Citazione:
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Originalmente inviato da Mary
In una società civile dovrebbe essere così:
quattro ore garantite per tutti, di un lavoro qualsiasi che consenta di ..... sopravvivere e poi, via.....  verso il lavoro che amo, verso la realizzazione del mio potenziale, verso la realizzazione di me stessa per il mio benessere e quello dell'intera società.
...Parto dal presupposto che quando fai il lavoro che ami lo fai al meglio e senza troppa fatica.
Che quando non devi preoccuparti di fare la fame e andare a dormire sotto un ponte, puoi contrattare meglio con il datore di lavoro, se ti fanno mobbing puoi piantarli in asso con un palmo di naso, ai molestatori sessuali puoi dare un calcio nel sedere, la noia verrebbe bandita e i benefici personali, ambientali, economici, sociali sarebbero da capogiro.
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Io in effetti credo la stessa cosa.
Oggi si è costretti, in qualche modo, a realizzarsi nel lavoro.
Ci sono lavori che per natura non possono "piacere" in senso reale, mi viene come esempio quello offerto dalle società di recupero crediti: cioè se "godi" nel recuperare soldi da gente che, in larga parte, non li ha... sei un perverso.
Il mio prof di filosofia teorizzava un rapporto inverso: tanto più il lavoro è piacevole e gratificante tanto minore dovrebbe essere la retribuzione, perché in realtà sei già appagato da ciò che fai.
La realtà è che viviamo in una società in cui esistono moltissime categorie di lavori in cui l'etica, necessariamente, la devi mettere da parte.
La devi mettere da parte col sottoposto, che vuoi continuare a sfruttare, col collega, che vuoi superare, col cliente, che devi consigliare per il meglio suo ma anche tuo, perché il prodotto lo devi vendere e le tasse le devi pagare.
Forse devo solo imparare a vivere in modo etico, capendo che la correttezza alleggerisce il portafoglio.
Questo per il settore di riferimento mio. Più in generale esiste il problema da voi denunciato, dell'assenza di sicurezza, specie per i giovani.
Tra quelli che conosco io si è creata una sorta di "comunità di londinesi", alla quale forse un giorno mi aggiungerò, perché paradossalmente oggi si hanno prospettive + floride in paesi noti per la instabilità lavorativa (verificato su più soggetti, se vivi a Londra e perdi il lavoro ne trovi un'altro... magari non esattamente come lo vorresti ma regolare e puoi continuare a cercare).
Quando scrivevo il post, mi è venuta in mente un'altra cosa: un servizio letto su un giornale.
Ricordo come anni fa si portassero ad esempio i paesi scandinavi come quelli a più alto tasso di suicidio, nonostante l'alto tenore di vita.
La settimana scorsa leggevo su una rivista che la Danimarca è oggi considerata il paese in Europa dove le persone vivono meglio, e sono + felici.
Qualche anno fa ci sono stata, certo non si può giudicare in pochi giorni, però ci sono cose che balzano all'occhio: chiusura di uffici e negozi entro le 18,30, sabato lavorativo per le attività commerciali solo fino alle 13,30. Il resto del tempo dedicato a ciò che piace... da noi mi pare non si finisca mai di lavorare, e il bello è che in giro per il mondo ancora ci considerano come quelli che pensano solo alla pizza e al mandolino!!!
Grazie dei vostri interventi!