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Vecchio 07-10-2005, 14.28.18   #18 (permalink)
VanLag
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Messaggio originale inviato da marcoscari
ps: In ogni caso, VanLag hai detto un imprecisione....il Buddhismo...prima di andare in altri luoghi, e' esploso in India...per esempio il Primo il Secondo e il Terzo Concilio, a cui hanno partecipato un numero molto alto di Arahant (specialmente al Primo) dove si sono tenuti??? Il Buddhismo e' andato in SriLanka, Thailandia, Tibet, Cina e cosi' via secoli dopo della predicazione del Buddha....nel mentre si e' sviluppato in india...poi da li' e'scomparso a causa, probabilmente, delle sanguinose invasioni musulmane
Si hai ragione. Volevo dire che nei due casi, l’esplosione di queste due grandi religioni è avvenuta fuori dalla loro terra di origine. Il Buddismo è nato certo in India ed ha iniziato a svilupparsi lì, ma non è mai stato prevalente, così come non lo sono mai stati il Jainismo, o il Sikkismo o le migliaia di altre correnti e religioni presenti in India.

Ma anche tu dici una imprecisione. In India non furono tanto le sanguinose invasioni islamiche che ridussero il Buddismo, bensì la capacità intrinseca dell’Induismo di fagocitare ogni altra dottrina o ideologia nel seno del suo potentissimo sistema filosofico, il quale è strutturato, fin dalle sue vere origini, per fagocitare e metabolizzare ogni ideologia.

Questa è una peculiarità che ha sempre caratterizzato l’Induismo che si è, fin’ora, dimostrato in grado di acquisire e metabolizzare ogni culto diverso inserendolo nel proprio sistema di pensiero. Agli albori della sua storia, dopo l’invasione degli Indo-europei, sembrò che la religione chiusa e dura degli invasori prendesse il posto dei culti locali, mentre in realtà quello che stava succedendo era che la preesistente religione dei popoli autoctoni stava fagocitando il Vedismo. Questa è una peculiarità che ha sempre caratterizzato l’Induismo che si è, fin’ora, dimostrato in grado di acquisire in se ogni culto diverso inserendolo nel proprio sistema di pensiero.

Già nel 700-600 A.C. in alcune Upanishad, si cominciano a vedere i frutti di questa lenta ma profonda opera di sincretismo culturale e spirituale. Diversi elementi della tradizione Vedica iniziano ad arricchirsi di stimoli, apporti, contributi della religione, della metafisica a volte dello stesso rituale proto-magico delle popolazioni aborigene dell’India, in modo particolare, di quelle di razza Dravidica.
Al posto della richiesta di protezione a divinità dispensatrici di grazia subentra sempre di più l’aspirazione a cogliere, mediante la pratica della meditazione, l’Assoluto, (il Brahman), e penetrare la forza che pervade tanto il singolo essere umano quanto l’intero universo. Questo sincretismo religioso porta anche a compimento la teoria della trasmigrazione delle anime che vede la vita dell’essere umano come il risultato delle precedenti esistenze, (Karma).
Lentamente la trimurti ariana viene sostituita da un’altra trimurti: Brhama, (il creatore), Vishnu, (il conservatore), Shiva, (il distruttore). Al fianco degli dei appare una costante controparte femminile. Ogni divinità importante viene ad avere una sua compagna, segno tangibile dell’incontro con le culture delle popolazioni di origine locale, molte delle quali conoscevano una religiosità matriarcale e lunare. Il culto della Dea Madre riprende piede e rifioriscono il Shaktismo ed il Tantrismo che si ispiravano all’energia cosmica femminile.

Ma qui siamo decisamente O.T. e poi parlare di storia parlando di induismo è altamente pericoloso.

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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini

Ultima modifica di VanLag : 07-10-2005 alle ore 14.36.42.
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