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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?
Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?
Una domanda simile fu posta a U.G. Krishnamurti. Riporto lo stralcio del dialogo:
Domanda: Perché oggi ci sono così tante religioni, così tante sette, così tanti maestri?
U.G. questo succede perché siete ancora convinti che le religioni hanno le risposte per i vostri problemi che poi è quello che loro; (i religiosi), ci “vendono” con tutti i mezzi che hanno a loro disposizione o ai loro comandi. In realtà la situazione spiacevole nella quale ci troviamo oggi è causata proprio dal pensiero religioso nell’uomo.
Pensavo di aver chiuso l’argomento senza né vinti né vincitori, come mi ha fatto notare manipur. Rileggendo dopo qualche tempo questo finale aggiunto a mo’ di provocazione da chi ha fatto l’intervento (anche se può sembrare, non lo è, posso affermarlo avendo messaggiato direttamente con chi lo ha immesso), mi sono chiesto che cosa i visitatori avrebbero colto. Tutta una varietà di considerazioni messe così fuori gioco da una risposta diciamo sibillina.
U.G.…..questo succede perché siete ancora convinti che le religioni hanno le risposte per i vostri problemi….
Questa risposta mi sembra vuota: la ricerca dell’uomo che riconosce la sua finitezza e che esplora nella religione (intesa come ricerca del divino) non è così stupida e sciocca e è appannaggio ormai di molti miliardi di persone (intendo da quando l’uomo si interroga fino ai giorni nostri) e non mi sembra che un individuo solo (fosse pure un illuminato o altro) possa liquidare così semplicemente. Oltretutto, onestamente, occorrerebbe che suddetto individuo sia finito (nel senso crudo del termine: morto) per capire se lui ha avuto risposte per tutti! Voglio dire, fra mille o duemila anni si parlerà ancora delle sue… risposte?
U.G.….che poi è quello che loro; (i religiosi), ci “vendono” con tutti i mezzi che hanno a loro disposizione o ai loro comandi.
Questo lo capisco ancor meno. A parte che fare di ogni erba un fascio è semplicistico. Chi si ritrova (per sua libera scelta) in un gruppo confessionale non mi risulta che debba per forza comprare ciò che gli viene venduto ( la religione non è una merce). Come fa costui ad affermarlo con tale sicurezza? Non mi convince proprio: onestamente non la trovo in nessuna religione (sempre intesa come aspirazione al divino) . Condividere una idea e darsi delle regole comuni non è mercificazione. A me non risulta che l’approfondimento e i nuovi percorsi tesi a esplorare e meditare, con l’evoluzione del pensiero, il significato del proprio credo sia vietato o bloccato. Non capisco neppure questo: se uno non crede perché deve assolutamente imporre (il mio pensare è giusto! Il vostro vi è stato imposto, è bigotto..) a tutti i costi il suo convincimento alla comunità dei credenti?
Che gliene viene? (forse ricerca di notorietà e/o volgare pecunia?)
Forse si fa confusione fra il ricercare per comprendere e ricercare per distruggere ciò a cui non si vuole o non si riesce a credere, cose opposte!
O questo U.G. ci crede tutti stupidi (e in questa epoca non è il solo a volerlo imporre ai credenti…) o lui è stato così banale da pensare che avendo fatto un’esperienza di questo genere, per forza tutti la devono aver fatta e conseguentemente devono arrivare alla sua stessa conclusione!
U.G.. In realtà la situazione spiacevole nella quale ci troviamo oggi è causata proprio dal pensiero religioso nell’uomo.
Questa invece mi sembra un’ottima considerazione! In effetti è attualissimo il problema di come alcuni individui (non importa se uno, una decina o migliaia) hanno utilizzato ed utilizzano il credo religioso come elemento disgregante e si ritengono autorizzati ( il mio Dio lo vuole!) ad annientare il prossimo, non più visto come persona ma solo come avversario!
Mi sembra che oggi ormai sia chiara a tutti l’idea che questo scontro sia più per problemi squisitamente economici e di potere (sempre cioè, per fini che nulla hanno a che fare col divino…)
Analizziamo bene e con grande onestà gli avvenimenti e ci accorgeremo che le religioni (intense come rivelazione del Dio che cercano di esprimere) c’entrano poco o per nulla e lo stesso vale per coloro che onestamente e con umiltà stanno ricercando risposte alla loro finitudine.
La guerra santa combattuta con le armi più disparate è ormai appannaggio di individui che poco hanno a che fare con la ricerca sincera di Dio. Possiamo dire che in questa ricerca del divino (Dio) percorriamo sicuramente strade diverse e metodi non uniformi e, qualche volta, questo sì, quando ci sembra di aver colto le risposte, le proponiamo con più o meno convinzione: questo dibattito ne è la esemplificazione …. Ma in fondo non è quello che fa anche questo individuo?
Niente di nuovo sotto (questo) sole!
Ringrazio Van Lang che col suo intervento, mi ha dato l’opportunità di questa chiarificazione!
guido
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