi Volpicelli)
Studi e orientamenti, Edizioni Assoc. S.M. delle Grazie, Lodi 1975
L'autore analizza i molteplici aspetti relativi alla genesi e al trattamento del comportamento deviante. Nel quale confluiscono differenziati sintomi di natura psichiatrica e criminologica.
La condizione giovanile e il disadattamento, Argalia, Urbino 1974 Un'esposizione storico-critica delle teorie e della pratica delle pedagogie speciali nonché delle diverse concezioni psicologiche e sociologiche sulla condizione giovanile e il disadattamento. (Lucio Lombardo Radice)
Il disegno nella vita del fanciullo, Edizioni Nuova Rivista Pedagogica 1972
Il disegno è forse il metodo più usato per valutare l'intelligenza e lo sviluppo mentale; rivelare molteplici aspetti della personalità ed evidenziare espressioni simboliche e caratteristiche nascoste dell'animo infantile. (Anita D’Aloisio)

 

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