Valerio mi permetti di indicarti le parole di Turaz per poterti più avvicinare a quanto vorrei fosse possibile spiegare?
Citazione:
Sarà pure UNO (lo spero anch'io)... ma mi sembra che assuma connotati alquanto diversi per il cabalista, l'alchimista, lo sciamano, l'occultista, il cattolico, l'nduista, il buddista...ecc.ecc.ecc. ...
|
ti sembra perchè non sei andata in fondo alle cose.
Ti consiglio in questo campo sempre di tentare di risalire al significato etimologico delle parole.
esoterikos è interno, exotericos è esterno.
Puoi vedere un simbolo cabalista, uno alchemico, uno cristiano, uno sciamanico, uno induista e valutare, da "filosofo", o da semplice osservatore che questi sono obiettivamente diversi l'uno dall'altro. Nessuno ti può contestare quest'osservazione, a meno di dirti che ti stai limitando alla realtà esteriore delle cose, la mera apparenza, esteriorità a cui si rifà il termine essoterico o exoterico che è lo stesso.
Oppure puoi cercare di andare al di là delle apparenze e scoprire che molti cristiani, cattolici hanno praticato la cabala (disciplina che "nasce" in seno all'ebraismo) e che questa si pone gli stessi obiettivi dell'alchimia, con mezzi che poco differiscono e che richiamano agli stessi scopi.
Il simbolo dovrebbe servire a richiamare qualcos'altro... che è privo di apparenza esteriore, così è normale che due simboli apparentemente diversi possano richiamare ad una stessa realtà.
Cerco di farmi capire meglio con un esempio che dovrebbe essere chiaro a tutti.
Il linguaggio è un modo simbolico per comunicare.
Posso abbracciarti (e utilizzare quindi un simbolo gestuale)
posso dirti "ti amo" ed utilizzare quindi la voce per esprimermi.
Oppure posso scriverti "ti amo" in un foglio di carta utilizzando quindi le mani dell'inchiostro e una penna.
Se sei italiano probabilmente capirai ciò che ti voglio comunicare con tutti e tre i mezzi diversi.
Altrimenti se sei un esquimese potresti capire solo il primo.... e chissà che qualcuno lontano nel tempo e nello spazio non sia capace di capire nessuno dei tre gesti.
Ma prova a pensare ad un uomo che pronunciasse le parole "I love you".
Un altro che scrivesse "Te quiero".
Quando ad ascoltare ci fosse una ragazza tedesca di alcuni secoli fa non avrebbe idea di che cosa vogliano dire i due uomini, ma avrebbe sicuramente una sola certezza, stanno dicendo due cose diverse. (uno dice te quiero, e l'altro I love you).
Solo qualcuno che conosce bene entrambi i linguaggi, ed è in grado di decodificarli saprebbe che i due uomini stanno dicendo in realtà la stessa identica cosa.
Eppure.... siamo davvero sicuri stia capendo ciò di cui si sta parlando?
Può un uomo che non ha ancora mai amato comprendere lo stato d'animo degli altri due? Può bastare che senta loro dire delle parole per capire a quale stato essi si riferiscano? Io credo di no. Solo un Fedele d'Amore può in realtà capire ciò che si asconde sotto il velame del linguaggio.
Cio che è per sua natura è esoterico, nascosto, dunque esplicabile sono parzialmente. Per Piero Angela ad esempio l'agopuntura è una truffa... come lo è l'amore che è visto come un semplice cambiamento chimico.
Questa è filosofia?
Di quelle ore trasorse tra i banchi di scuola a studiare filosofia non ricordo molto... Eppure ricordo che di Pitagora non si sapeva poi molto, non aveva lasciato testi scritti, e chiamava i suoi stessi discepoli "esoterici".
Mentre di Aristotele, che arrivava a contare financo il numero di zampe nelle mosche (sbagliando) raccolse i suoi scritti destinati al pubblico in raccolte Essoteriche.
Un'altra cosa che ho sempre notato della filosofia (sempre a scuola intendo) è che ogni filosofo diceva la propria, correggeva e stravolgeva le teorie del precedente, si "azzuffava" altraverso la dialettica.
dia-logos... dividere il logos. diavolo dia-ballo dividere, simbolo sym-ballo unire.
E' a me evidente che l'arte della dialettica, della filosofia comunemente intesa, del voler dire la propria affermando la propria individualità, non ha nulla a che vedere con l'arte del percepire la realtà nascosta dietro un simbolo, che è comune a quella di altri simboli.
Se per filosofia dunque si intende conoscere le teorie di Cartesio, Nietzsche, Hegel, Marx e la loro abilità dialettica e di tentare di avere ragione l'uno sull'altro, questo non può avere nulla a che fare ne con l'alchimia, ne con la cabala, ne con la Massoneria, arti che al contrario vanno in unica identica direzione.
Quando però non è chiaro di cosa si occupi il cabalista, l'alchimista o il massone, chiaro è che definirlo "filosofo" pur essendo errato, può essere tutto sommato un modo simbolico anche accettabile per definire ciò che non si sa definire altrimenti.
Così da quel che scrive Donatella, si potrebbe realisticamente suppore, che finanche lì dentro qualcuno interessato ad altro (che sia affarismo, passatempo serale, voglia di fare qualcosa di diverso, di far parte di una presunta elite etc non cambia poi molto) chiami "filosofo" quel tale stimato da donatella e che se facessi parte di quella loggia sarebbe il mio reale punto di riferimento.
Ma magari potrebbe anche essere, anche se non lo credo, che a quel tale piace davvero dissertare di teorie Keynesiane e le preferisca allo studio dell'Arte Muratoria. E allora non potrebbe certo farmi da punto di riferimento
