Citazione:
|
Originalmente inviato da Knight Kenneth
Il Medio Evo è un lungo periodo storico - un migliaio di anni circa - forse bisognerebbe parlare di "Medi Evi", al plurale. Comunque è il periodo in cui sono state fondate molte delle nostre Università ed in cui si costruivano le grandi cattedrali gotiche, in cui Chretien di Troyes scriveva molti dei romanzi della Tovola Rotonda, Tommaso d'Aquino componeva la "Summa Theologiae" e Dante la "Divina Commedia", Giotto, i Lorenzetti e Simone Martini dipingevano i loro affreschi ...
Vedete un po' voi se in tutto questo c'è dell'oscurità.
Knight Kenneth
|
Giusto. Però tutto quello che hai citato avviene dopo il Mille. E nei 500 anni precedenti cos'è successo? O meglio, quale cultura c'era? Semplice: nessuna, per tre secoli. All'inizio c'era quella romana in disfacimento, che qualche re germanico aveva cercato di tenere in vita soprattutto in Italia. Poi solo quella religiosa, appannaggio di pochissime persone letterate. Fino al 750, gli unici teologi di un certo spessore furono Gregorio Magno, Isidoro di Siviglia e il Venerabile Beda.
Le scuole non esistevano più, le strade non esistevano più, i commerci non esistevano più. Politica e diritto strisciavano sull'orlo della degradazione. E
nessuno ne scriveva. I re erano degli analfabeti che badavano solo alla conquista del territorio vicino. Prima dei Carolongi nessuno riuscì a instaurare una dinastia sicura, un paese con una certa sovranità. Insomma la società e la cultura erano veramente "buie" in confronto a quella romana.
Poi ci fu il cosidetto "rinascimento carolingio", che in effetti, grazie al monaco Alcuino, prevedeva una scuola per gli ecclesiastici che erano deputati all'amministrazione del regno. L'educazione degli aristocratici non venne trascurata. E l'arte mostra pure una certa originalità.
Poi ci fu la decadenza dell'impero carolingio e le invasioni di arabi, normanni e mussulmani. Poi attorno al Mille si incomincia a vedere finalmente un po' di dinamismo in tutti i settori...