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Vecchio 24-10-2005, 21.02.05   #54 (permalink)
JSM
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REPLICA AL SESTO E AL SETTIMO MESSAGGIO DI ELIJAH
Anche sulle rappresaglie nei confronti degli ebrei, o le fucilazioni senza regolare processo, il revisionismo non ha nulla da ridire, a parte il fato che queste morti avvenivano, appunto, per reprimere rivolte, non per degli ordini superiori che dicevano di sterminare tutti gli ebrei che si trovavano sulla strada, solo per il fatto di essere ebrei.

Dopo aver riportato dei dati (di cui mi piacerebbe avere la visto che si parla di 33 mila fucilati tra il 29 e il 30 settembre del 1942, cioè, più di 33 morti al minuto, 24 ore su 24) del settembre del 1941 e poi del dicembre 1942 affermi:

“A dispetto dei "buoni" risultati, tuttavia, fu ben presto chiaro che la liquidazione degli ebrei non avrebbe potuto realisticamente compiersi con massacri oltretutto troppo visibili e che a volte turbavano gli stessi uomini che li compivano e la popolazione civile tedesca che ne veniva a conoscenza. Bisognava fare un lavoro più pulito, più discreto e, naturalmente, più efficace.”

Ti faccio notare che hai detto tu stesso che nella conferenza di Wannsee. Che si tenne nel 1942, si diede l’ordine di sterminio nei lager (anche se come dirò dopo non è vero), quindi queste fucilazioni “gratuite” erano, come dicevo in precedenza, azioni di repressione, non la precisa volontà di sterminare un popolo.

Sui numeri degli ebrei morti, cè davvero tanto da dire, quindi ti faccio rispondere da Jurgen Graf con questo documento.

Non è un caso che in campo di concentramento i prigionieri debbano essere trattati con “particolare durezza”. Ma da qua a vederci uno sterminio ce ne passa.

Per quanto riguarda la manodopera rappresentata dagli ebrei, non ho mai sostenuto che fosse l’unico motivo, bensi, era solo un motivo secondario. Comunque su questo argomento mi aspetto le risposte alle domande che ti ho fatto nel precedente messaggio.

La rivolte di “ghetto di Varsavia” e le “marce della morte” non c’entrano nulla con le tesi revisioniste. Nel ghetto di Varsavia ci fu una rivolta che venne repressa con il sangue, ma cosa centra con lo sterminio? La repressione, quindi, fu una conseguenza di una rivolta, non del piano premeditato di sterminio.

Dici che Himmler stava trattando con gli alleati e per questo chiese di sospendere lo sterminio, ma già anni prima aveva rifiutato "il metodo bolscevico dello sterminio fisico di un popolo per intima convinzione come non germanico e impossibile" (die bolschewistische Methode der physischen Ausrottung: eines Volkes aus innerer Überzeugung als ungermanisch und unmöglich)”.

Non è poi vero che i nazisti, dopo gli ordini di Himmler, continuarono ad uccidere gli ebrei. O meglio, continuarono le azioni di repressione, che finivano quasi sempre nel sangue.

Le azioni di tortura potevano pure esserci, ma non provenivano da ordini superiori, bensi dall’azione dei singoli. Casi di tortura ci furono in tutti i totalitarisma. Questo non ha nulla a che vedere con lo sterminio.

Gli ebrei scomparsi dopo la seconda guerra mondiale, non si sono dissolti nel vento. Spero che il documento sui morti da me inserito aiuti a farti capire la parzialità di alcune rilevazioni demografiche.

Non è esatto che il revisionista dice di non credere all’olocausto perché non ci sono prove per sostenere la Shoah. IL revisionista sostiene anche che ci sono prove contrastanti con la tesi ufficiale: oltre a documenti ufficiali, ci sono fotografie aeree di Auschwitz del 1944, perizie svolte sulle presunte camere a gas, mappe del campo, studi demografici, ecc.

La conferenza di Wannsee è un testo di 14 pagine, ma come fanno di solito gli anti-revisionisti, si prendono in considerazione poche righe, tentando di fare credere che con alcune parole si intenda volere sterminio. Non è cosi.

Questo è il passo della conferenza riportato in maniera minuta da Elijah:

Ora, nel quadro della soluzione finale della questione ebraica e sotto la necessaria guida, gli ebrei devono essere utilizzati all'Est nei compiti lavorativi giudicati più opportuni. Inquadrati in grandi colonne e separati per sesso, gli ebrei abili al lavoro saranno condotti in quei territori a costruire strade, operazione durante la quale senza dubbio una gran parte di loro soccomberà per riduzione naturale. Il nucleo che alla fine sopravviverà a tutto questo, e si tratterà della parte dotata della maggiore resistenza, dovrà essere trattato in maniera adeguata, poiché rappresentando il frutto di una selezione naturale, qualora fosse lasciato andare libero, dovrebbe essere considerato la cellula germinale di una nuova rinascita ebraica (si veda l'esperienza storica).

