Discussione: La Morte Non è Niente
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Vecchio 29-12-2006, 21.39.07   #27 (permalink)
senzanome
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Riferimento: La Morte Non è Niente

Citazione:
Originalmente inviato da bsavino
Un saluto a tutti coloro che hanno partecipato con le loro riflessioni a questo forum di discussione avviato da "Senza Nome" prendendo spunto dal mio commento alle parole attribuite a S. Agostino circa "La morte non è niente".
Dico adesso "attribuite..." perchè nella vastissima bibliografia di S. Agostino non sono riuscito a trovare alcun riferimento a quello scritto. Ma credo che poco importi.

In questa discussione la posizione di Senza Nome, sostanzialmente identica alla mia, è molto chiara: ateismo al 100%, con pochi dubbi e molte certezze. Rudello si esprime invece con tanti punti di domanda che ne dimostrano la saggezza di base.

Però, Rudello, non pensi che forse questo approccio lasci troppa libertà nell'ipotizzare qualunque possibilità, se, dopo averne dichiarata una, si conclude, come hai fatto tu in questo caso, con:

"Chissà!...
Certo ora non lo sappiamo... e non sappiamo nemmeno il perché della nostra ignoranza... ma se fosse?... non ci converrebbe forse prepararci a puntino?


Io mi dichiaro assolutamente poco saggio ed alla domanda:

"E la morte, l'estrema temuta nemica, non potrebbe essere invece madre e fattrice di orizzonti più ampi e più belli?" ,

rispondo:

"Ma va là......". Ma cosa dici, certo per qualcuno sarebbe bello se fosse così.....

Nell'ambito del tutto è possibile, si potrebbe anche scrivere, con altrettanta (poca) attendibilità:

"E la morte, l'estrema temuta nemica, non potrebbe essere invece madre e fattrice di orizzonti meno ampi e più brutti?"

Come potrebbe essere se, ad esempio, dopo la morte, rimanessimo per l'eternità sensibili e pensanti ma confinati in un immenso buco nero?

Perchè no?

Certo questa ipotesi non è per niente consolatoria, anzi terrorizzerebbe anche chi oggi non ha paura della morte!

Mi sono reso conto adesso che i due scenari corrispondono sostanzialmente ai concetti di Paradiso (...più ampi e più belli) ed Inferno (.... meno ampi e più brutti). E qui mi fermo per ora.

Non sarà facile essere atei, ma è ancora più difficile essere credenti....

Ciao a tutti e tanti auguri per il nuovo anno.

Bruno Savino

beh, io trovo molto più liberatorio e gioioso essere atei. trovo che sia un modo di amare la vita, la propria e quella degli altri.
provo a spiegarmi. a proposito di paradiso e inferno, poiché io non ci credo non ho nulla a cui prepararmi. vivo la vita per la vita, male o bene è un problema mio, della mia coscienza. non mi preparo a nulla, a nessun giudizio universale. semmai mi confronto nell'interazione con gli altri, nelle mie riflessioni quotidiane. le mie gioie e le mie sofferenze non mi sono donate da nessuno, sono mie e in quanto tali le vivo appieno, come posso. ed è anche questo il motivo per cui rispetto gli altri esseri umani, perché riconosco in loro le loro gioie e le loro sofferenze, perché vedo la loro fragilità e finetezza che è uguale alla mia.

non solo non c'è nulla dopo la morte, ma se ci fosse davvero qualcosa allora la vita non avrebbe senso, non sarebbe più libera, non sarebbe più mia...

mi ha fatto molto piacere leggere stasera l'intervento di bruno savino. grazie.
buon anno a tutti!
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Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo
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