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Messaggio originale inviato da Elijah
Hai trovato degli interessanti testi VanLag, però mi sembrano essenzialmente più contro la tradizione cattolico-romana, che contro la sacra scrittura in sé - escludendo il discorso dell'ellenismo.
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Ciao Elijah,
E su cosa appoggiano le fondamenta le scritture se non sulla tradizione?
Sapere che l’atmosfera calda e festosa dei giorni natalizi non nasce dall’amore di Dio ma è una continuazione di una tradizione dei nostri antenati romani che festeggiavano i saturnali, può dare una diversa chiave di lettura a ciò che stiamo facendo ed a ciò in cui stiamo credendo e da quella diversa chiave di lettura può nascere la voglia di scoprire quale sia la “verità” vera.
In Roma il giorno del Sol Invictus veniva a concludere una festività più antica, ma ugualmente intesa a celebrare il rinnovarsi della natura: la festa dei Saturnali. Prendendo spunto dalla mitica età del dio Saturno, che sarebbe stata un’era di felicità, di pace e di fratellanza fra tutti gli uomini, i romani in quei giorni si abbandonavano a commoventi manifestazioni di affetto e di cordialità. Era persino riconosciuto agli schiavi il diritto di sedersi a tavola coi padroni e di farsi da loro servire.
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Messaggio originale inviato da Elijah
Per ciò che concerne Pilato sono poi molto le tesi! Esistono molti apocrifi pure su di lui... tutti interessanti e anche diversi tra loro come esito per Pilato (una volta diventa santo!!!, un'altra viene giustiziato dall'imperatore romano, ecc)
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Pilato è?
Una assai valida ragione che induce qualcuno a dubitare persino del processo condotto da Pilato è la mancanza assoluta, negli archivi imperiali, di una sua relazione a Roma, come sarebbe stato doveroso per un avvenimento del genere, e di qualche accenno da parte degli storici posteriori. I cristiani hanno voluto colmare la lacuna con un falso: infatti è stato facilmente dimostrato che il documento, gli Acta Pilati, è una apocrifo del 4° secolo d.C.
Storicamente si sa che Pilato venne destituito nel 36 dal proconsole della Siria Vitellio, in seguito a deposizione dei samaritani, per avere egli represso con eccessiva crudeltà una loro manifestazione di protesta, e che venne esiliato a Vienna.
La riabilitazione di Pilato è invece evidente nei Vangeli canonici ed anche in molti apocrifi, tanto che in Abissinia la Chiesa Copta ha addirittura posto nel novero dei santi quel cuore pusillanime, ma “già cristiano”, dice Tertulliano, “nella sua intima convinzione”. E così pensa anche qualche moderno teologo come H. Schlier.
La presunta conversione di Pilato è raccontata in una pagina frammentaria di un antico manoscritto egiziano del Vangelo secondo Giovanni, ora conservato nella John Rylands Library a Manchester. Molto più diffusamente ne parla un apocrifo in lingua etiopica, detto Vangelo di Gamaliele, scoperto in questi ultimi anni da uno studioso dell’università di Friburgo, il padre Van den Oudenrijn.
Nel testo si immagina che Pilato, dopo la condanna di Gesù si lamenti di essere stato costretto da Erode e dai sacerdoti Caifa e Hanan e disperato si converta alla nuova fede. L’episodio si chiude con le parole: “ora Pilato, stando nel suo triclinio, parlava dei miracoli di Gesù con sua moglie Procula ed ecco dalle nuvole levarsi una voce che disse loro: “Pilato conosci tu le anime di coloro che si involarono su questa nuvola verso il paradiso? “ Sono il ladrone resuscitato ed il centurione. Anche tu, a tua volta, verrai decapitato a Roma. La tua anima s’involerà insieme a quella della tua donna nella Gerusalemme celeste”.
Un cenno alla moglie di Pilato è anche in un versetto del Vangelo secondo Matteo in cui è detto che , mentre Pilato sedeva in tribunale intento a interrogare Gesù la donna gli mandò a dire: - non fare nulla a quel giusto perché oggi ho sofferto molto in sogno per cagione di lui. –
Il nome della moglie di Pilato, oltre che dal su citato Gamaliele ci è dato da un altro apocrifo, detto Vangelo di Nicodemo, al secondo capitolo si dice: - essa è chiamata Claudia Procura, “donna pia e giudaiccizante”. Procula è venerata come santa dalla chiesa ortodossa.
Il racconto a Procula è stato inserito in codesti Vangeli per edificazione delle matrone greche e romane, molte delle quali, anche prima del cristianesimo, erano attratte dalle religioni misteriche orientali e qualcuna si era persino convertita al giudaismo.
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Messaggio originale inviato da Elijah
Se hai tempo, VanLag, cosa che io non ho ora, ti chiederei di andare a fare una ricerca nella seguente direzione...
cosa si dice e si sa sugli ebioniti, sui nazarei, e sugli ebrei converiti al cristianesimo; con i loro rispettivi vangeli (che ora come ora non possediamo più): Vangelo degli Ebioniti, Vangelo dei Nazarei e Vangelo degli Ebrei ??
Se hai tempo e voglia di cercare...
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Chi ha tempo non aspetti tempo……..
Ma come si fa a cercare qualche cosa su dei testi che non possediamo più? D'altro canto quello che si dice, (le voci del popolino) non possono sostiturirsi alla storia.
Poi, veramente non è che ne abbia molto e per di più quando trascrivo questi testi non faccio coppia e incolla da qualche sito, ma leggo da un libro scritto piccolissimo, un po’ ingiallito, coi fogli che si staccano ed appoggiato su un piano nel quale fatica a starci la tastiera. Leggo focalizzo il senso e trascrivo a mano. (VanLag l’amanuense).
A parte quella fatica c’è anche quella di estrapolare i brani per argomento. Ad esempio ora che mi è venuta questa “mania” di trovare le influenze dell’ellenismo in rapporto ai vangeli, sto rileggendo tutto il libro per estrapolare dove sono evidenziati questi punti.
Se poi aggiungi che mi lascio trasportare da qualsiasi cosa che mi incuriosisce lanciandomi in altre mille ricerche, vedi che di tempo non è che me ne resti molto anche perché lavoro ho una moglie ed altri interessi.
Adesso comunque l’intenzione è di non mollare questa ricerca …… poi si vedrà.
P.S. Dimenticavo il corsivo è tratto dal libro "La vita di Gesù" di Marcello Craveri.