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Vecchio 07-01-2003, 19.08.20   #9 (permalink)
visechi
Ospite abituale
 
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Chiedi risposte a me, ma mi pare che tu abbia bellamente omesso di fornirne in ordine alla domanda che più mi preme, quella che richiede una profonda riflessione, o, perlomeno, non ho colto o ben inteso il tuo pensiero in proposito. Domani assisteremo al bombardamento di città dell'Irak, assisteremo, con contrastanti sentimenti ed emozioni, alla morte di civili innocenti (tranquillo non piangerò troppo per i militari), dopo di che vedremo le truppe Usa, trionfanti, liberare Bagdad, assisteremo con una punta d'invidia (la mia, credimi, sarà ben poca), all'ingresso del Libertador di matrice angloamericana nelle città irachene, ci crogioleremo al pensiero che il mondo è finalmente migliore, più equilibrato, meno insicuro. Sarà solo il pensiero di un attimo. Poi? La sicurezza ritrovata, durerà il tempo giusto per permetterci di comprendere che la guerra, questa guerra (non certo quella condotta contro Hitler… quella è un'altra faccenda) non potrà che produrre ulteriore instabilità ed insicurezza… che la strada intrapresa, ben lungi dal condurre alla fine del terrorismo, ci proietterà verso un'altra ancor più cruenta e ottusa guerra … che le cause dell'odio e del rancore di certa parte del mondo verso l'Occidente sono ben lungi dall'essere debellate… per capire che dovremo seppellire altre vite … che la guerra cesserebbe solo quando l'intero pianeta sarà reso finalmente permeabile alle mire espansioniste commerciali del mastodonte Occidentale. A cosa dovremo assistere poi? Fammi sapere. Sei disposto a nutrirti di numeri, quelli dei civili morti? Sarai disposto a provare a pensare al momento in cui questi morti sono stati vivi per l'ultima volta e hanno, senza alcuna colpa o responsabilità, percepito con terrore e sgomento l'approssimarsi della propria evaporazione (con le nuove armi si muore così… si evapora) o dei propri figli? Farai uno sforzo per cercare di comprendere che quel terrore che si fisserà negli occhi degli odiati nemici di oggi, forse lo leggeremo un domani, ancor più forte ed accentuato, nei nostri occhi di grassi opulenti occidentali che per anni hanno assistito pavidi, timorosi di non dover dire 'NO' al nuovo gerarca mondiale, all'instaurarsi della dittatura della prepotenza americana?
Tu non ritieni legittimo che vi possa essere al mondo anche un solo povero idiota che senta di dover e poter dire, urlare, gridare che questo equilibrio fondato sulla prepotenza delle armi e del mercato è da evitare e da contrastare? Se ritieni ciò conforme a giustizia, ovviamente quella umana, dimmi, in quale consesso questo povero idiota potrà mai far sentire la sua flebile e timorosa voce? Non nel Palazzo di Vetro, poiché ritieni sia in mano ad un manipolo di facinorosi comunisti e, quindi, screditato… dove? C'è la volontà di edificare un nuovo e più consono rapporto fra stati? Chi e perché ha voluto impedire la nascita di organismi internazionali atti a dirimere le controversie fra nazioni? Chi scredita l'Onu, chi, forte della propria potenza, si permette il lusso d'imporre la propria prevaricatrice volontà, o chi ha l'ardire di rifiutare canoni di vita e civiltà che non ritiene di dover seguire?
Io non difendo gli obbrobri di Saddam, io non peroro la causa di quanti intendono fare della propria limitata area geografica il giardinetto di casa su cui scorazzare indisturbati ed impuniti (una sorta di Usa in scala ridotta); non esalto le ragioni di chi usa adolescenti per instillare il terrore e il senso d'insicurezza nel prossimo. Ma neppure mi troverai mai sul fronte di quanti invece impongono con l'arroganza la propria visione del mondo: un mondo globalizzato a proprio vantaggio esclusivo.
Non so che altro aggiungere. Se hai letto gli altri thread evito di tediarti ulteriormente con la storia trita e ritrita dei bambini di Palestina massacrati dagli elicotteri israeliani, della vigliacca politica degli insediamenti di coloni in territori palestinesi (sparuti gruppi di oltranzisti in casa d'altri), della politica delle acque che in quelle zone vuol significare vivere o morire, dell'umiliazione dei ceck point cui sono soggetti i palestinesi in casa propria… io credo nella pace senza riserve, non in una pace a 'sovranità limitata' come quella imposta o proposta dal criminale Sharon (ricorderai Sabra e Chatila… vero?)… m'impedisco anche di ricordare i tanti morti israeliani causati da una guerra fratricida che non sembra possa aver termine. Israele, gli Usa, l'Occidente non vinceranno mai fino in fondo la propria guerra, così pure, il mondo arabo non riuscirà mai a spazzare via la cultura Occidentale. Forse questa consapevolezza ci indurrà a confrontarci intorno ad un tavolo… forse riusciremo a comprendere che se non si risolve equamente e con reciproca piena soddisfazione il problema mediorientale, il mondo non troverà mai quell'equilibrio che solo potrà depotenziare, non sconfiggere completamente, le ragioni che alimentano il terrorismo. Credo che i tempi stiano maturando anche in quella zona geografica. E' di questi giorni la notizia di un altro gruppo di militari israeliani che rifiutano il servizio nei territori occupati. Operare affinché si riducano le ragioni che alimentano l'odio che a sua volta rappresenta la linfa vitale del terrorismo, è l'unica strada percorribile; la guerra, questa guerra, in questo contesto (non sono un pacifista a prescindere, anche se spesso sento dolore per i civili massacrati dalle bombe sganciate vigliaccamente dagli aerei), opera nel senso contrario; non si persegue così l'isolamento psicologico di chi fomenta e finanzia il terrore. Mi dispiace, Salice, siamo fuori rotta, siamo in balia dei venti di guerra e dell'irrazionale sete di vendetta che spira con sempre maggior virulenza… non credo che il futuro del mondo possa essere più sicuro.
Stavolta, onde evitare fraintendimenti, ti saluto con sincera simpatia.
Ciao
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