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E’ indubitabile che la fede in Cristo abbia prodotto numerosi autentici campioni di virtù e di operosità nel bene, esempi mirabili di abnegazione altruistica e di eroismo, che anche il non credente è costretto ad ammirare e rispettare. Ma molte volte la fantasia degli agiografi e la cieca devozione popolare hanno ecceduto nell’attribuire ai santi doti ed imprese che li rendono incredibili, o addirittura nel santificare personaggi che tali non erano assolutamente.
Il pantheon cristiano si è popolato rapidamente di un numero straordinario di santi subito dopo il riconoscimento ufficiale della religione, da parte di Costantino, per un’ovvia necessità di adattamento alle tradizioni dei pagani. Costoro, infatti, veneravano uno stuolo considerevole di dèi, semidei, eroi, ninfe, ecc. i quali proteggevano città, boschi, fontane, crocicchi di strade, tutelavano la salute, assistevano nei matrimoni, nei parti, negli affari: si può dire in ogni momento della vita quotidiana.
Perciò si verificò un doppio fenomeno di santificazione: i neoconvertiti tendevano ad attribuire all’uno e all’altro martire i poteri che erano avvezzi a riconoscere a singole divinità pagane, e la chiesa stessa operò la sostituzione di eroi locali con suoi santi o, in mancanza di questi, permise la cristianizzazione di divinità pagane.
Si danno casi davvero stupefacenti. Venere Afrodisia, ad esempio, continuò ad essere adorata dalle masse, ma sotto il nome di Santa Fredisia; Apollo Efebo divenne Sant’Efebo; Cesare Flava si mutò in Santa Flavia; Bacco, che i pagani chiamavano anche Soter (“salvatore”) fu trasformati in San Sotero, e così via.
Nel calendario alla festa in onore di Dionisio seguiva immediatamente quella di Demtrio: alle medesime date vennero a cadere, nel calendario cristiano, San Dionisio e San Demetrio. I giochi Apollinari suggerirono la ricorrenza di Sant’Apollinare. Le Idi del mese si impersonarono in Santa Ida. La formula di augurio usata dai romani: “perpetua felicitas” si sdoppio in Santa Perpetua e Santa Felicita. Naturalmente per tutti questi falsi santi si inventarono vite esemplari, piene di particolari edificanti e si celebrarono i martiri che essi avrebbero subito.
Da - La vita di Gesù - di Marcello Craveri.
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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....
da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
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