Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?
“Se Dio è uno, perché tante religioni”
Su questo tema sono intervenuti vari commentatori: due in particolare. Entrambi estremamente preparati e con convinzioni divergenti, decisi, sicuri e determinati nell’esporre l’ultima puntualizzazione…che ci hanno offerto, e li ringrazio, abbastanza materia per riflettere sul perché tante religioni (ed opinioni). Non posso dimenticare l'altro simpatico intervento . Risposte chiare e succinte e senza dubbi su ogni tema, che non trova nè il tempo nè la necessità di leggere e ragionare sul “mucchietto di parole” che altri esprimono! Beata semplicità!
Poi ci sono io che forse un po’ troppo ingenuamente ho aperto il forum. Personalmente credo che nelle diversità delle religioni e nel modo di intendere Dio ci sia un problema di fede (qui si aprirebbe una voragine, anzi un buco nero che fagocita… la ragione) e per comprendersi all’uomo non rimane che l’Amore. L’assurdità di un amore tale che perdona ed ama senza condizioni (dall’alto di una croce, per i cristiani), cambiando di fatto il nostro modo di intendere i rapporti umani!
Ma più importante di tutti sono i visitatori silenziosi ma non credo inerti, che spero abbiano attinto nuova materia per valutare oltre al “perché tante religioni”, anche se il “Se” in “Se Dio è uno..” è opportuno. Parlare del divino per capire le religioni è difficile (Il divino è tale se resta in qualche modo indicibile. Per altro verso del divino non si potrebbe mai avere esperienza se esso in qualche modo non venisse nominato. Ma nominare Dio significa farlo cadere sotto il dominio della parola e perciò lasciarlo in balia di chi ne parla. In tal caso, Dio cesserebbe di essere Dio per mutarsi in uno dei termini del discorso dell'uomo. L’uomo è signore del linguaggio?.... fino a che punto l'uomo ha potere sul linguaggio?…. Natoli)
A tutti dedico questa ultima riflessione che fornisce spunti importanti al di là delle religioni e del credo e che penso ben si inserisca in questo forum su Dio e le religioni anche perché sono convinto che i visitatori, a qualsiasi credo appartengano, si dividano in due categorie: i credenti e i non credenti!
È tratto da una conferenza di Piero Coda.
Nel non-credente c'è un credente? lo credo di sì, e credo anche che non sempre sia possibile arrivare al "Tu" di Dio. Ma, a volte, nella compagnia degli uomini con cui viviamo, nell' amore, riusciamo anche a sentire che, fermo restando il fatto che ciò che sente l'altro noi non lo sentiamo, per amore si possa comunque dire: "tramite te posso dire di sentirlo".
La vicenda della fede e del credere è davvero una vicenda in cui c'è il mistero, l'enigma; è una vicenda straordinaria; che da un lato noi diciamo: la fede resta dono di Dio; non di tutti è la fede, e quindi alcuni non possono credere. E nello stesso tempo però è una cosa umanissima; umanissima, che appartiene all'uomo. E quando noi uomini ci incrociamo, credenti e non-credenti, con ogni probabilità, alcune volte, in quell'incontro, si accende qualcosa. I Greci dicevano che, quando ci sono certi incontri, allora appare il Dio.
Permettetemi di dire: alcune volte, senza essere esplicita e dichiarata, c'è una fede più profonda, grazie all'amore e grazie al camminare insieme tra gli uomini, di quello che noi oggi riusciamo a misurare.
Un giorno - e dico questo da credente - nel Giorno del Giudizio, sapremo cosa ha significato la fede di un altro, che pensavamo non-credente, e la fede di altri che invece magari erano non-credenti. Lo vedremo. Per ora accontentiamoci del mistero.
Per chi volesse approfondire c’è una agile pubblicazione di circa 50 pagine, grande quanto il cd in essa contenuto dal titolo: Il volto di Dio, la carne dell’uomo - Autori: Piero Coda, Massimo Donà con introduzione di Massimo Cacciari - Collana: Libri da ascoltare.
Ringrazio sentitamente il Web che mi ha ospitato e spero di essere riuscito a conformarmi a quello che credo sia lo spirito di questo sito! ( eventuali suggerimenti ed osservazioni sono ben gradite)
|