Citazione:
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Originalmente inviato da Catone
La storia è solo ed esclusivamente uno strumento di potere: dalla sua lettura qualunque gruppo di governo ne ricava una legittimazione ad uso e consumo proprio.
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Ma un professore politicamente non schierato,come ce ne sono molti,che si mette a fare ricerca,perchè dovrebbe essere "strumento di potere"?
Suvvia,non esageriamo.
Non facciamoci prendere dalla smania della critica assoluta,distruttrice di quanto c'è di marcio come di quanto c'è di sano nelle cose.
Ci sono anche "storie destabilizzanti".
Ci sono le storie degli altri e ci sono sempre quelli che vogliono tirar fuori la menzogna storica.Già oggi non si esita a dire cose che non si dicevano prima circa i totalitarismi novecenteschi o il periodo post-bellico in Italia.
Si fanno stupende storie dell'Inquisizione,delle Crociate,della Conquista.
Ad un livello puramente epistemologico,fra l'altro,credo che nulla renda impossibile una storia non sfacciatamente ideologica,strutturale al "potere",qualunque esso sia e da dovunque venga.
Koselleck diceva che la storia è sì,spesso,uno strumento del potere,ma non lo rimane mai troppo a lungo.
E io mi sento estremamente d'accordo con lui;ho
fiducia nella storia e nella sua funzione positiva,al di là e oltre ogni strumentalizzazione.
Ed è proprio in questo tipo di passione e di fiducia,mia come di tanti altri "aspiranti storici",che credo ci sia il futuro sano della storiografia.