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Vecchio 28-09-2006, 00.38.12   #6 (permalink)
Eschatos
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Riferimento: Il Risorgimento per voi

Bella questa discussione, soprattutto il fatto che ci si chieda cosa sia il risorgimento per noi, italiani del XXI secolo.
A mio parere, non voglio fare una storia del risorgimento o individuarne le cause, il risorgimento era una tendenza in linea con l’epoca storica che stava vivendo l’Europa di allora.
Prima della liberazione italiana era già avvenuto in Grecia un moto collettivo di rivolta contro la dominazione turca, una cosa che aveva lasciato il segno nella coscienza degli entusiasti intellettuali di allora.
A ben guardare non era più l’epoca dei domini all’interno dell’Europa: Francia, Spagna erano ben assestate all’interno dei loro confini, mentre l’impero sovranazionale Austriaco stava vacillando, disgregato internamente dalle medesime pulsioni nazionaliste che caratterizzano la nostra esperienza italiana e la Germania stava compiendo il suo passaggio verso una nazione tedesca sotto la guida della Prussia.
Tutta Europa stava riassestando i propri confini sulle sue diverse radici culturali.
Mi chiedo, per l’Italia può ancora valere? Per me il risorgimento è nato e vissuto all’interno della sua epoca storica, ricalcando gli stati nazionali, già ben affermatisi dal ‘300 in poi, da parte di quei popoli che non avevano vissuto un tale processo. Ora lo vediamo, anzi lo vedo con i miei occhi ( Bossi e combriccola vengono sotto casa mia a versare l’acqua del Po in laguna ), che per il nostro paese quel modello di unificazione non è sentito più come una volta.
Certo ci sono le disparità economiche tra nord e sud, ma non si tratta solo della strutturata ideologia padana (dalla propaganda celtizzante ai rituali collettivi di Pontida), parlo anche dei neo-borbonici del sud Italia, degli attentati in Alto Adige, degli indipendentisti sardi e siciliani, addirittura degli indipendentisti sabini.
Ci sono anche in Europa queste pulsioni dal baso degli stati di modello ottocentesco: Corsi, Baschi, Cechi e Slovacchi. Questo fa pensare.
Credo che la stagione storica dello “stato” come espressione di un popolo sfaccettato, ma unito da una medesima lingua, territorio o religione stia lasciando il posto alle esigenze delle “sfaccettature”, forse perché l’era dei vicini stati limitrofi che vedevamo come possibili nemici, invasori o anche barbari ci spingeva a mantenere un sistema statale capace di contrastarli, diciamo di porsi con pari dignità nel consesso internazionale.
Ora l’Europa è unita e la Germania o l’Austria del ’15 sono lontane anni luce…abbiamo l’interrail …e noi italiani traiamo più identità dalle nostre culture regionali e locali piuttosto che da uno stato che spesso non è capace di sopperire alle esigenze delle varie comunità, uno stato di cui quasi nessuno si fida.
Il risorgimento nasce senza stato, dopo l’arrivo dello stato sembra che questa grande conquista sia invece un’aspettativa delusa e i mancati pericoli provenienti dall’esterno rendono la coesione sempre meno necessaria.
Insomma il risorgimento é un periodo storico spiegabile nel suo contesto, ma antico e non più attuale per le rinnovate esigenze della comunità. Credo comunque che l’Italia debba mantenersi come stato, ma più che una nazione, tante nazioni federate sotto Roma.
D’altra parte è triste, ma se il presidente della repubblica dà una medaglia alla nazionale italiana, forse è perché per l’amor patrio dobbiamo attaccarci a qualsiasi cosa con le unghie e con i denti.
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HISTORIA MAGISTRA VITAE, SED NOS NON ADSIDUI DISCIPULI

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