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Vecchio 05-08-2007, 13.13.41   #3 (permalink)
VanLag
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Riferimento: Perché non ci vogliamo bene?

Citazione:
Originalmente inviato da Bige
Ora, per come la penso io, tu compi un errore di fondo. Dai cioè per scontato che l' egoismo dell' uomo abbia necessariamente come fine il piacere.
In effetti l’idea che il fine dell’uomo sia il piacere e che l’egoismo, inteso come difesa e alimentazione di se stessi, dovrebbe portare a quello, è uno dei presupposti della discussione. In fondo anche il masochista trae piacere dal dolore, come il sadico trae piacere dal dolore altrui, e l’altruista è soddisfatto dal suo donare e donarsi.
Appagamento, soddisfazione ed, in ultima analisi, piacere sono, il motore degli esseri umani partendo dall’uomo che nutre il desiderio per una donna, fino ai così detti desideri spirituali, (il desiderio di Dio o dell’illuminazione). In fondo come diceva il mio maestro: - God is the ultimate pleasure. –
Potrà variare l’oggetto del piacere ma credo che difficilmente si possa negare l’universale propensione al piacere, cioè la spinta che la natura ha messo nell’uomo verso ciò che gli da piacere.

Diversamente da quello che affermi, non vedo nell’uomo, un’azione intrapresa sapendo che sarà dannosa, (ai nostri interessi), a meno che non sia un’azione per la quale ci aspettiamo danni da una parte, mentre dall’altra ci aspettiamo molto piacere.
Forse ci sono persone con una bassissima attitudine all’analisi, nelle quali l’azione è molto istintiva, questo può essere, ma un uomo che agisse senza pensare, esattamente come un animale, solo ubbidendo all’istinto, credo sia ormai abbastanza raro, soprattutto nella cultura e società occidentali.

La razionalità/irrazionalità la vedrei come la propensione ad analizzare il contesto nel quale l'uomo agisce, per trovare la via del massimo piacere.
Questo è appunto ciò che ci manca e cioè, perché usiamo la nostra parte razionale per andare sulla luna e per fare armi di distruzioni sempre più potenti, la usiamo per sottomettere e dominare e non la usiamo per trovare le vie di sempre maggior piacere?

Vado un passo oltre…. Non sarà che qualcuno ci ha dato una visione artefatta del piacere? Cioè che qualcuno ci ha “venduto” l’idea che agendo così o cosà potremo avere un “piacere illimitato”, una “beatitudine permanente” e che, per raggiungere quello noi abbiamo dimenticato i nostri reali bisogni e la capacità di saziarli?

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Ma io sono fiero del mio sognare di questo etrno mio incespicare.... fare l'amore, tirare tardi, la fantasia .....

da "Quattro stracci" di Francesco Guccini
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