Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
[«Gli uomini della destra erano aristocratici e grandi proprietari terrieri. Essi facevano politica al solo scopo di servire lo Stato e non per elevarsi socialmente o arricchirsi. Inoltre amministravano le finanze statali con la stessa attenzione e parsimonia con cui curavano i propri patrimoni. Gli uomini della sinistra, invece, sono professionisti, imprenditori e avvocati disposti a fare carriera in qualunque modo, talvolta sacrificando persino il bene della nazione ai propri interessi.»
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Dunque, il testo si riferisce alla "destra storica" e alla "sinistra storica" e non alla destra e sinistra come si sarebbero intese da novecento ad oggi. Entrambe sarebbero confluite, dopo la grande guerra, nel partito liberale.
Premesso questo, l'analisi è fondamentalmente corretta, soprattutto sulla composizione sociale degli "schieramenti" (anche se, in realtà, non esisteva alcun parito politico). In una visione prettamente ottocentesca il tutto non è quindi sbagliato. Un pò antipatica è il giudizio che pare sottendere all'analisi di una parte politica: anche quello non è inesatto, come dimostreranno gli scandali della Banca Romana e la politca di Giolitti (uomo della sinistra); non va l'accusa di insensibilità agli interessi della nazione di quello schieramento...