Citazione:
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Originalmente inviato da Guido
“Amico, di qualunque religione tu faccia parte se il tuo cuore è uguale al mio, se Gesù è il nostro Salvatore, se crediamo nella sua morte e risurrezione, nell’immortalità dell’anima, nella sua Deità, nella Trinità, nel Paradiso e inferno, se ci rendiamo conto del nostro peccato e affidiamo a Lui le nostre iniquità per ottenere salvezza, <DAMMI LA MANO>: Siamo fratelli in Cristo! Figli di Dio.
Riprendo Caro Lucio questa tua citazione perchè a mio parere ne manca una ben più importante ed impegnativa almeno per un cattolico ed è ben evidenziata in questo stralcio del saggio di S.Natoli che commenta il cristianesimo oggi:
"....Il cristianesimo in molti casi, e bene che vada, si è trasformato in norma morale, in regole di buona condotta, in etica nel senso corrente del termine. Etica non più salvezza. In questo quadro, il cristianesimo ha finito per allinearsi alle etiche mondane, in parte già sue, e quasi per rimettersi in pari. E a esse plaude. Per altro verso, il grande paradosso cristiano, la testimonianza viva che questo mondo deve finire si è mutata in una metafora profana delle pene e dei desideri degli uomini. La fede è divenuta psicologia. Più esattamente si è trasformata in una poetica dell' esistenza, in un' estetica. Il decorativismo ha rimpiazzato gli atti della fede, la meditazione si è mutata in apologia ampiamente parlata del silenzio. Tutto ciò è cristianità. Nella dissoluzione della cristianità può ancora riemergere la verità del cristianesimo? È ancora possibile credere che questo mondo deve finire? È ancora possibile annunciare questo messaggio? In fondo vorrei sapere quanti sono oggi i cristiani che sono davvero persuasi e pronunciano con fede le parole del credo: et exspecto resurrectionem mortuorum et vitam venturi saeculi: attendo la resurrezione della carne e il ritorno definitivo del signore. In breve, nella fine della cristianità, il destino del cristianesimo è quello di un suo inevitabile risolversi in morale e in estetica - e così sopravvivere a se stesso - o è ancora possibile che esso viva come fede nella vita eterna?...."
Mi riferisco, oltre al concetto della fede, alla parte che ho evidenziato in grassetto.
Siamo partiti amico mio, a dialogare su il Dio unico di tutte le religioni e ci troviamo a esprimere i nostri credo personali quasi a convincerci l'un l'altro. In questo modo non sbattiamo la porta in faccia a coloro che sono in ricerca?
Il mio credo è probabilmente più limitato del tuo e non poggia su quello che è stato scritto ma la mia ricerca è nel messaggio della "buona novella" che che gli scritti sottendono. Gli evangeli non sono il Corano, che non può essere commentato!
Immagino che ora vorresti sapere quali sono al momento i miei punti fermi quale il concetto di cristianesimo a cui credo. Questo passo sempre tratto da "I nuovi pagani" è esplicativo:
"....Ciò è così vero che senza Dio l'uomo non è che un nulla e solo nella consapevolezza del suo nulla egli trova salvezza. Non a caso uno dei contrassegni fondamentali della vita cristiana è l'humilitas: l'umiltà. Humilitas da humus, che significa terra, polvere. Ricordarsi sempre che si è fatti di terra, che si è fatti per la corruzione, che si è fatti di niente. L'uomo nulla può pretendere, tutto deve accettare, deve soprattutto confidare nel Signore. Questo è uno dei tratti essenziali della pedagogia cristiana: è l'imitatio Christi secondo le parole stesse di Gesù: «Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile (tapeinòs) di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime» (Mt., 11,29). Solo l'humilitas dischiude la via alla charitas, perché fin quando vi è vanagloria, fino a che non ci si è liberati da se stessi non è possibile accedere all' amore di Dio e meno che mai è possibile amare gli altri. È l'umiltà che prepara la via alla carità. «Quando uno sia stabilito nell'umiltà dello spirito, potrà adempiere al precetto della carità: "Amate i vostri nemici, fate bene a quelli che vi odiano, pregate per quelli che vi perseguitano e vi calunniano"».
Nel cristianesimo Dio è tutto e solo abbandonandosi a lui l'uomo si ritrova: è in Dio che l'uomo viene, in un certo senso, riscattato dalla finitudine, non ne sente più il peso. Il finito non può mai diventare l'infinito, ma in esso si risolve. In Dio l'uomo si trova custodito: Custodi nos Domine ut pupillam oculi. Sub umbra alarum tuarum protege nos: Custodiscici Signore come la pupilla dell'occhio. Proteggici all'ombra delle tue ali. Nel cristianesimo dunque la finitezza dell'uomo si costituisce in rapporto all'infinità di Dio e per tal via l'uomo entra in circolo con l'infinito stesso e a esso è elevato. ...."
E mi piacerebbe sapere se anche altri condividono questo!
Uomini di buona volontà fatevi sentire!
PS. Lucio non tradurre "Logos" con "parola" il significato di parola è molto riduttivo!
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Torino, 14/02/07
"Siamo partiti amico mio, a dialogare su il Dio unico di tutte le religioni e ci troviamo a esprimere i nostri credo personali quasi a convincerci l'un l'altro. In questo modo non sbattiamo la porta in faccia a coloro che sono in ricerca?"
Ciao Guido, non posso darti torto su ciò che affermi, comunque non sono io che sto parlando delle tante religioni al contrario:
Dai miei primi interventi, ho sempre rimarcato quello che secondo me, seguendo un ragionamento logico e di storia delle religioni, hanno fuorviato l'uomo dalla centralità del messaggio evangelico; e a costo di apparir stucchevole come qualcuno ha dichiarato, devo ribadire quanto già espresso:
Le religioni, i vari pensieri che da esse ne derivano, non hanno nulla a che vedere con la centralità dell'Evangelo. I vani ragionamenti filosofici a cui esse hanno dato largamente spazio, di certo, sopprimono il messaggio di grazia e di salvezza che Gesù ha portato. Io non trovo difficile l'accettare per fede tale messaggio, ma al contrario: tutti coloro che cercano cavilli strani si allontaneranno sempre più da quel Dio in cui dicono di credere. Continuo dunque nel perseverare dicendo che, non le religioni o gruppi che in tali si identificano otterranno salvezza, ma tutti coloro che si ravvedono del proprio stato di peccato è accettano per fede la GRAZIA OFFERTA GRATUITAMENTE IN CRISTO GESU'.
C’è voluta la morte di Cristo per riscattarci dalla nostra morte, Egli solo è degno di tutta la nostra fede.
Atti 4:12 In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati».
Alle tante rrrrrrr devo ancora aggiungere le moltissime fffffff come, filosofia. Che disastro quest’ultima!!!
Amico Guido perché cerchi altrove quello che già possiedi in Cristo Gesu? Ciao lucio