Un saluto a tutti coloro che hanno partecipato con le loro riflessioni a questo forum di discussione avviato da "Senza Nome" prendendo spunto dal mio commento alle parole attribuite a S. Agostino circa "La morte non è niente".
Dico adesso "attribuite..." perchè nella vastissima bibliografia di S. Agostino non sono riuscito a trovare alcun riferimento a quello scritto. Ma credo che poco importi.
In questa discussione la posizione di Senza Nome, sostanzialmente identica alla mia, è molto chiara: ateismo al 100%, con pochi dubbi e molte certezze. Rudello si esprime invece con tanti punti di domanda che ne dimostrano la saggezza di base.
Però, Rudello, non pensi che forse questo approccio lasci troppa libertà nell'ipotizzare qualunque possibilità, se, dopo averne dichiarata una, si conclude, come hai fatto tu in questo caso, con:
"
Chissà!...
Certo ora non lo sappiamo... e non sappiamo nemmeno il perché della nostra ignoranza... ma se fosse?... non ci converrebbe forse prepararci a puntino?
Io mi dichiaro assolutamente poco saggio ed alla domanda:
"E la morte, l'estrema temuta nemica, non potrebbe essere invece madre e fattrice di orizzonti più ampi e più belli?" ,
rispondo:
"Ma va là......". Ma cosa dici, certo per qualcuno sarebbe bello se fosse così.....
Nell'ambito del tutto è possibile, si potrebbe anche scrivere, con altrettanta (poca) attendibilità:
"E la morte, l'estrema temuta nemica, non potrebbe essere invece madre e fattrice di orizzonti meno ampi e più brutti?"
Come potrebbe essere se, ad esempio, dopo la morte, rimanessimo per l'eternità sensibili e pensanti ma confinati in un immenso buco nero?
Perchè no?
Certo questa ipotesi non è per niente consolatoria, anzi

terrorizzerebbe anche chi oggi non ha paura della morte!
Mi sono reso conto adesso che i due scenari corrispondono sostanzialmente ai concetti di Paradiso (...più ampi e più belli) ed Inferno (.... meno ampi e più brutti). E qui mi fermo per ora.
Non sarà facile essere atei, ma è ancora più difficile essere credenti....
Ciao a tutti e tanti auguri per il nuovo anno.
Bruno Savino