Citazione:
Messaggio originale inviato da Giorgiosan
Abdul Rahman, 41 anni, è in carcere da due settimane denunciato dai suoi parenti, perché convertito. L’uomo aveva abbandonato l’islam 16 anni fa, quando lavorava per una Ong cristiana a Peshawar (Pakistan). Emigrato poi in Germania vi ha vissuto fino al 2002; dopo la caduta dei talebani è tornato per chiedere l’affidamento delle figlie. Ora rischia la pena di morte secondo la sharia, la legge islamica, alla base della Costituzione afgana.
Vi sono molti Islam, ma questo Islam non può coesistere con la Civiltà e neppure con la civiltà occidentale.
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Hai correttamente sottolineato un punto critico dell'Islam, che ha a che fare pure con lo scontro tra due culture diverse come quella occidentale e quella araba-musulmana potremmo dire...
Ecco cosa dice un hadith a cui si rifanno i radicali, quello di ‘Ikrimah:
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Chi cambia religione, uccidetelo".
Ma per chi fosse interessato alla questione, consiglio la lettura di
questo articolo da cui estraggo questo pezzo:
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Il reato di apostasia e la sua sanzione con la morte dell'apostata, che vengono presentati come fondati su una lunga tradizione nell’islam, non hanno in realtà un fondamento islamicamente accettabile. Non trovano fondamento nel Corano e nella sunna, né vi sono hadith che li giustifichino. Neppure la storia dei primi anni dell’impero islamico autorizza una simile interpretazione" ha scritto recentemente Samir Khalil Samir nel suo libro
L'apostasia nel Corano e il dibattito tra i musulmani.

Elia