Citazione:
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Originalmente inviato da Guido
Ho letto attentamente l'articolo scritto da Franco Capone e con maggior interesse il commento di Ermanno Danese.
Argomento di valore sia per la comprensione dell'antico che per la riflessione sull'attuale. Siamo ormai volenti o no coinvolti in questo strano confronto fra religioni. Chiaramente noi europei viviamo anche per i risvolti politici e di sicurezza con una certa acredine più che con la ragione questro confronto fra cristiani e islamici...
Non avendo visto su questo forum nessun intervento a questo proposito mi sono chiesto il motivo.
Disinteresse? Non credo l'argomento è notevole. Paura di guardare e guardarsi, o che forse il meditare non è più come non sono più gli eremiti?
Mi picerebbe poter sentire l'opinione di persone che non siano degli studiosi come gli autori di detti articoli, ma semplici persone pensanti e in ricerca come me.
Avrei un appunto da fare sull'articolo di Capone. Nella chiara esposizione cita "Pallavicini" come un dotto ed illuminato studioso che fa affermazioni assai concilianti. Io personalmente, con mia moglie insegnate di greco e latino e mia figlia prossima laureata in fenomenologia (ramo della filosofia) abbiamo assistito ad una conferenza (Le religioni monoteistiche: molti i valori comuni) di detto studioso con la compresenza di uno studioso cattolico ed uno ebraico. Siamo dapprima rimasti affascinati dalla dotta esposizione teologica (su cui peraltro si poteva essere d'accordo o meno) ma poi quando è stato sollecitato da alcuni ascoltatori che chiaramente contestavano alcune sue ossevazioni, si è scagliato contro con tale virulenza che l'assemblea è rimasta scioccata, tanto che gli organizzatori hanno dovuto chiudere immediatamente il dibattito per non trasformare quello che doveva essere un sereno confronto di religioni in una guerra di religioni.
Poichè io mi riconosco ignorante, ne ho discusso con mia moglie e mia figlia e ne abbiamo tratto le conclusioni che se gli esponenti dell'Islam sono questi non credo sia possibile avere, almeno nel breve termine, dei sereni confronti!
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Torino, 12/02/07
Ciao Guido, penso tu abbia toccato un argomento di rilevante interesse “religioni”, e poiché richiedi di argomentare tale tematica dirò la mia a riguardo. E’ vero il mondo d’oggi saturo di insegnamenti religiosi a fatto sì che l’uomo finisse per giustificare l’uno e l’atro, mi spiego meglio.
Questo atteggiamento che l’uomo da sempre ha avuto nei confronti del sacro, e che man mano a finito per degenerare in una infinità di pensieri diversi e quindi di religioni è dovuto, secondo me, al fatto che l’uomo non ha mai voluto porre fede a quello che una volta era il tramandarsi del “parlato”; che poi, con i cinque libri del Pentateuco ci è pervenuto attraverso Mosè per iscritto. Quindi, dovremmo dedurre senza inoltrarci troppo in argomenti fantasiosi, che il libro più antico in nostro possesso è la Bibbia. Mi sembra altresì ovvio, che tal’uni di questi uomini abbiano incominciato sin dall’antichità, a dare interpretazioni diverse a tali insegnamenti estrapolando dal libro di Dio dottrine che nulla hanno a che vedere con esso. Lungi da me il poter motivare tali scelte ma, di una cosa sono sicuro:
In realtà ritornando indietro con il tempo notiamo, e la storia di ieri e di oggi lo insegna, i vari popoli venutisi a formare col passare del tempo, e sempre in guerra fra di loro, non solo “bellica” ma soprattutto di correnti di pensiero diverse dal popolo ebraico a cui Dio si è rivelato, hanno creato culture e religioni non più monoteistiche, ma politeistiche; pur di non accettare il solo vero Dio che si rivelò al popolo d’Israele. Questa, secondo me è una delle fasi principali per cui oggi ci troviamo di fronte ad una quantità infinita di religioni e correnti di pensiero. Dovremmo dedurre che le religioni odierne che pur affondano le loro radici nel passato, non sono altro che un insieme di pensieri mascherati sotto forme diverse pur di tener lontano il primato del popolo d’Israele. Con l’avvento del cristianesimo e quindi del Nuovo Testamento, abbiamo poi assistito ad’altre correnti di pensiero: Gesù, il Dio incarnato, si è rivelato all’uomo come unico mezzo di salvezza; e anche qui, purtroppo, l’uomo nella sua arroganza più sfrenata anziché accettare il Dio della Bibbia, Gesù Cristo e la sua opera di salvezza, non ha fatto altro che aggiungere pensieri e ragionamenti pur di non piegarsi All’Iddio vivente. Dunque, le tante religioni di cui oggi siamo circondati nulla hanno a che vedere con l’unico Dio che si rivelò, come già detto, al suo popolo Israele. Gesù, non una religione dà all’uomo la possibilità di salvezza; Gesù è l’unico mezzo per il quale ci è stata aperta una via che ci condurrà a Dio. Questa non è retorica! Noi siamo chiamati liberamente (senza imposizione alcuna) a operare secondo coscienza una scelta personale sulla base di ciò che la storia insegna. Il cristianesimo dunque è l’apoteosi di Cristo se vogliamo crederci; non le tante religioni. Gesù è l’adempimento di una infinità di profezie dell’Antico Testamento.
Giovanni 14:6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Ciao Lucio