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Vecchio 12-09-2007, 09.16.02   #7 (permalink)
Mary
Ospite abituale
 
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Riferimento: Questa sera si recita a soggetto… (come sopravvivere alla ricerca di un nuovo lavoro?

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Ciò che tu dici è vero, Mary, però credo che uno dei paradossi dei tempi moderni sia che anche i ricchi sono schiacciati dal lavoro.
Il lavoro è diventato una dipendenza per chiunque, per necessità o per "realizzazione". Lo si vede bene nelle depressioni da fine settimana: quando non lavori 12 ore al giorno... o ti "spari" altra adrenalina con sballi di vario genere (anche sballi presunti sani, tipo lo sballo turistico, conosco persone che lavorano 12 ore al giorno e poi ogni w.e. partono per una località diversa senza passare 5 minuti all'interno della propria abitazione), oppure se resti a casa a pensare... improvvisamente il vuoto, i pensieri, l'insoddisfazione di non capire cosa vuoi e dove stai andando... e il panico.
E il panico viene ucciso dal fare, dal lavorare, anche da chi potrebbe starsene beatamente senza far niente...


hai descritto in modo impeccabile la vita reale di oggi. E che qualche decennio si poteva immaginare solo nei film di fantascienza orror, catastrofici.

Viviamo tutti in un modo creato artificialmente da pochi pazzi, psicotici demenziali.

Dovremmo rimettere tutto in discussione, i l'ho fatto da tempo.

Questo guadagnare sempre di più che per alcuni equivale solo a sopravvivere finisce per uccidere la parte nobile di ciascuno di noi, e delle future generazioni.

La prima cosa che sto facendo è quella di vedere di che cosa ho VERAMENTE bisogno, io e la mia famiglia.

Cosa è più importante nela vita? vivere

Ma la qualità della vita spesso ce la costruiamo noi. Si può essere contenti con poco e si può vivere semplicemente respirando ed essere consapevoli di respirare.

Ma c'è il pane e companatico, e qui subentra la massa critica della società.

Se la gente comincerà a riflettere sul senso della vita e cosa conta di più, probabilmente anche il pae e companatico sarà alla portata di tutti.

Ci hanno fatto diventare rotelline di un ingranaggio mastodontico che sta divorando i nostri corpi e le nostre anime.

Le macchine che hanno sostituito l'uomo nei lavori pesanti e pericolosi dovrebbero averci dato l'opportunità di vivere più serenamente la vita, ma così non è.

Forse mi sbaglio, ma sono ancora dell'idea che una delle cause sta nella religione (tutte le religioni) che non è più in grado di parlare allo spirito degli esseri umani ma si è trasformato in un mostro della peggior specie.

L'altra causa è la mancaza di autolimiti o limiti sociali che impediscano in tutto il globo di arricchirsi più di un certo limite sia a singoli che a società di qualsiasi genere.

Se la ricchezza reale o artificiosa non venisse così male distribuita non avremmo sotto gli occhi l'orrendo mondo in cui stiamo vivendo.

Affinchè ci possa essere un futuro per noi e per i nostri figli sarebbe necessario una presa di coscienza e consapevolezza da parte di una consistente massa critica capace di impedire l'arricchimento senza limiti di pochi a discapito di molti e di riprendere in mano le redini della propria vita.

Così il lavoro potrebbe divenire qualcosa di veramente salvifico per il genere umano.

Teoricamente dovrebbe servire a far vivere gli esseri umani nel corpo e nello spirito.

Spero tanto che qualcosa cominci a muoversi in questa società che corre a perdifiato verso l'alienazione.
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mery
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