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Messaggio originale inviato da SebastianoTV83
Essere laici vuol dire essere necessariamente atei? Quando vado a votare nessuno mi può impedire di farlo in base a un'opinione, anche religiosa. La sperazione tra Stato e Chiesa è fondamentale ma non si può separare l'opinione dall'individuo. Anche l'ateismo è un'opinione. Se lo stato laico fosse eguale a uno stato ateo, sarebbe imposto il credo ateista a tutti i partecipanti a tale stato o no?
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Se lo stato si preoccupasse di gestire il vivere civile curando le infrastrutture, (strade, ferrovie, opere pubbliche. etc), e dando le leggi per regolare il funzionamento dei cittadini, tra di loro e tra loro e le strutture pubbliche o private e non si occupasse dei problemi e dei valori che possono essere del singolo individuo tutto funzionerebbe meglio e vivere sarebbe più facile e bello.
Siccome l’ateismo riguarda un opinione personale o un sentire del singolo in rapporto con i problemi dell’esistenza della divinità, uno stato che imponga l’ateismo sarebbe altrettanto sbagliato di uno stato che imponga una religione di stato.
Uno stato laico non è uno stato ateo, bensì uno stato che garantisca la piena libertà di culto a tutti i culti. E sarebbe bello avere una società realmente multi-culturale dove vengano incoraggiate e prosperino tanto il Cristianesimo, quanto l’Islam, o l’Ebraismo, o il Mazdesimo, o gli Hare Krshna, o lo studio di Confucio, come quello del Budda, non meno che quello di Rajneesh e di ogni latro pensatore o mistico che abbia qualche cosa da dire e da dare all’umanità.
Quella sarebbe vera libertà che può nascere appunto solo da uno stato che non si curi di questo o quel culto ma si curi di garantire una vera libertà di culto a tutti gli uomini, compresi gli atei che non credono in nessuna divinità.