Questo passo potrebbe essere interpretato, o come volontà di sterminio degli abili al lavoro per non lasciarli liberi, o come trattamento adeguato (cioè molto duro) nel campo al fine di non lasciarli liberi, perché potrebbero rappresentare la rinascita ebraica.
Certo, si potrebbero fare queste due ipotesi se non esistessero pagine e pagine di questa relazione.

Per fare un esempio alcune righe più tardi si dice:

"È previsto che gli ebrei al di sopra dei 65 anni non verranno evacuati, bensì internati in un ghetto per anziani - si è pensato a Theresienstadt."

Qua si nota come gli anziani (cioè chi non poteva lavorare) non venissero sterminati, ma portati nel ghetto, appunto, per anziani.
Che scopo avrebbe avuto mantenere in vita queste persone, secondo la logica olocaustica? Davvero pensi i nazisti avessero fatto questo solo pensando che sarebbero morti naturalmente? Perché, allora, mantenerle in vita, senza farli lavorare? Perché nutrirli?

Senza poi contare che leggendo con gli occhi del pregiudizio la frase da te riportata, si avrebbe l’antitesi della storia olocausto. Insomma, se veramente è come dici tu, gli abili al lavoro avrebbero dovuto essere sterminati, mentre gli inabili no. Ma non è forse l’incontrario che ci raccontano le testimonianze?

E’ evidente che il tuo passo aveva ben altro significato, e tutta la relazione di Wannsee lo conferma.

Per farti un altro esempio:

"All ' emigrazione è ormai subentrata, quale ulteriore possibilità di soluzione, secondo quanto preventivamente approvato dal Führer, l'evacuazione degli ebrei verso Est.
Sebbene queste operazioni rappresentino soltanto una scappatoia, tuttavia, a questo riguardo, vengono fatte, sin da ora, esperienze pratiche della massima importanza ai fini della futura soluzione finale della questione ebraica."

Quindi alla soluzione Madagascar sarebbe subentrata un operazione scappatoia? Lo sterminio, secondo te una scappatoia?
Non è più semplice ritenere che la soluzione di evacuare tutti gli ebrei verso est, era solo un operazione ripiego in attesa della soluzione finale alla selezione ebraica?

Guarda caso, proprio alcuni mesi dopo (nei quali tu dici che Heydrich non avesse chiarito l'espressione "trattati di conseguenza”, ovviamente senza dimostrarlo con documenti) una direttiva del settembre 1942 afferma:

"Tutte le misure relative alla questione ebraica nei territori orientali occupati devono essere prese nella prospettiva che dopo la guerra la questione ebraica sarà risolta in modo generale per tutta l'Europa."

Guarda caso, anche Gobbels il 7 marzo del 1942 sul suo diario annota:

"La questione ebraica dev'essere risolta su scala europea. In Europa ci sono ancora 11.000.000 di ebrei. Tanto, per cominciare, dovranno essere tutti confinati in Oriente; è possibile che dopo la guerra venga assegnata loro una isol a, per esempio Madagascar”

Colgo l’occasione da te consentitami (P.P.S.: JSM, se ho scritto dei fatti storici che i revisionisti negano, ma che io ho ritenuto che lo ammettessero, dimmelo, ok?) per farti notare che alcune tue argomentazioni non hanno molto a che fare con il revisionismo.

Sottolineo anche, che il revisionismo, tratta soprattutto di camere a gas, perizie chimico-fisiche, analisi sui forni crematori con relativi consumi e documenti (dei quali, a differenza delle camere a gas si dispone una documentazione pressoché completa), fotografie aeree, oltre alle già molto discussi ordini circa la “soluzione finale”.
Non tutte le testimonianze vengono scartate, solamente, quelle inverosimili (come precedentemente dimostrato). Mentre quelle verosimili sono ancora più apprezzate se a confermarle ci sia qualcosa di oggettivo che ci possa far dire: “si questo è sicuramente vero”.

E’ su questo che dovrebbe estendersi la critica al revisionismo.
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"Io non parteggio per nessuno. Mi oppongo a chi sragiona." Abate Galiani

"Gli storici del futuro giungeranno sicuramente alla conclusione che la convinzione dell'Olocausto nel XX secolo equivale esattamente alla convinzione dell'esistenza delle streghe nel Medio Evo." Jurgen Graf
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