Discussione: La Morte Non è Niente
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Vecchio 09-02-2007, 16.31.01   #64 (permalink)
Guido
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Riferimento: La Morte Non è Niente

Sono nuovo, anzi appena nato in questo sito e questo sarebbe il mio primo vagito...
Entrato per puro caso in questo forum, ho letto con curiosità il commento allo scritto di S. Agostino. Al di là di essere in accordo o meno con quello che dice (una opinione può essere opinabile ma pur sempre valutabile in modi differenti), devo considerare che il sopravvivere alla persona amata è difficile...
Io ho avuto il padre morto in giovane età per un incidente stradale... la mamma morta tra le sofferenze per un tumore all'intestino e racchiusi in pochi anni una carissima zia, mio suocero, un'altra carissima zia ed è passato pochissimo tempo da quando anche mia suocera è morta fra le mie braccia in una fredda notte all'ospedale; sempre per tumore..
Questo per far capire che quel tipo di dolore lo conosco bene, troppo bene!
Su questi dolorosi lutti ho scritto dei commenti per poter ricordare e dare un senso ...prima di tutto a me!
Se mai qualcuno fosse interessato posso pubblicarli, ma non è questo il punto. Quello che mi ha stupito nella risposta di Savino (quella ho letto) è stato il senso del vuoto, del nulla e deve essere assai doloroso e quasi inumano quel senso...
Se posso permettermi, al di là dei miei semplici scritti che sono ovviamente carichi di emozioni e sensazioni provate, suggerirei di leggere il saggio del filosofo S.Natoli "La felicità di questa vita" che termina così:
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Infine si muore bene se si muore per qualcuno. La morte isola di per sé ed è perciò inevitabile l'alone di vuoto che circonda il morente. E questo accade anche se sono presenti in tanti. Eppure, chi muore morirà meglio se si accorge che vi è qualcuno che soffre per la sua perdita, se soprattutto percepisce che quelli che restano si sentono in obbligo di ringraziare - poco importa se Dio o la sorte -perché quella vita c'è stata, quell'uomo è esistito. Chi muore ha, in generale, molte cose da farsi perdonare, ma morirà bene se ha un'eredità da lasciare, e non le sue cose e neppure i suoi pensieri, ma se stesso. Perché questo accada non è affatto necessario che chi muore sia celebre, riconosciuto, basta che sia stato, magari solo per pochi, una «biografia esemplare». Un uomo muore di meno se vi è qualcuno che ne raccoglie il testimone, e non tanto nel ricordo ma reincarnandone il valore. Proprio come dice la Bibbia, di generazione in generazione.
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Ho ragionato sulla morte, ho parlato della vita!
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