Già Manzoni nel coro dell'adelchi ci avvisa su quanto ci sentiamo superiori, sulla nostra superbia, molti italiani credono che un passato come quello di Roma o dell'età dei comuni, basti e che quindi il nostro tempo ormai è stato e ora tocca agli altri... tuttavia, molti altri pensano che il passato possa spingerci a grandi azioni, io la penso così, anche se già Dante guardava a Roma e incitava vanamente a grandi gesta per le quali sembra siamo nati. Credo che nell'animo degli italiani, siano come due anime, una che ci porta ad essere grandi, a elevarci su tutti e ad essere il grande popolo che eravamo e che ora siamo, anche se assopito; un'altra anima, invece, che ci porta alla pigrizia e a lasciarci andare nel godimento e nelle frivolezze. in noi queste anime si scontrano sempre, in ogni epoca e sono molto ben marcate. sembra che ora trionfi la seconda che però porta alla decadenza; questa di solito giunge quando ci sentiamo forti e sicuri. Ma ora? ci sentiamo sicuri sotto l'ala protettrice americana? possibile che guardiamo sempre fuori e mai dentro noi?
La ricerca in Italia è carente, che sia sintomatico della seconda anima che è in noi? Essere grandi nella moda, in cucina, nella costruzione di motori, ecc. mi va bene, ma senzxa ricerca non c'è futuro.
