Se Benedetto ritiene che l’aborto non sia un diritto umano, nell’ambito dello stato Vaticano egli può vietarne anche solo la pronuncia e magari disporre finanche la lapidazione per l’insana che dovesse anche solo macchiarsi di tale pensiero criminoso.

Ma in un altro stato, laico e sovrano, le sue parole costituiscono semplicemente un’opinione, quanto si voglia illustre, tuttavia un’opinione, e non una sorta di malcelata indicazione/imposizione legislativa. Questo senza ledere il diritto del cattolico praticante di attenersi, qualora egli lo voglia, alle direttive papali. E’ un peccato che né il presidente del Consiglio né il nostro Presidente abbiano gli attributi per sottolineare, nel massimo rispetto delle parti, questo aspetto.