Percepisco una certa accentuata confusione che non mi pare dettata da un fraintendimento terminologico o lessicale, piuttosto penso riguardi proprio la sostanza di quanto proclamato da questa stramba ‘setta’ sorta intorno ai racimoli delle altre più profonde ed austere religioni presenti nel pianeta, racimoli adunati intorno ad una volontà che in sé non è sufficiente a dar contenuto o sostanza ad alcunché di persuasivo e veramente pregnante.
Una verità relativa implica l’enunciazione di un messaggio diverso ogni qualvolta questa sia originata e promani da differenti ambiti ed ogni qualvolta abbia anche occasione di palesarsi all’esterno. Questa differenza non può ovviamente limitarsi ad una differente modulazione o strutturazione del linguaggio utilizzato, poiché si tratterebbe di una differenza che comunicherebbe un contenuto univoco, riconosciuto valido universalmente, poiché ciò comporterebbe solo una mutazione di forma, di contenitore, e non di sostanza (contenuto), la quale permarrebbe immodificata nella sua intangibilità. Un qualsiasi messaggio è portatore di contenuto, ed è il portato quel che interessa a noi, non il contenitore. Se di verità relativa si tratta – diversamente parleremmo solo di una carenza terminologica -, questa relatività deve necessariamente riguardare anche e soprattutto il contenuto, cioè la sostanza. Ciò ritengo sia del tutto comprensibile e condivisibile.
Apprendiamo che questa verità relativa, quindi diversa nella forma ma necessariamente anche nella sostanza, promana dall’unica fonte, dall’unico Dio riconosciuto anche dal bahaismo.
Ma se trattasi di verità relativa, per essere coerenti col principio di non contraddizione, questa deve essere per forza di cose mutevole nel contenuto in dipendenza di ciascun recettore umano che ne entrasse in contatto: mutevole e variegata soprattutto nel suo significato e sotto l’aspetto contenutistico. Diversamente, nell’ipotesi che trasmettesse sempre un unico identico messaggio, un unico identico contenuto, seppur attraverso linguaggi o metalinguaggi diversi, si tratterebbe evidentemente di una verità universale, quindi assoluta, e ciò contrasterebbe con l’enunciato in premessa (
<<Il principio fondamentale del Bahaismo è che la verità religiosa non è assoluta, ma relativa>>). E’ possibile immaginare che il contenuto di quest’unica verità, originata da un unico Dio, possa essere così multiforme ed ambiguo da potersi adattare ad ogni evenienza, fino a contraddirsi in maniera così palese come facilmente rilevabile dalla lettura delle più austere spiritualità del pianeta, ciò in dipendenza del relazionarsi con la moltitudine umana o con il singolo individuo? Ho la nettissima sensazione che quest’assunto teorico si contraddica da solo, dimostrando così l’intrinseca labilità e la carenza argomentativa della teoretica Bahà’ì.
Se la verità è relativa, così come postulato o enunciato dalla fede Bahà’ì, per i sopraccennati motivi, non è possibile che il suo contenuto sia univoco, per il semplice motivo che questa caratteristica dichiarerebbe l’esistenza di un’unica verità universalmente riconosciuta, traducendola in verità oggettiva ed assoluta. L’empirismo dimostra quanto questa teoria sia completamente destituita di fondamento. La rilevazione delle inconciliabili differenze nel contenuto delle diverse teologie, dimostra proprio l’incompatibilità e disomogeneità intrinseche delle religioni del pianeta; la dichiarazione che trattasi di verità irrinunciabili non consente in alcun modo una loro sintesi all’interno di una nuova religione, sebbene di contenuto sincretico. Ne consegue che le verità di fede desunte da ciascuna religione, differiscono notevolmente l’un l’altra, soprattutto se e quando queste verità inferiscono in ordine all’essenza della divinità adorata; una religione sincretista che non tenga conto di questa irredimibile diversità, si traduce in un insensata brodaglia utopica.
Espungere il nucleo teologico da una religione la trasforma in un vacuo moralismo, i cui enunciati progettuali sono fini a se stessi e non necessitano di alcuna premessa teologica o che presupponga una fede circa l’esistenza di alcuna divinità. Ciò è facilmente rilevabile proprio nella fede Bahà’ì, ove l’assenso di fede a Dio non è il muro portante o l’architrave ove poggiano le ragioni dell’adunarsi dei fedeli, ma appare come un di più, un abbellimento, un orpello di cui si può fare benissimo a meno.
Anche la struttura organizzativa del bahaismo, conseguentemente, appare impostata in funzione di una casta elitaria pseudo-sacerdotale (La casa Universale di Giustizia) che non amministra sacramenti, se non quelli prescelti per impreziosirla con una veste liturgica che le annetta quella solennità che diversamente le mancherebbe; appare piuttosto incline e organizzata per adempiere alle funzioni pubbliche e all’amministrazione del sociale… Dio ce ne scampi. Assume il sapore ed il profumo, un vero e proprio afrore, di una casta di burocrati della fede, né più né meno di quanto rilevabile fra i sacerdoti presenti in troppe chiese cattoliche. I loro precetti si limitano più che altro a prescrizioni di carattere igienico-alimentare, mutuati o scopiazzati da altre religioni, ma privi totalmente di vero contenuto spirituale.
Citazione:
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può sembrare a prima vista un semplice indirizzo "Socio-Economico" ciò non è, infatti i presupposti restano Spirituali, senza lo sviluppo spirituale dell'umanità, non vi potrà essere un'unità mondiale, in piccolo nel nostro forum possiamo riscontrare le diversità di opinioni su singoli temi e il difficile raggiungimento di una visione comune accettabile (non intendo VERITA' ma visione comune), la diversità (pluralismo) è utile per raggiungere fini comuni, il rapporto tra diverse idee, non egoisticamente proposte col solo scopo di ritenersi possessori della soluzione, portano alla soluzione dei problemi dell'umanità d'oggi.
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E’ sconcertante rilevare quanto oggi la frammentazione e contrapposizione in ambito spirituale siano notevolmente più accentuate di quanto lo fossero nel passato. Credo sarebbe più corretto affermare che l’umanità, almeno in campo spirituale, si sia involuta e non evoluta.
Ciao