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Vecchio 07-11-2002, 11.23.46   #2 (permalink)
kri
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Ho sempre amato Nicolò Machiavelli e il suo pensiero, lo trovo modernissimo, a volte bisognerebbe rispolverarlo … adesso provo a rispolverare i ricettori del dimenticatoio della mia mente … dunque …

nel pensiero di N. Machiavelli la politica si struttura in base alla conformazione dell’animo umano. Cioè una situazione di ordine-disordine, egli ritiene che per il disordine l’uomo ha una vera e propria vocazione. L’uomo secondo M. è strutturato in maniera tale da voler avere tutto e da voler aspirare a tutto. Non avendo i mezzi per poterlo ottenere esso vive in una continua instabilità e insoddisfazione (niente è più attuale di questa analisi). “L’incontentabilità” dell’animo umano porta l’essere ad oscillare tra il bene e il male, tormentandosi nel male, ma poi avverte la necessità del bene e lo va cercando. Ottenuto non lo soddisfa e di nuova si tormenta nel male.
M. ritiene per questo l’uomo corrotto e malvagio (proprio per sua natura e ricerca del terreno) e tutto questo suo pensiero si esprime nel Principe.
Tutto ciò che muove l’essere umano all’azione non nasce dall’ “alto” ma dal “basso” inteso come valori. L’uomo viene mosso dalla cupidigia e dall’ambizione di potere e dominio.
Ecco allora che la politica deve mirare a liberare l’uomo dal disordine del suo stesso essere. In M. è viva la convinzione che per far ciò il Politico deve rivolgere lo sguardo al passato e studiare e analizzare i fatti per poter realizzare il presente, cioè la politica diventa criterio di interpretazione della storia (sarebbe anche questa una analisi profonda del nostro presente).
Ecco che il principe per poter riportare ordine e disciplina DEVE poter utilizzare tutti i mezzi necessari. Tali mezzi vengono suggeriti dall’analisi storica e una volta presa una decisione lo stato e il Principe diventano “prigionieri” degli eventi che ne scaturiranno. E’ quindi necessario uno studio approfondito. Tra l’altro M. fa notare quanto sia importante che il principe sappia bene cosa promettere o meno e non menta riguardo le aspettative, perché egli deve fare del tutto per non farsi odiare. Ma se poi non può mantenere deve poter trovare una giustificazione al suo operato, che sia legittima e che richiami veridicità, ad ogni costo, perchè è importante che il popolo lo ami. Il potere deve essere mantenuto attraverso l’immagine che il Principe dà di se. Ovvero M. si pone questa domanda: è meglio essere amato o temuto; crudele o pietoso? Naturalmente verrebbe da dire amato e pietoso. Ciò porterebbe il popolo a ben volere il Principe (bisogna leggere Principe come stato) ma anche a considerarsi libero di fare ogni cosa in quanto il buon Principe perdona con amorevole pietà. Allora è più prudente fare un atto di crudele fermezza che porta il popolo a temere e rispettare il suo Principe. L’amore passa il timore no.Tutto ciò può evitare mali maggiori.
Il Principe istaura quindi un rapporto di “passioni” di emozioni con il popolo, egli deve utilizzare sempre la forza e l’accortezza.

Basta altrimenti proseguo per chilometriche parole. Ma quando ho letto l’argomento non ho potuto fare a meno di intervenire e dire la mia … cioè la Machiavellica parola.
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