|
eternità incarnata
Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,572
|
Citazione:
Messaggio originale inviato da Elijah
Olocausto o shoah?
-----
L'uso del termine "olocausto" per indicare la distruzione degli ebrei da parte del regime hitleriano e dei suoi alleati è da tempo contestato, principalmente proprio dal mondo ebraico. "Olocausto" significa letteralmente "abbruciamento totale" delle vittime offerte a Dio. L'innegabile suggestione del termine ha fatto velo a chi lo ha utilizzato per designare la catastrofe degli ebrei nell'ultima guerra. In realtà, la valenza religiosa intrinseca al termine "olocausto", ben presente in tutte le precedenti manifestazioni storiche dell'accanimento antiebraico, è pressoché scomparsa nella pratica distruttiva di Hitler. Se è vero, infatti, che ad Auschwitz fu il popolo ebraico e non un altro che si cercò di annientare, è però altrettanto incontestabile che quel popolo non fu assassinato per la fede che professava; furono uccisi, con gli adulti, bambini che neppure potevano professare una fede o possedere convinzioni personali; furono massacrati uomini e donne ebrei credenti, ma anche ebrei agnostici o convertiti ad altre religioni. La "ragione" della distruzione degli ebrei fu ridotta dall'ideologia nazista alla razza: a un falso pretesto biologico.
Questa volgare, prosaica circostanza ha posto alla teologia ebraica un grave problema. Se la progettata fine degli ebrei non può essere considerata come punizione di una colpa e neppure come martirio per la fede, quale Dio ha potuto permettere che esistesse Auschwitz?
Il filosofo ebreo Hans Jonas ha lucidamente enunciato il problema in questi termini: "L'ebreo, di fronte a un simile interrogativo, si trova teologicamente in una situazione più difficile del cristiano. Infatti, per il cristiano che attende l'autentica salvezza nell'al-di-là, questo (e in particolare il mondo umano a causa del peccato originale) è il mondo di Satana e conseguentemente un mondo non degno di fiducia, ma per un ebreo che vede nell'al-di-qua il luogo della creazione, della giustizia e della salvezza divina, Dio è in modo eminente il Signore della storia, e quindi di Auschwitz, per il credente, rimette in questione il concetto stesso di Dio che la tradizione ha tramandato". È dunque l'impossibilità di pensare la distruzione degli ebrei come un "olocausto" che impone di ripensare ex novo il Dio della tradizione. Di qui il fermento della ricerca teologica che "dopo Auschwitz" ha mobilitato il pensiero ebraico. Per quanto riguarda la designazione del fatto storico della distruzione degli ebrei, è così emersa l'esigenza di ricorrere a un termine diverso da "olocausto". Il termine ebraico shoah, teologicamente neutro, sembra a molti il più idoneo a sostituirlo. Shoah significa letteralmente "devastazione". È entrato nell'uso corrente come sinonimo-sostitutivo di "olocausto" grazie anche al magistrale lungometraggio realizzato da Claude Lanzman (Francia, 1985), intitolato, appunto, Shoah.
[mi scuso, ma non riesco a trovare la fonte di ciò che vi ho trascritto... autore, ecc.]
-----
Ad ogni modo, questi sono dettagli... importante è capirsi 
Appena ho tempo, spero di trovarlo in questo weekend, cerco di farti capire xk non ha senso dire che non ci sia stato alcun genocidio... JSM.
Per gli altri, quelli che hanno letto ciò JSM ha scritto, ma non sono intervenuti, dedico queste parole:
Tacendo, facciamo esattamente come volevano i nazisti: facciamo come se quella cosa orribile non fosse mai accaduta.
(Bettelheim, Sopravvivere)
Il silenzio è il vero crimine contro l'umanità,
soggiunge Sarah Berkowitz, una sopravvissuta di Auschwitz.
E Ricordatevi,
la resistenza più massiccia e più subdola viene non dai sopravvissuti né da coloro che combattono la democrazia, bensì da tutti noi che non facendo parte né degli uni né degli altri siamo semplicemente persone al di fuori. Noi non abbiamo voglia di ascoltare la descrizione di certe esperienze estreme, perché ci mettono a disagio. Primo Levi racconta che a Auschwitz aveva regolarmente lo stesso incubo: uscito dal lager, torna a casa e fa un resoconto dettagliato delle sue disavventure. Ma all'improvviso si accorge che nessuno dei presenti lo ascolta. Parlano tra loro e neache lo ascoltano. Peggio ancora, si alzano e se ne vanno senza parola (Se questo è un uomo)
T. Todorov, Memoria della Shoah
Elia
|
e no, un momento! Qualcuno qui si è già espresso abbastanza e se ora non lo fa è solo perché ha capito che è inutile. Il capo topico (come direbbe il Pensiero) la pensa in un determinato modo, io ed altri in modo diverso. Non credo che tacere di fronte ad uno scritto sia lo stesso che aver taciuto di fronte a una realtà triste, anzi tristissima. Io non ho la pretesa di obbligare chicchessia a pensarla come me. Basta che non mi si obblighi a pensarla come lui. 
__________________
Fabrizio
La risata è il fenomeno più sacro che esista sulla terra,
perchè esso è la vetta più alta della consapevolezza.
La vita intera è una grande barzelletta cosmica.
(Osho)
|