Discussione: Un'esperienza genuina
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Vecchio 26-01-2007, 12.00.28   #5 (permalink)
Yam
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Riferimento: Un'esperienza genuina

Citazione:
Originalmente inviato da Yam

E' quella quindi solo una prima fase, sia nel progredire verso la meditazione profonda, sia nel momento della morte fisica, sia nelle esperienze di N.D.E.
In eventuali esperienze di Illuminazione accade qualcosa in piu'...ma non e' detto che sia l'ultimo giro di giostra...


Precisazione

Perche' e' solo una prima fase?
Nel caso di NDE e' evidente, perche' se la morte fosse completa non si ritornerebbe in vita....oppure si torna completamente, o quasi, trasformati: e' il caso di esperienze di Illuminazione. Il libro tibetano dei morti e' molto preciso nell'indicare tre fasi.
Se ci sono ancora desideri, paure e altri condizionamenti non risolti, questi emergono nella seconda fase.
In realta' non e' necessario morire fisicamente o avere l'esperienza profonda dei maestri Tibetani, che vivono delle vere e proprie esperienze di NDE in meditazione, ma basta osservarsi nella vita, per capire cosa ancora in noi c'e' di irrisolto.
Se proprio si e' scettici basta andare in un luogo deserto e isolato, da soli e rimanere in silenzio, di proposito, senza fare nulla. Dopo pochissimo tempo siamo letteralmente assaliti dalla nostra stessa mente e o cerchiamo di riempire quell'orrenda sensazione di vuoto con delle attivita' o stiamo malissimo.
E' questo che facevano gli Yogin Tibetani, ritirandosi in remoti eremi di montagna con le opportune istruzioni.
Qui ci sono alcune testimonianze :
The Yogis of The Tibet
__________________

«Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
[...]
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».


Matteo 11,25-30.




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