Anche io ho subito il fascino dell'Egitto, pur non essendoci mai stato. Però non paragonate gli antichi egizi agli egiziani moderni: sono due popoli completamenti diversi. Infatti oggi la popolazione è prevalentemente araba, come araba è la sua cultura. Insomma solo il territorio è (in parte) lo stesso, quindi paragonarli non ha senso.
Riporto il mio post "sulla storia immobile", un aspetto dell'antico Egitto che mi ha sempre affascinato...
Citazione:
Messaggio originale inviato da Catone
L'antico regno comincia nel 2.700 a.c. circa.
Gli hyksos invadono l'egitto nel 1.700 a.c.
Lungo mille anni di storia la struttura dell'egitto è determinata: il faraone, gli scribi, i suoi dignitari, un sistema economico di tipo socialista che vede coinvolta tutta la popolazione. L'ambiente fisico immutabile lungo il fiume Nilo e chiuso all'orrizonte dai deserti e dal mare. Gli egizi non si muovono dal loro ambiente, non conoscono il mondo esterno, la loro architettura muta poco, i mestieri si tramandano di padre in figlio. La fame è vinta grazie alla fertilità del Nilo, le malattie poco diffuse grazie agli scarsi contatti con il mondo esterno.
Il Nilo doveva essere l'universo per gli egizi, un universo sempre uguale per almeno 50 generazioni.
Poi sono venuti gli hyksos e gli egizi si sono accorti, drammaticamente, di non essere soli al mondo. Ma fino a quel momento la loro concezione della storia doveva essere costante, rettilinea, immutabile. Ben diversa dalla visione attuale e suona come conferma che "il senso della storia" sia solo un esercizio mentale...
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