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Vecchio 23-10-2005, 18.47.38   #52 (permalink)
Elijah
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Uno storico pro-Shoah cercherebbe di far notare che i nazisti appena potevano uccidevano, maltrattavano, schernivano gli ebrei, e non avevano alcuno scrupolo a riguardo, come se fosse una cosa lecita, normale, quotidiana, permessa da qualcuno... qualcuno che FORSE era proprio il Führer, quell'uomo strano, baffuto, ma con un carisma fuori dal comune. E uno storico pro-Shoah, cercherebbe di provare tutto questo senza toccare minimamente l'argomento "camere a gas", così da fare felici i revisionisti.

Primo punto:
LA RIVOLTA DEL GHETTO DI VARSAVIA:
Il 22 luglio 1942 il capitano delle SS Hoffle si presentò al Consiglio ebraico del ghetto di Varsavia, imponendo la consegna di 5000 ebrei al giorno, a cominciare da quelli che non avevano lavoro. La polizia ebraica doveva operare la selezione. Qualche giorno dopo il numero richiesto salì a 7000. Il presidente del Consiglio ebraico, Czerniakow, non sopportando di essere complice dei tedeschi, si suicidò. Il grande ghetto di Varsavia, una città di mezzo miglione di abitanti, si spopolò in fretta, mentre il campo "di sterminio" di Treblinka funzionava a pieno ritmo. Sopravvivevano forse 70'000 ebrei quando ebbe inizio, il 19 aprile 1943, la rivolta coraggiosa e disperata del ghetto.
Hitler ne ordinò la totale distruzione.
Per piegare la resistenza degli insorti, le SS dovettero utilizzare l'artiglieria pesante che ridusse il ghetto a un cumulo di macerie fumanti (16 maggio 1943).

Secondo punto:
Rimando al discorso che ho fatto in precedenza sulle Einsatzgruppen, quando i tedeschi uccidevano ancora in luoghi aperti senza farsi troppi scrupoli. (anni 41-42)

Terzo punto:
LE MARCE DELLA MORTE:
Soprattutto nel corso dell'ultimo anno di guerra i nazisti tedeschi trascinavano penosamente migliaia di persone di prigionieri in giro per la Germania, sotto gli occhi della gente comune. Che fine abbiano fatto queste persone è un mistero...
Nel suo libro, "I volenterosi carnefici di Hitler", Goldhagen definisce così le marce della morte:
"Erano l'equivalente appiedato dei carri bestiame; o, viceversa, i carri bestiame erano l'equivalente su ruote delle marce della morte. ... In entrambi i casi i tedeschi mostraroro il più assoluto disinteresse per il benessere, la dignità e la sopravvivena degli ebrei".

Quarto punto:
Come mai Himmler vietò espressamete di uccidere gli ebrei, quando stava negoziando con gli avversari la resa??? E come mai i tedeschi continuarono lo stesso a ucciderli? Non sarà forse che esisteva un ordine espresso dal Führer di eliminare gli ebrei?
Sempre Golghagen nel suo libro "I volenterosi carnefici di Hitler" afferma la seguente cosa:
I tedeschi non torturavano né uccidevano alla cieca; non erano, le loro, espressioni di personalità sadiche e genericamente abbruttite che si sfogavano su ogni possibile vittima. La crudeltà, la sete di sangue erano mirate, erano specificamente riservate agi ebrei; si decideva di torturare e di uccidere solo quando la vittima era ebrea.

Quinto punto:
Veramente strane le parole di Goebbels nel 1944:
L'annientamento degli ebrei non è una perdita per l'umanità, ma è altrettanto utile quanto lo sono la pena capitale e la custodia cautelare contro altri criminali.

Sesto punto:
Servono le parole di Höss sulle camere a gas, serve un ben che minimo stralcio di prova per capire cosa è successo agli ebrei?
E di nuovo chiedo ai revisionisti... che fino hanno fatto tutti quegli ebrei scomparsi dopo la II guerra mondiale...??? Si sono dissolti nel vento???

Settimo punto:
il revisionista dice che non crede nella shoah perché non ci sono prove a sufficienza per provarlo.... e io gli chiedo ora:
ma ci sono prove sul fatto che la shoah non ci sia mai stata????
Il silenzio e la mancanza di prove concrete da quando in qua ha mai dimostrato qualcosa????
Accetto la persona che dice che non sa se c'è veramente stato qualcosa; ma dire che NON c'è stato nulla è andare un po' troppo in là a mio avviso... NON ESAGERIAMO, ok?


Vi lascio con le parole di Primo Levi sui nazisti....
salvo eccezioni, non erano mostri, avevano il nostro stesso viso, ma erano stati educati male. Erano, in massima parte, gregari e funzionari rozzi e diligenti: alcuni fanaticamente convinti del verbo nazista, altri indifferenti, o paurosi di punizioni, o desiderosi di fare carriera, o troppo obbedienti.
(Primo Levi, I sommersi e i salvati)
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Si difende la verità non facendo soffrire l'avversario, ma prendendo la sofferenza su di sé.
(Mahatma Gandhi)
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