Citazione:
Messaggio originale inviato da Elijah
Per quando - VanLag - hai riportato che Paolo era brutto basso e gobbo...
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Lo dicevano anche di Socrate, ed io penso che il tutto sia dovuto all’autoironia che entrambi avevano e con la quale probabilmente si schernivano.
Anche io a volte scrivendo, mi schernisco dicendo di me che sono piccolo, brutto e cattivo, invece nella realtà sono alto, biondo, con gli occhi azzurri, (e cattivo).
Quando gli storici domani parleranno di VanLag, avranno in mano i terabytes del forum e diranno che ero brutto…. Pazienza!
Il problema dell'aspetto fisico, in realtà, riguarda al massimo mia moglie e le poche persone che frequento e non è così importante.
Volevo invece continuare la mia piccola indagine ed andare avanti con questo stralcio del solito autore che mi sembra una buona riflessione:
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……. Invece, dopo la sua morte, (morte di Gesù), la Chiesa storica manifesterà subito la tendenza non solo a considerarsi una setta di “perfetti” ed a sdegnare perciò il dialogo col mondo circostante, ma anzi ad impancarsi a giudice di esso. La letteratura apocalittica dei primi secoli, quasi tutta di ispirazione antiromana, e quella apologetica, da Tertulliano a Lattanzio, mostrano un’animosità ed un’intolleranza per le credenze pagane, che non sappiamo bene se giustificare come effetto, o piuttosto considerare proprio come causa delle persecuzioni patite dai primi cristiani.
Non solo ma la preoccupazione di proteggere da ogni contaminazione di errore quella verità di cui i capi della chiesa si ritenevano unici depositari e che essi andavano cristallizzando in dogmi ed articoli di fede, dettò ben presto acerbe condanne contro gli stessi “fratelli” che osassero proporre una diversa interpretazione.
La storia dei vari concili che furono quasi tutti convocati per condannare di eresia o di apostasia qualunque opinione non perfettamente conforme al pensiero della maggior autorità religiosa (papa o imperatore), lo stuolo di vittime dell’inquisizione ecc sono un’ininterrotta conferma di intolleranza e di intransigenza. La cieca sottomissione all’autorità ecclesiastica è per il cattolico un obbligo più importante che la pratica dei doveri caritativi e la fede in Cristo. –
