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Vecchio 25-02-2007, 23.13.25   #9 (permalink)
Eschatos
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Riferimento: Assedio di Famagosta - Cipro 1571

Citazione:
Originalmente inviato da soldatello
Dico solo che condivido l'opinione dell'autore, secondo il quale efferatezze di questo genere erano "regola" in oriente ed "eccezione" in occidente. Forse per capire le mattanze e i rituali dell'orrore islamici, e il compiacimento semipsicotico che li accompagna, bisognerebbe partire da questi remoti antefatti.

Questo era il motivo per cui ho trattato Mevlana. Per mostrare in ambito islamico, e più specificatamente Turco, che non esiste come unica pulsione nei rapporti interculturali (mattanze, compiacimento semipsicotico) la distruzione violenta dell'avversario. Sono anzi stati creati dei sistemi filosofici e religiosi che forse non hanno attecchito in profondità, ma non credo per ragioni "religiose-culturali" ma per dei più prosaici motivi di rivolgimento storico, come l'inarrestabile avanzata dell'occidente colonialista e la regressione, la chiusura costretta o autoimposta (per una forma d'autarchia identitaria) di tutte le civiltà entrate in contatto con questo fenomeno storico. Quando poi hai parlato di scienza e malattie, di come la medicina occidentale abbia trovato i sistemi migliori per la prevenzione, la diagnosi, la cura mi sono comunque risparmiato uno sproloquio (con relativa ricerca, che anche per me sarebbe improponibile) teso a dimostrare come noi occidentali siamo in sostanza gli ultimi arrivati in una storia della medicina che inizia dai sumeri, accrescendosi via via in conoscenze anche attraverso l'apporto degli arabi, pionieri in molti campi tra cui l'oftalmologia. Storia della ricerca medica che è giunta infine ai giorni nostri, migliorata a sua volta dalle nostre tecnologie e che attualmente è la più degna di fede (è però significativo che molti ambienti della medicina tradizionale aprano anche verso alcune altre scienze di altre culture generalmente ritenute superstizioni, come la medicina cinese, ad esempio)
Il discorso sulla "qualità" e il valore di due civiltà a confronto in realtà è molto più complesso e trova casi che possono favorire sia l'una che l'altre tesi, quella che vede una civiltà migliore rispetto ad un'altra o quella che le vede uguali, in cui i casi di aberrazione comportamentale si debbano attribuire ad altri fattori.
Chiaramente propendo per la seconda scuola di pensiero. Non possiamo dimenticare che per secoli e secoli la tanto mitizzata civiltà occidentale ha creato più mostruosità di quante se ne possano elencare in un'enciclopedia, tra la chiesa, la superstizione popolare, il nazionalismo, il sostanziale odio che l'Europa ha per sè stessa. E' da poco che la riflessione dell'occidente sul suo peso nella storia dei popoli lo sta in qualche modo riscattando, forse da un secolo o poco meno, per il resto del tempo non siamo stati nè meglio, nè peggio di tutti gli altri a questo mondo, con la sola differenza che i padroni, i più armati, eravamo noi.
In fin dei conti il discorso si potrebbe chiudere con un vaff.. (ben contento che tu non l'abbia fatto), ma preferisco pensare, piuttosto che ad una sospensione del giudizio, che tutte le diverse culture su questo pianeta abbiano le stesse potenzialità e capacità, invece che metterle su una scala di valori. In fin dei conti la base su cui si radica una civiltà è sempre l'uomo, il quale, come specie animale, non differisce nella capacità intellettiva che sia congolese o inuit. Se esistono differenze o casi come quello che hai riportato credo che questo si debba ricercare non nella questione islamica, quanto più nel clima dell'epoca, nella fase storica, nel carattere del dominio ottomano (magari nelle beghe personali di Lala Pascià e Bragadin, chi lo sa), nell'atto simbolico che si voleva creare, ma...in ultimo, se proprio si debba elencarlo, per una questione di cultura islamica. Tanto più che ragionare in questa maniera, oltre che sbagliato (mea quidem sententia) è controproducente nel 2007, proprio se vogliamo fare in modo che le parole da te scritte (Ginevra...L'Aja e aggiungerei anche la dichiarazione d'Indipendenza degli USA e i 14 punti di Wilson, soprattutto la Società delle Nazioni) risultino credibili e non suonino vuote per chi, di altri paesi, debba cercare un modello a cui ispirarsi, mantendo la propria religione, la propria identità, ma nello stesso tempo continuando quel processo di accrescimento storico interculturale che avviene da sempre mediante la dialettica tra i popoli.

tutto questo è molto OT
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HISTORIA MAGISTRA VITAE, SED NOS NON ADSIDUI DISCIPULI

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