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Riferimento: Lettera aperta al forum: a proposito dei valori
Innanzitutto, salve a tutti, sono nuovo del forum e questa è la mia prima risposta ad una discussione che trovo decisamente interessante e riflessiva.
Personalmente ho delle idee che contrastano tra di loro e che generano dubbi e perplessità, proverò quindi a esprimerle nel modo più semplice possibile.
Parlare genericamente di valori è arduo direi quasi azzardato, di quali valori parliamo? Per il Cristianesimo i valorti morali sono stabiliti da Dio,
mentre per altri, i valori morali hanno il loro fondamento nella ragione, hanno una genesi storica e sono fissati e imposti dal gruppo dominante.
Quindi affermare che non esistono valori eterni e immutabili e che ogni valore è l'esito di uno sviluppo storico è perlomeno una affermazione valida.
Katerpillar, giustamente, si pone alcune domande che dal punto di vista del singolo hanno un senso ma che se rivolte alla massa, al "gruppo dominante"
perdono di significato. Ogni individuo parte di questa società è responsabile della sua evoluzione. In una società "moderna" il controllo delle masse
è fondamentale e la globalizzazione ne è il risultato più naturale. Globale è il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi commerciali
a livello mondiale, globale è la diffusione dell'informazione e dei mezzi di comunicazione, globale è il rapporto con altre culture. Ma tutto ciò a cosa
porta? All'efficacia della comunicazione spinta al suo limite: "alla persuasione", l'arte di modificare l'altrui atteggiamento o comportamento.
Globale... Riflettiamo sul principio della persuasione chiamato Riprova sociale, questo principio afferma che la maniera in cui determiniamo ciò che è
corretto è trovare ciò che le altre persone ritengono corretto. La riprova sociale funziona meglio quando è fornita da molte persone: quanto maggiore è
il numero di persone che trova giusta una qualunque idea, tanto più giusta è quell’idea. Considerando che il 95% delle persone sono imitatori e solo il
5% iniziatori, le persone sono persuase più dalle azioni degli altri che da qualunque prova tu possa offrirgli. Quindi mi chiedo, possiamo parlare ancora
di valori? Oggi siamo sedotti, ipnotizzati, manipolati, l'unico valore che ci viene inculcato è il Dio "danaro" ma la colpa è nostra, solo nostra. Il mio
non vuole essere un discorso politico, non credo di esserne all'altezza, i valori cosidetti "morali" si stanno evolvendo, le generazioni che più lo
percepiscono sono quelle a cavallo della "transizione", riporto parola per parola l'affermazione di una ragazzina preso da un forum di adolescenti:
<I valori morali non sono altro che stupidi principi fatti per inquadrare gli uomini, per sottometterli, per controllarli! Che cos'è la morale se non una
legge (anche l'etimologia lo dice) a cui tutti noi dobbiamo ubbidire " perché è bene così"? Chi decide cos'è il bene o cosa il male? La morale è qualcosa
di imposto da qualcuno al di fuori di noi stessi. Per troppo tempo l'uomo ha delegato ad altri il suo sentire. Se la nostra società fosse basata sulla
libertà ed il sentire di ogni individuo, sarebbe un mondo migliore.
Aggiunta....mi son dimenticata di dire da cosa dipende! hehehe
Dipende dal fatto che finalmente gli uomini cominciano a ribellarsi a questa "legge" imposta..e non ne comprendono più il significato!>
Proprio come sembra suggerire Nietzsche, è vero, il grande pensatore ci invita al superamento di tutte le morali, non dice però che bisogna farne a meno
o che bisogna vivere senza valori morali, solo i criminali vivono facendo a meno di riferimenti morali, l'uomo incapace di morale e di darsi delle regole
non è uomo riuscito. "Uomo riuscito è chi è capace di legge: che è a se stesso norma e, perciò, modello per gli altri".
In conclusione: Chi dovrebbe essere il modello?
La famiglia, la scuola, la religione, i politici, lo stato... ma tutto ciò non siamo noi?
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