|
Utente bannato
Data registrazione: 05-02-2007
Messaggi: 274
|
Riferimento: La Morte Non è Niente
Torino,06/02/07
LA MORTE NON E’ NIENTE ?
Ciao a tutti sono Lucio (nuovo iscritto).
Ciao Senzanome, ho letto con attenzione il tuo post iniziale e tutto il seguito che ne è derivato. Io faccio parte di quella maggioranza di persone che per fede accetta una vita coscienziosa dopo la morte del corpo. Prima di proseguire questo mio scritto vorrei chiederti: Hai mai assistito ad un funerale di veri credenti, è per tali intendo persone “nate di nuovo”?
Si, hai capito bene! Nascere di nuovo significa nascere nello spirito, ciò avviene dopo il ravvedimento, dopo la conversione; cioè dopo aver accettato per fede l’opera grandiosa che Gesù ha fatto per l’umanità intera.
I veri credenti, (senza nulla togliere all’altrui prossimo), sanno benissimo che la morte fisica è una condizione passeggera e sanno altresì bene che quando sarà quel momento, incontreranno finalmente Dio, il loro creatore. Non per essere giudicati, ma salvati da quella che è la morte seconda,(dell’anima). E’ ovvio, tutto ciò diventa una questione di fede, a tal riguardo invito chiunque lo desideri nel leggere il mio post iniziale alla sezione “SPIRITUALITA’, là dove per l’appunto parlo di fede.
Fra le prime risposte al tuo post iniziale qualcuno ha accennato, ma non approfondito, il senso della creazione; invece è molto importante secondo me approfondire un pochino l’argomento. Premetto che la morte di un proprio caro è sempre un dolore, per chiunque; un distacco di una persona che abbiamo avuto vicino per molto tempo è comunque sempre doloroso per tutti. Soprattutto quando sappiamo che la persona scomparsa non aveva dato ancora il suo cuore a Gesù. Detto questo, aggiungo:
Sai che ci vuole molta più fede per dichiararsi atei piuttosto che credenti?
“ C’erano una volta tre elementi: Protoni, Neutroni, Elettroni, questi elementi fondamentali dell’universo, come siano venuti fuori non lo sappiamo! Forse parliamo di trenta o quaranta miliardi di anni or sono. Comunque tempo fa essi iniziarono a moltiplicarsi. Dunque questo ammasso di protoni, neutroni e elettroni ha dato origine all’esistenza dell’uomo che noi oggi conosciamo. Una gran quantità si ammassò formando così la terra, un’altra massa formò il sole, la luna, i pianeti.
Fu per caso che il sole andò a piazzarsi ad una distanza precisa facendo in modo che sulla terra gli elettroni, i protoni e neutroni, da morti divenissero vivi. Poi arriva l’acqua, come si è formata? Forse per caso? Quindi si svilupparono i primi esseri monocellulari. Siamo vivi! Esclamarono. Chissà perché gli esseri umani hanno una sorte diversa! Prima nascono e poi muoiono, noi da morti diventiamo vivi, per poi però morire ancora, non è che nasciamo come succede a loro! Noi siamo morti, inorganici, spenti; poi viviamo! Insomma, come definirlo:
Un vero spasso monocellulare! Dunque questi esseri inorganici, monocellulari hanno detto:
Perché non diventare pluricellulari? Fu così, per caso, che si svilupparono organismi con più cellule. “Il caso”, chissà quanto si sarà dato da fare e dopo molti miliardi di anni di lavoro incessante, esperimenti, fallimenti e sconfitte, ad un certo punto spunta la cellula animale. Orbene, una cellula della pelle che ancora non sapeva di essere tale, decide di diventare globulo rosso; l’altro di essere un globulo bianco. Sapete quanto ci è voluto a trasformarvi dice il caso? Perlomeno due o tre miliardi di anni! Ma ecco, qualcuno si fa avanti: sono i cromosomi della famiglia del DNA! Ogni volta che una cellula voleva prendere una iniziativa personale, arriva lui il re della “famiglia” DNA e con prepotenza esclama: tu devi essere unghia! Insomma, un gran pandemonio in questi miliardi di anni; in cui il “caso” l’ha fatta da padrone.
Vasi sanguigni, cellule cerebrali, articolazioni, un gran da fare per far sorgere il capolavoro per eccellenza: “l’uomo”. Non è stato facile dargli intelligenza, dargli lo spirito! Per caso ci saranno voluti almeno otto o forse dieci miliardi di anni perché imbroccasse la strada giusta, ma alla fine c’è là fatta. Quaranta miliardi di anni per compiere casualmente un’opera d’arte.
L’uomo ha preso una forma definita, non cambia, e a un certo punto le cellule, che prima si organizzavano, finiscono per perdere la loro intraprendenza; hanno finito di generarsi autonomamente. Non hanno cioè generato un altro cuore, neanche la terza mano, anzi quelli che hanno un cromosoma in più o in meno finiscono per avere seri problemi.
segue
|