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Vecchio 29-11-2005, 21.31.09   #56 (permalink)
VanLag
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Let me go on- Stato e Chiesa (parte seconda).

Nel 494 papa Gelasio scrive all’imperatore Anastasio: - Due sono i poteri capitali dai quali è retto il mondo: la sacra autorità dei pontefici e la potestà dei rè, Ma il compito dei pontefici è tanto più grave in quanto essi dovranno rendere ragione , al giudizio finale, anche del comportamento dei re. – Perciò egli chiede di – sottomettere docile il collo a coloro che presiedono alle cose divine. –
Alcuni anni prima nel “De civitate Dei” Agostino aveva elaborato la teoria – valida poi per tutto il medio evo – che, essendo vera patria del cristiano solo l’atteso “regno dei cieli” la vita attuale ne è preparazione e condizione, quindi ha da essere completamente subordinata alla chiesa. Il trionfo di questo ideale avrà inizio la notte di Natale dell’800 con l’incoronazione di Carlo Magno da parte del papa. Per preparare la cerimonia si era addirittura prodotto un falso documento, il “Constitutum Constantini”, secondo cui, Costantino, per essere stato guarito miracolosamente da lebbra, avrebbe donato a papa Silvestro ed aai suoi successori piena giurisdizione e pieno possesso su “omnes occidentalium regionum provincia, loca et civitate”! Da quel momento qualunque nomina di imperatori in occidente avverrà per investitura papale ed il pontefice avrà diritto di elezione, di deposizione e naturalmente di controllo sull’operato del sovrano. Il cesaro-papismo si è rovesciato in teocrazia.
L’ingerenza della chiesa sull’impero ebbe nel medioevo periodi di luce ed ombra, secondo l’acquiescenza degli imperatori stessi e l’energia dei pontefici, ma la pretesa teocratica della chiesa fu più volte ribadita.
Essa ha successivamente subito gravi colpi con la formazione, in età rinascimentale, delle grandi monarchie europee e con la separazione del mondo protestante, poi con la politica laica dei Principi riformisti, nel settecento, con la rivoluzione francese, ed infine col movimento liberale dell’ottocento.
Ma la concezione medioevale non è stata fino ad oggi modificata. L’enciclica “Quas primas” di pio XI, (dicembre 1925), istituendo la festa del Cristo Re, dichiara esplicitamente che sarebbe un grave errore voler eliminare la signoria di Cristo dalle cose della vita pubblica e che le autorità terrene si devono convincere che esse governano non sul fondamento del proprio diritto, bensì per ordine di Cristo. Concetti analoghi, sebbene temperati da una generica esortazione alla fratellanza universale, sono ribaditi dalla “Pacem in terris” di Giovanni XXIII (11 aprile 1963).
Le teorie circa i rapporti tra chiesa e stato si sono adeguati ai tempi solo nel senso che la chiesa ha rinunciato all’affermazione di Tommaso d’Aquino che soltanto l’impero è la costituzione giusta, data da Dio e derivante dal diritto naturale: essa accetta anche le monarchie e persino le repubbliche, quando non si può farne a meno.
(da - la Vita di Gesù - di Marcello Craveri)

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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
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