Discussione: L'incubo del teologo
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Vecchio 17-04-2007, 19.20.27   #1 (permalink)
VanLag
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L'incubo del teologo

Preso dal sito sezione “Testi per riflettere” L'incubo del teologo di di Bertrand Russell

L'eminente teologo dr. Taddeus sognò di morire e andare in paradiso. I suoi studi lo avevano preparato, e non ebbe alcuna difficoltà a trovare la strada. Bussò alla porta del paradiso e s'imbatté in uno scrutinio più attento di quanto si fosse aspettato. "Chiedo il permesso di entrare," disse, "perché sono stato un uomo giusto e ho dedicato la mia vita alla gloria di Dio." "Un uomo?" rispose il custode, "che cos'è? E come potrebbe una creatura buffa come te promuovere la gloria di Dio?" Il dr. Taddeus rimase sbalordito. "Non è possibile che non conosciate l'uomo. Dovete per forza sapere che l'uomo è l'opera più sublime del Creatore." "Quanto a ciò," disse il custode, "mi spiace ferire i vostri sentimenti, ma quello che voi dite mi giunge del tutto nuovo. Dubito che chiunque quassù abbia mai sentito parlare di questa cosa che voi chiamate "uomo". Comunque, dato che mi sembrate tanto sbalordito, vi concedo la possibilità di consultare il nostro bibliotecario."

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"Finalmente," disse, "ho trovato quella stella per la quale era stata fatta richiesta, ma non riesco proprio a immaginare perché abbia suscitato tanto interesse. E' molto simile a moltissime altre stelle di quella galassia. Possiede temperatura e dimensioni normali, ed è circondata da altri corpi celesti più piccoli chiamati pianeti. Dopo un'accurata indagine, ho scoperto soltanto che alcuni di questi pianeti hanno dei parassiti, e credo che quella cosa che ci ha fatto la richiesta sia uno di loro."

http://www.riflessioni.it/testi/incubo_teologo.htm

Questa storia di Bertrand Russel mi ha ricordato molto la frase di U.G. che per un po’ ho tenuto come firma e precisamente: - nello schema delle cose, voi non siete più importanti delle zanzare che vi succhiano il sangue -

Terribile sentenza per una creatura orgogliosa come l’uomo che da tempo e memoria, ha amato considerarsi fatta ad immagine e somiglianza di Dio e come tale erede del regno. Ma c’è una duplice chiave di lettura in quelle parole. Può essere infatti che U.G., quando diceva quelle parole, non stava abbassando noi al rango delle zanzare bensì stava alzando le zanzare alla dignità dell’uomo, che poi va molto sulla strada dell’amore del Budda verso tutti gli esseri viventi.

Sono certo che la maggior parte di chi leggerà eliminerà la diatriba pensando che sono panzanate. D’altro canto chi ce lo fa fare di dividere il nostro posto privilegiato in cima alla piramide con tutte le altre specie viventi, perdendo in un sol colpo il diritto all’eredità divina? Ma io sono altrettanto certo che qualcuno, più disposto all’avventura, vedrà le implicazioni positive di questa affermazione scoprendo che è certamente più equo condividere con le zanzare e con tutte le specie viventi un qualche cosa il cui valore aumenta in modo esponenziale in base a quante più possibilità abbiamo di condividerlo.

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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini

Ultima modifica di VanLag : 17-04-2007 alle ore 20.33.39.
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