Dal libro “La vita oltre la vita” di Raymond A. Moody jr.
Una delle tante testimonianze presa a caso.
Mentre combattevo nel Vietnam venni ferito e “morii” in seguito alle ferite; eppure sapevo benissimo mentre “morivo”, che cosa mi stava accadendo. Ero stato colpito sei volte da un fucile mitragliatore e non provavo alcuno sconvolgimento. Al contrario mi sentii mentalmente sollevato quando venni ferito. Ero perfettamente a mio agio e non c’era nulla di spaventoso. Al momento della ferita la mia vita divenne come un film che mi passava davanti, e sembrava potessi tornare al tempo della rima infanzia. Potevo ricordare tutto, tutto era vivido: mi passava davanti dai primi ricordi infantili fino al momento presente, e tutto in breve tempo. E non era affatto sgradevole; guardavo tutto senza rimpianti e senza rimorsi.
Pur in un breve trafiletto ci sono almeno due punti di contatto col racconto dell’autrice del brano citato sopra.
Il ritorno all’infanzia e la gradevolezza dell’esperienza che senza enfatizzare esageratamente in questo caso è descritta con queste parole: -
….mi sentii mentalmente sollevato quando venni ferito. Ero perfettamente a mio agio…. –
