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...dal film " Samsara "
...Taashi giovane monaco alla ricerca dell'illuminazione riceve una lettera da un anziano monaco del tempio in cui prima viveva, prima che questo muoia...Tashi aveva già abbandonato il tempio da molto tempo per attraversare quella vita di cui il tempio lo aveva " privato ".
La lettera dell'anziano monaco dice:
" Mi rendo conto adesso che il mio cammino non è terminato e tornerò nel ciclo della trasmigrazione delle anime, nel Samsara, sò che prima o poi ci rincontreremo e spero vivamente che quando ci rivedremo tu sarai in grado di dirmi quale sia la cosa più importante: correre a dietro a migliaia di desideri o conquistarne uno solo.
Ti auguro ogni bene e felicità."
Taashi, dopo averla letta decide allora di fare ritorno al tempio andandosene di notte a piedi da quella donna e quel figlio per cui tempo addietro aveva lasciato il tempio...ma sul sentiero del ritorno incontra la moglie che gli dice:
“Iaschadara!! chi conosce questo nome? Il principe Siddartha, Gotam...tutti modi per chiamare Buddha...sono nomi molto conosciuti e ovunque venerati...invece, Iashadara...Iashadara era sposata con Siddartha, lo amava molto. Una notte Siddartha decise di lasciare lei e il loro figlio Roul mentre dormivano per cercare l'illuminazione, per liberare l'umanità dai mali che l'affliggono e passare per sempre alla storia come Buddha.
Nemmeno una parola le ha detto ed è scappato via in piena notte.
Iashadara aveva mostrato compassione per i malati e i sofferenti molto prima che Siddartha sapesse cosa fosse la sofferenza.
Chi può dire se Siddartha non debba la sua illuminazione proprio a lei?
Forse Iashadara avrebbe voluto lasciare Siddartha e Roul ma non l’ha fatto.
Come potremo mai sapere cos’abbia provato Iashadara, quanto sia stata sola, come si sia sentita quando Siddartha l’ha abbandonata?
Chi ha mai pensato a lei alla sua solitudine?
Che cosa avrà detto a suo figlio Roul di fronte all’eterna domanda?! Mio padre dov’è?
Come potrebbe una madre abbandonare di notte il proprio bambino? E’ una cosa possibile solo per un uomo, Taashi, solo per un uomo.
Dopo di che Iashadara non ebbe scelta, dovette vivere purtroppo una vita di rinunce di privazioni, si tagliò i capelli e iniziò a vivere una vita da asceta.
Sai Taashi, se tu riuscissi ad osservare le “ Dharma “ con l’intensità della passione che hai dimostrato nei miei confronti riusciresti a diventare un Buddha in questo corpo in questa vita.”
( ...Taashi iniziò a piangere e a piangere...di un pianto che io, purtroppo, conosco bene )
Non ci voglio trovare, per lo meno io, una morale, ma certamente fa riflettere.
Ultima modifica di individuo : 07-11-2006 alle ore 08.30.28.
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