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Vecchio 17-04-2007, 16.58.28   #49 (permalink)
hetman
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Riferimento: Se Dio è uno, perchè tante religioni?

Il grande patriarca
La figura biblica che unisce più di tutte è quella di Abramo, il padre spirituale, e forse anche reale, di ebrei, cristiani e musulmani. Abramo fu il grande pensatore che scopri l’evidenza diretta di un Dio unico. Fu il fondatore del monoteismo. Dal suo seme, il testo biblico racconta, nacquero Ismaele, dal quale sono discesi gli arabi o israeliti, e Isacco, da cui vennero gli ebrei e i cristiani. “Nella Bibbia si sancisce la fratellanza fra ebrei. cristiani e musulmani” spiega Jean Louis Ska, teologo del Pontificio istituto biblico.
Le parentele bibliche sono, in effetti, strette: la moglie di Abramo. Sara, non può avere figli e allora prega una schiava, Agar, di concepire un bambino con Abramo al posto suo. Una sorta di ricorso alla pratica moderna dell'utero in affitto, perfettamente accettabile a quell’epoca. Nasce Ismaele e poi, per intervento divino, già molto avanti nell'età, Sara riesce a partorire lei stessa un figlio, Isacco, “Incomprensioni fra Sara e Agar, costringeranno Abramo a mandare via di casa, a malincuore, la schiava con Ismaele. Andranno nel deserto, dove però verranno sempre aiutati da un angelo mandato da Dio” sottolinea Ska.

Ismaele e Isacco
E qui si scopre un secondo punto importante: nella Bibbia l'angelo rassicura Agar dicendo che anche Ismaele fonderà un grande popolo di Dio. “E vero” conferma Elia Ricetti, rabbino capo di Venezia “si tratta di due patti. Distinti, ma di due patti”. Quindi la Bibbia afferma che Dio fece un patto con Abramo e la sua discendenza attraverso Isacco (gli ebrei e, in seguito, i cristiani), ma che fece qualcosa di simile anche con Ismaele (i musulmani).
La Bibbia ovviamente è prodiga di particolari sul primo dei due patti, dato che racconta le vicende degli ebrei. Ma a margine della cronaca ebraica, ci sono altri dati a favore della sussistenza dell'altro patto e di un rispetto reciproco. “Isacco nella vita adulta va a fare visita al fratello Ismaele. E poi Ismaele partecipa anche ai funerali di Sara e dello stesso Abramo. Quando Ismaele muore, vengono profuse nella Bibbia le stesse parole che si usano nei confronti dei giusti” spiega il rabbino.
L'importanza del patriarca è riconosciuta anche dal Corano, dove si racconta il sacrificio compiuto da Abramo (senza specificare però il nome del figlio che il padre, messo alla prova da Dio. stava per immolare).
La religione non è mai la causa diretta dei massacri, ma un pretesto per farli.
“Non conosco un solo caso di vera guerra di religione. La storia dimostra che la religione non è mai in primo piano fra le cause di una guerra”. A fare questa affermazione netta è Franco Cardini. ordinario di storia medioevale all’Università di Firenze, studioso abituato a districarsi fra i nomi e le date che scandiscono anche episodi poco edificanti, come assassini, massacri e saccheggi, riconducibili a principi cristiani ed emiri musulmani. “A seconda delle epoche, la guerra può avvalersi di contenuti più o meno sacri, che appaiono però secondari rispetto a obiettivi sociali e politici” spiega Cardini. “Questa è una verità che gli esperti conoscono, ma difficile da divulgare perché poi si tende a semplificare, finendo così per ribadire un concetto sbagliato”.
Ma come la mettiamo con le crociate? Per Cardini neanche le crociate erano pure guerre di religione. Venivano infatti definiti pellegrinaggi armati, l'obiettivo era liberare Gerusalemme e non convertire i musulmani. Dello stesso parere è Ahmad 'Abd al Walivv Vincenzo, storico della Università Federico Il di Napoli. “Le crociate sono state un modo di aprirsi la strada a oriente in un periodo in cui l'Europa era isolata e depressa economicamente. Nel bene e nel male hanno messo in contatto due mondi, nemmeno troppo diversi, che finirono per migliorarsi reciprocamente” dice Vincenzo. “Basta ricordare lo sviluppo della medicina e della matematica, e che le università in Occidente prima delle crociate non esistevano: nacquero sul modello delle scuole musulmane”, Autore di “Islam, l'altra civiltà”, Vincenzo nega il concetto stesso di guerre di religione. Partendo da una considerazione: “Non ci sono mai state aree omogenee di culto”, cioè definite in modo rigido entro confini geografici. La situazione era molto più articolata. Pensiamo al pluralismo religioso nell'impero romano, o a Baghdad, sede del califfato prima del 1256: oltre ai musulmani, vi era il 30% di ebrei, zoroastriani e cristiani con proprie amministrazioni religiose. Un modello ripreso poi a Istanbul”. Lo stesso impero ottomano si fondava sul pluralismo religioso, per cui dai Balcani fino all'Ungheria esisteva una prevalenza cristiana.
A Cordova durante l'occupazione araba, la biblioteca conteneva 4 milioni di volumi e venne conservata la cultura greca: gli scambi fra ebrei, cristiani e musulmani erano incentivati, così come in Sicilia con l'imperatore cristiano Federico Il. “I mondi religiosi omogenei e contrapposti sono solo un’interpretazione dei nostri tempi” afferma Vincenzo. “Una religione si può difendere, ma non imporre con la forza”.
Le analisi per il passato sono ancora valide per le guerre di oggi? Il libro inchiesta “Il Dio della guerra” (A. Guerini) conferma la tesi della religione come alibi.
Gli autori, Emanuele Giordana e Paolo Affatato, hanno pesato il fattore religioso in Cecenia, Indonesia, nei Balcani e in altre zone di conflitti etnico-religiosi.

Dopo la lettura mi sono posto dei quesiti:
Abramo unico Padre del "MONOTEISMO"? si
Isacco ha il suo "PATTO"? si
Ismaele ha il suo "PATTO"? si
Sono Essi fratelli? si
Può Dio Onnisciente fare "PATTI" diversi? no
Perchè NO? sarebbe ingiusto e pertanto non da DIO
Perchè allora ci sono le guerre? Strettamente per motivi "MATERIALI"
Allora se Dio è uno perchè tante religioni? Strettamente per motivi "MATERIALI"
Allora le religioni sono tante per motivi "MATERIALI"? no
Perchè NO? Direi non solo, inquanto entra in gioco anche l' "EGO"
EGO? si, il ritenersi portatori della "VERITA' ASSOLUTA"; per il "POTERE"; per il sentirti "SUPERIORI"; per "DIVIDERE"
Tutte le domande e risposte sono strettamente MIE (opinioni).

Saluto
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