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Forse non mi sono spiegato ....
Dal punto di vista del valore intrinseco di un bene, hai ragione Franco1.
Ma io ho parlato di potere d'acquisto.
Se creo ricchezza aggiungendo il valore del mio lavoro alla bruta materia, occorre che il bene che elaboro valga più del bene grezzo, e quindi ottengo più soldi per quel bene elaborato che nella mera rivendita o baratto.
Questo naturalmente prevede che il mio mercato sia più ricco, altrimenti non riuscirei a vendere nulla.
Se aumenta il prezzo, aumenta forzatamente il danaro che il mio cliente può spendere, altrimenti non vendo più nulla.
E qui torniamo al mio discorso: il potere d'acquisto. Se cento anni fa avessi proposto sul mercato una moderna autovettura, essa avrebbe avuto un prezzo (deflazionato al periodo storico) proibitivo per chiunque. In pratica si crea ricchezza intrinseca aggiungendo, come valore, il proprio operato, ma facendo tutti così (come del resto avviene) aumenta il valore di commercio di un bene ed aumenta la quantità di danaro disponibile al mercato (i consumatori). Se così non fosse non saremmo in grado di comprare alcunchè.
In pratica, se un bene grezzo vale 100, vuol dire che il mercato possiede cento denari per l'acquisto. Se vale 1000, vuol dire che il mercato possiede 1000, e così via.
Il potere d'acquisto è quindi un'altra cosa: esprime la capacità di possesso di un bene, indipendentemente dal valore intrinseco del bene.
Ciao!!
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May The Force Be With You!
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