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Vecchio 08-12-2005, 16.51.51   #59 (permalink)
VanLag
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La resurrezione

Siamo alla “resurrezione di Gesù” e visto che il libro è cronologico, siamo quasi alla fine. Ho saltato delle parti, più che altro perché il contenuto era diluito in pagine e pagine e, confesso che, mi ha preso la pigrizia di trascrivere tutto.
Le parti invece, sul processo a Gesù e sulla trasfigurazione della figura di Pilato operata quando il cristianesimo stava diffondendosi in occidente, le avevo già poste all’inizio.
Ancorché questa riproduzione sia fatta con passaggi veloci, se qualcuno mi ha seguito, avrà senz’altro colto quale e quanta è stata l’influenza del mondo greco-pagano o ellenico sul messaggio originale di Gesù e come, in realtà, quello che ci viene insegnato oggi, come dottrina e come istruzione, sia il frutto di pesanti metamorfosi del messaggio originale contenuto nei vangeli.
Conoscere la storia è una cosa importante perché ci evita di rimuovere e di manipolare parti del nostro passato. Oggi si tenta di rimuovere persino l’olocausto dicendo che non c’è stato. Io credo, invece che sia più salutare affrontare le nostre ombre, invece di nascondere l’immondizia sotto il tappeto.
La storia dovrebbe essere come una madre tenera ma determinata che, quando il bambino le chiede – ma è vero che il nonno ha fatto quelle cose? – invece di dire: - Non è vero sono i cattivi del paese che dicono le cattiverie su di noi – sapesse dire: - si figlio mio, il nonno, la tua famiglia, la famiglia dalla quale provieni le ha fatte. Ma tu puoi andare a testa alta, perché il papà e la mamma hanno capito che erano sbagliate e quegli errori, quelle atrocità non succederanno più, almeno non da parte della tua famiglia. -
Non so se è chiaro il senso della metafora della buona madre, al posto, della storia. Nel caso cercherò di spiegarmi meglio.

Ma torno a Marcello Craveri e la sua - vita di Gesù -

Con il dogma della resurrezione comincia il vero cristianesimo: Non il cherigma predicato da Gesù, che, in fondo, non era altro che un approfondimento e un perfezionamento della tradizionale religione giudaica, ma il culto della persona di Gesù, sempre più simile al culto di un dio soterico sul tipo di quelli adorato nei misteri greco-orientali: un dio che si è incarnato, ha sofferto per l’umanità, poi è tornato all’Olimpo.
Forse un po’ paradossalmente, ma non senza un fondamento di vero, è stato detto che il vero creatore del cristianesimo non è Gesù, ma Paolo. Il culto del “Cristo” comincia proprio con la risurrezione perciò il racconto di questo straordinario evento si è tosto arricchito di altri particolari, utili a rendere Gesù sempre più simile ai vari dei soterici. Tale, ad esempio la tradizione che egli sia risuscitato il terzo giorno dopo il suo seppellimento. Infatti anche nel culto di Orfeo, di Osiride, di Attis, ecc… il ciclo rituale comprendeva un uguale spazio di tempo.
Tale anche la credenza di una discesa di Gesù all’inferno onde permettere la salvezza ai “giusti” dell’antico patto, come le religioni pagane avevano favoleggiato di Dionisio che si era calato all’Averno per riprendere la madre Semele, di Orfeo che vi era penetrato per strappare la perduta Euridice, di Teseo e Piritoo che ci erano recati per riportare tra i vivi Persefone.
Della discesa di Gesù all’inferno si cominciò a parlare solo nel quarto secolo, allorché fu formulata (col simbolo niceno) una precisa dottrina sulla Trinità. Come si poteva spiegare l’inazione del Logos divino durante il tempo in cui la carne alla quale era stato unito riposava nella tomba ed egli non era ancora salito alla gloria del Padre?
La definizione dei regni ultraterreni, avvenuta pure in quell’epoca offriva un opportuno pretesto per colmare il vuoto. Per dare maggior credibilità alla leggenda fu divulgata una lettera apocrifa, attribuita a Simone-Pietro che si faceva garante della veridicità del fatto.
La scelta della domenica come giorno della resurrezione corrisponde invece ad un adattamento al culto del dio Sole, che, come si sa quando il cristianesimo cominciò a diffondersi era praticamente la religione ufficiale dell’Impero Romano.
Al dio Sole, detto per eccellenza Cùrios o Dominus era dedicato un giorno particolare, “il giorno del Signore” (dies domenica) che i cristiani assunsero come festa del loro dio. Fu infatti da essi subito scorta e spontaneamente accettata l’analogia tra il Cristo gloriosamente risuscitato e il sole nascente, e gli attributi dell’astro ricorrono di frequente nei primi scrittori cristiani, riferiti al Cristo.
Già fin da quando l’autore del Vangelo secondo Marco aveva intrapreso a dimostrare la resurrezione di Gesù con la circostanza del sepolcro trovato vuoto, aveva posto tale scoperta all’alba del terzo giorno dopo il venerdì della morte: Quindi col sole levante della domenica. Ancora oggi il nome della “domenica” nelle lingue anglosassoni indica la sua origine dal culto solare, come Sunday in inglese o Sonntag in tedesco.


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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
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